Più che di esame di riparazione, si tratta di master di livello internazionale. Sembra paradossale, ma mentre la Roma balbetta dentro i confini, finora fuori è andata a gonfie vele. Tanto da autorizzare anche qualche previsione ottimistica a ridosso di un sorteggio non esattamente benevolo. La squadra di Fonseca aveva appena strapazzato lo Shakhtar in entrambi i match e quella con l'Ajax era presentata quantomeno come una sfida all'insegna dell'equilibrio. Oggi il borsino umorale si è capovolto e i tre risultati negativi consecutivi in campionato hanno sottratto certezze che sembravano acquisite nei confronti dei giallorossi.

Giovedì ad Amsterdam la Roma è chiamata a svelare un piglio differente, quello già messo in mostra nell'arco di tutta l'esperienza stagionale di coppa, più che quello balbettante dell'ultima fase in Serie A. Certo, le assenze non hanno aiutato, ma a Pasqua la situazione che sembrava in leggero miglioramento - grazie al ritorno di Veretout - ha fatto un altro passo indietro: a fermarsi è stato El Shaarawy. Sabato il Faraone è uscito dal campo accusando un leggero fastidio al flessore, che avrebbe dovuto essere verificato al mattino successivo a Trigoria per avere certezza che non si trattasse soltanto di una noia "a caldo". Ma il giocatore ha continuato ad avvertire dolore e ieri mattina si è sottoposto agli esami strumentali a Villa Stuart, che hanno evidenziato una lesione al flessore destro. Sia pure di lieve entità, l'infortunio costringerà Elsha a restare fuori per un paio di settimane, rinunciando sicuramente alla doppia sfida con l'Ajax. In Olanda difficilmente il numero 92 sarebbe stato titolare dopo aver disputato tre quarti di gara a Reggio Emilia, ma il ko leva un'alternativa a Fonseca in un attacco già privo di Mkhitaryan. Il reparto avanzato sembra delinearsi con il ritorno fra i titolari di Dzeko e Pedro (il primo subentrato al Mapei soltanto nei minuti finali, il secondo in panchina per tutto il match) e l'avanzamento di qualche metro di Lorenzo Pellegrini nella posizione dove ha reso meglio, quella sulla trequarti alle spalle del centravanti.

Se la prima linea lamenta defezioni importanti, non sta meglio quella più arretrata. Rispetto all'ultima giornata di campionato ritorna Ibanez, che se non altro è un centrale di ruolo in più in un periodo in cui l'unico difensore puro è stato Mancini. Ma le ultime prestazioni del brasiliano sono state tutt'altro che confortanti e la speranza è che lo scotto del rientro dall'infortunio muscolare che lo ha tenuto fuori fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo sia già stato pagato. Anche perché Kumbulla sarà assente fino a maggio e Smalling ancora ieri si è dedicato al lavoro individuale e non appare ancora pronto, quantomeno per cominciare dal primo minuto in una sfida tanto delicata. Per l'inglese (come per Mkhitaryan) si proverà a gestire i carichi in modo da averne la disponibilità almeno per il ritorno di Europa League, in programma all'Olimpico fra dieci giorni. In mezzo ai tre toccherà dunque ancora a Cristante, tanto più che Bryan è stato squalificato dopo il cartellino col Sassuolo e quindi non potrà disputare il prossimo turno di campionato contro il Bologna.
Se c'è un reparto che può invece riprendere fiato è quello di mezzo. Non soltanto per il ritorno di Veretout, la cui assenza è pesata come un macigno nell'ultimo mese. Rientrerà anche Villar dopo aver scontato il turno di stop in A inflitto dal giudice sportivo, se possibile rinfrancato dalle ottime prestazioni con l'Under 21 spagnola. La presenza simultanea della "V2" permetterà anche a Pellegrini di risalire a ridosso dell'attacco. Chi invece non affronterà giovedì i propri connazionali è Karsdorp, fermato da un cartellino più che evitabile (rimediato in Ucraina) e dunque squalificato per l'andata. Al suo posto Peres, che ha già occupato sabato scorso quella posizione, fra tanti errori e la prodezza che è valsa il provvisorio 2-1. Dal lato opposto confermatissimo Spinazzola, che nonostante qualche distrazione difensiva resta uno dei più continui in stagione. In Olanda ci sarà bisogno delle sue sgroppate.