È la squadra che abbiamo affrontato più volte, 203 tra campionato e Coppe, e sebbene Milano sia territorio ostico calcisticamente parlando per la Roma, contro l'Inter abbiamo dato spesso vita a sfide memorabili, a suon di gol. Sono 499 le reti messe a segno nelle sfide tra le due squadre e, nonostante i nerazzurri siano leggermente in vantaggio nel computo (277 i loro gol, a fronte dei 222 nostri), in più di una circostanza siamo stati lupi a San Siro. E non solo. Perché la nostra prima vittoria in casa loro, il 25 novembre 1934, arriva all'Arena Civica: la firma è quella di Guaita, che giusto pochi mesi prima insieme a Meazza ha portato la Nazionale sul tetto del mondo; quel giorno però Peppino non può nulla al cospetto di Masetti e compagni. Il nostro grande portiere sarà protagonista anche il 18 gennaio 1942, quando una doppietta di Naim Krieziu stende l'Ambrosiana e ci lancia sempre più verso il primo tricolore della nostra storia. «La Roma è una volpe che ha messo le ali! - scrive all'indomani Il Littoriale - Ermetica in difesa e sbrigliata all'attacco, la Roma fulmina l'Ambrosiana con due gol di Krieziu». Con lo Scudetto sul petto, nella stagione seguente arriva un'altra vittoria per 2-0, stavolta con i gol di Pantò e Amadei (che di lì a qualche anno indosserà anche la casacca nerazzurra).
«Scusa, è Ameri...»

Il 31 dicembre 1961 è una data che cambia per sempre la storia della radio e del giornalismo sportivo: la Roma è impegnata a San Siro contro l'Inter di Herrera e la gara volge al termine, quando un guizzo di Pedro Manfredini porta in vantaggio i giallorossi. Mancano 10' alla fine e la notizia è troppo importante, così Enrico Ameri - invece di attendere che gli venga concessa la linea dall'altro campo, come da copione all'epoca - interrompe il collega e prende la linea. «Scusa, è Ameri! La Roma è passata in vantaggio a Milano...». Un gesto da fuoriclasse, quello del radiocronista, degno del gol appena realizzato da "Piedone": il dovere di cronaca viene prima di tutto, anche del format del programma. "Tutto il calcio minuto per minuto", nato da circa due anni, cambia per sempre, così come la narrazione sportiva e calcistica. E la Roma festeggia nel migliore dei modi la notte di San Silvestro, per la gioia di Renato Rascel. Il celebre attore, in quei giorni a Milano per uno spettacolo, prima della gara aveva incontrato la squadra, rivolgendo proprio a Manfredini un appello accorato: «Piedo', famme 'sta grazia!». Detto, fatto.

Corsi e ricorsi

Il 26 ottobre è una data particolarmente evocativa, quando di mezzo c'è l'Inter a Milano: nel 1980 la Roma di Liedholm e Falcao (che contenderà lo Scudetto alla Juve fino al 10 maggio di Turone) strapazza i nerazzurri con un 4-2 persino benevolo nei confronti della squadra allenata da Bersellini. Sugli scudi il Bomber per eccellenza, Roberto Pruzzo: ne segna tre, un autogol di Bini completa il poker; la doppietta di Altobelli serve soltanto ad aggiornare le statistiche. Un successo che ci rilancia dopo il pesante ko rimediato a Napoli e che candida la Roma come una delle maggiori pretendenti al titolo.
Esattamente un quarto di secolo più tardi, il 26 ottobre 2005, Francesco Totti illumina la Scala del calcio con un arcobaleno magico: non un cucchiaio, bensì il Cucchiaio, forgiato nella più preziosa delle leghe; un'azione che parte da lontano ed è il compendio di tutte le doti del Dieci. Una progressione che ha conclusione perfetta in quel tocco sotto a scavalcare Julio Cesar: tutto il Meazza lo applaude, anche i tifosi di casa. La prima Roma spallettiana vince 3-2, rompendo un digiuno che in casa nerazzurra durava da undici anni. Un altro gol di Francesco e quello di Montella firmano il tris e mostrano sprazzi di una squadra che nel giro di pochi mesi metterà in fila undici vittorie consecutive.
Quella gara è per certi versi l'inizio di un'epopea, una sfida epica che si ripete anno dopo anno: siamo l'unica squadra in grado di battagliare con l'Inter dopo le vicende di Calciopoli; li battiamo due volte in finale di Coppa Italia (con un 6-2 all'Olimpico, tra le altre) e a casa loro andiamo a prenderci anche la Supercoppa 2007 con un rigore conquistato da Totti e trasformato da De Rossi. Contendiamo loro il tricolore in più di una circostanza, ma quando non ci si mettono di mezzo decisioni arbitrali a dir poco discutibili, ci mettiamo del nostro perdendo in casa con la Sampdoria e vanificando una rimonta storica.

Tre, numero perfetto

Negli anni seguenti, il nostro score a San Siro migliora notevolmente rispetto alle stagioni precedenti: il 2 settembre 2012 vinciamo 3-1 (primo gol in A di Florenzi, Osvaldo e Marquinho); la stagione seguente centriamo la settima vittoria di fila sotto la guida di Rudi Garcia con un 3-0 da incorniciare, in cui ancora una volta è sugli scudi Totti (doppietta) e Flo conferma il suo particolare feeling contro l'Inter. Il terzo gol, in contropiede, nasce da una magia di Totti: doppio palleggio e apertura per Strootman, che guida la ripartenza, poi finalizzata dal numero 24. Due anni fa, il 26 febbraio 2017, il protagonista assoluto è Radja Nainggolan: il belga segna due gol - uno più bello dell'altro -, quindi Icardi riapre i giochi, ma soltanto per pochi minuti; è Perotti a ristabilire le distanze e a lanciare l'ultima Roma di Spalletti verso un posto in Champions League. Nelle ultime due stagioni sono arrivati due pareggi per 1-1, in entrambi i casi con Stephan El Shaarawy a segno per noi.
Lupi a San Siro, stavolta in un inedito venerdì sera: contro Conte, che in estate ci ha preferito l'Inter, e che proprio ieri si è portato in testa alla classifica. Sarà dura, molto. Ma è nelle difficoltà che il lupo fa branco, perché sa che insieme ai suoi simili è più forte.