Al momento sono rimasti in tre. Mancini, Ibanez e Jesus: a loro si limita la disponibilità dei difensori centrali di ruolo. Kumbulla e Fazio sono fuori causa dalla scorsa settimana dopo il riscontro delle rispettive positività al Covid. E da ieri a loro si è aggiunto anche Smalling. Problema gastrointestinale causato da intossicazione alimentare per l'inglese, che a questo punto è in dubbio per la sfida in programma domenica pomeriggio all'Olimpico contro il Parma. Scelte che dunque al momento sembrerebbero obbligate per Fonseca nella linea arretrata, a meno che il tecnico non faccia ricorso a qualche ragazzo proveniente dalla Primavera, o allo spostamento di Cristante fra i tre uomini della difesa.

La prima opzione per ora resta confinata all'azzardo, considerando che si tratterebbe di ragazzi validissimi nella propria categoria, ma pur sempre debuttanti assoluti in Serie A. E l'esperienza romanista dell'allenatore portoghese indica massima cautela da parte sua nell'utilizzo dei giovani del vivaio. Se condizioni e risultato lo permetteranno, non è escluso che a qualcuno di loro tocchi uno scampolo di gara, più che l'esordio dal primo minuto. Molto più praticabile la seconda alternativa, con il numero 4 in mezzo a Mancini e Ibanez. Bryan ha già occupato quella posizione con buon profitto, l'ultima volta nella prima giornata di campionato a Verona (quando ha anche salvato la porta giallorossa ormai sguarnita coi gialloblù pronti a colpire a botta sicura); la prima proprio contro il Parma, nella scorsa stagione al Tardini in Coppa Italia, sfida terminata con la vittoria romanista per 2-0. Curiosamente l'esperimento è stato replicato ancora contro gli emiliani nell'appendice estiva dell'ultimo campionato: altro successo (2-1), questa volta all'Olimpico, che ha inaugurato la lunghissima serie di partite senza sconfitte sul campo tuttora in corso.

Cristante rappresenta qualcosa in più di un'ipotesi anche per lo scarso utilizzo di Jesus nel corso della gestione-Fonseca. Il brasiliano ha collezionato appena 138 minuti in campionato con l'attuale tecnico, che lo ha rispolverato un po' a sorpresa nelle sfide di Europa League (titolare con lo Young Boys per 70', subentrato con Cska e Cluj), ma lo ha utilizzato col contagocce in Serie A: l'ultima volta nel finale della giornata conclusiva del 2019-20 a Torino, e da titolare addirittura in una sola occasione, alla prima giornata dello scorso torneo. Dalla sua ha però una certa duttilità tattica, che gli permette di giostrare anche sulla corsia mancina, chiaramente con indole molto più difensiva rispetto a Spinazzola. Ma nel secondo tempo con il Cluj ha rilevato proprio il nazionale azzurro, piazzandosi largo a sinistra senza sfigurare. Su quel versante la Roma è tornata a contare negli ultimi giorni su Calafiori prima e sullo stesso numero 37 poi (da ieri), ma si tratta di due rientranti: il ragazzo cresciuto a Trigoria dal lungo stop seguito alla positività; il titolare indiscusso dalla noia muscolare subita a Genova, che lo ha tenuto fuori dieci giorni, anche se tutti smaltiti durante la sosta. Considerando che lo stesso Santon è ancora out per Covid e che quella col Parma è la gara che apre il tour de force delle dieci gare in un mese, s'impone cautela anche sugli esterni. Fortunatamente oltre a Spina è tornato in gruppo anche Perez: almeno nel reparto avanzato ci sarà qualche scelta in più. In attesa di buone notizie da Dzeko e Pellegrini.