Saranno titolari con l'Ajax, stando alle previsioni e alle scelte di Fonseca nella gara di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Solo 7 minuti giocati tra tutti e due e tutti disputati da Dzeko. L'altro è Pedro, rimasto in panchina 90' al Mapei. Sono loro due i giocatori d'esperienza a cui Fonseca, ma prima ancora il loro orgoglio di campioni titolati, chiederà di fare la differenza dopodomani ad Amsterdam nei quarti di finale di Europa League contro la squadra allenata da ten Hag. Che, conti alla mano, non sia stata una stagione esaltante per entrambi è lapalissiano. Eppure a inizio stagione in compagnia di Mkhitaryan, l'altro pezzo forte dell'attacco della Roma, avevano fatto sognare i tifosi. Più sulla carta che in partita, però, perché insieme si sono visti relativamente poco e a sprazzi hanno regalato perle di calcio. Nello specifico, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, Fonseca Dzeko e Pedro li ha schierati contemporaneamente 20 volte, per un totale di 1.024 minuti su 1.800 disponibili.
Alla Cruijff Arena mancherà l'armeno che tra i tenori è stato quello più utilizzato da Fonseca, che stravede per lui da sempre. Per il tecnico portoghese Micki ha fatto anche gli straordinari, forzando forse la sua stessa tenuta fisica, perfetta fino al malanno al polpaccio rimediato nella gara d'andata degli ottavi di finale di Europa League contro lo Shakhtar mentre giocava da centravanti. Con l'Ajax ai quarti è in forte dubbio anche Smalling, insomma Fonseca gioco forza dovrà affidarsi a Dzeko e Pedro per accrescere il livello di esperienza internazionale della Roma e di qualità. Una prova d'orgoglio e di riscossa dei due giocatori. Dzeko deve ritrovare la via del gol smarrita per i problemi fisici e disciplinari. Il Covid e i problemi muscolari lamentati nel 2021 ma soprattutto la diatriba con il tecnico culminata con la revoca del ruolo di capitano della squadra hanno pesato come un macigno sul resto della stagione per il bosniaco. Che proprio in Europa Leauge, dove è il miglior marcatore in attività della Roma, dopo l'eliminazione subita ad opera del Siviglia nella scorsa stagione ha visto incrinarsi il rapporto con Fonseca. Ora una doppia sfida che vale tanto può essere l'occasione per ritrovare il giocatore che ha brillato nelle stagioni precedenti nella Capitale e finire, se così sarà nonostante l'anno rimanente di contratto, degnamente l'avventura in giallorosso.
Per Pedro, invece, che aveva impattato la Roma come ci si attendeva, facendo cioè la differenza con i suoi lampi e la sua mentalità, la fine del 2020 e il 2021 sono stati all'insegna della discontinuità. E certo non ha giovato l'infortunio muscolare d'inizio anno. Febbraio, con 41 minuti giocati in totale in campionato, è stato un mese nero. Hanno fatto parlare, ma senza complicità dei protagonisti, le lunghe chiacchierate con Fonseca anche durante i match. Confronti di calcio, magari. Che ora devono portare a dei frutti però, perché quando sale la posta in gioco uno come Pedro serve come il pane. Servirà la sua mentalità in Europa League, l'ultimo trofeo che ha vinto. Servirà la voglia del giocatore d'inizio stagione.