Nessuna bocciatura definitiva e ci mancherebbe altro dopo quattro giornate di campionato. Ma la Roma scesa in campo domenica scorsa al Bentegodi ha rivelato di non essere ancora pronta a giocare con il doppio centravanti. È vero che Shomurodov ha forza fisica e "gamba" per poter giostrare anche da esterno alto, ma la coesistenza con Abraham fin dal primo minuto per il momento appare un lusso. Almeno in una fase in cui non tutti sono al meglio e un po' di stanchezza inizia a farsi sentire.

La condizione imprescindibile per schierare quattro giocatori prettamente offensivi consiste nella capacità di tutti di fornire un supporto costante al resto della squadra in fase di non possesso. E le sofferenze difensive di Verona certificano che il sostegno dei giocatori d'attacco ai compagni è stato limitato. Escluso Pellegrini, che sta attraversando un periodo di forma da Re Mida, il resto della ciurma ha costretto Mancini e Karsdorp soprattutto agli straordinari contro i gialloblù, con esiti sotto gli occhi di tutti. Zaniolo avrà bisogno fisiologico di ulteriore tempo per raggiungere il top della condizione dopo la lunghissima assenza; e pur mettendo in campo tutta la buona volontà e la generosità di cui dispone, la sensazione è che ancora non sia in grado di fornire quel doppio lavoro necessario a svolgere entrambe le fasi nel modo più consono. Lo stesso Abraham, dopo essere stato toccato duro a inizio match, è sembrato preda del nervosismo per buona parte dei novanta minuti. L'intesa con Eldor resta da costruire: qualche saggio di cosa sono in grado di creare insieme è arrivato nel finale della partita con il Cska, ma il punteggio già ampio e la scarsa consistenza difensiva dei bulgari possono aver fuorviato.

A Verona le soluzioni sono state ridotte dalle condizioni precarie di Mkhitaryan, mandato in campo nell'ultima mezzora, quando si è trattato di rischiare il tutto per tutto, ma in dubbio fino all'ultimo istante per la trasferta a causa di un affaticamento muscolare. Giovedì contro l'Udinese potrebbe quindi toccare a El Shaarawy, in grande spolvero nelle ultime due partite vittoriose e fra i più vivaci anche quando è subentrato domenica. I possibili cambi non dovrebbero limitarsi all'attacco però: la Roma è la squadra che ha disputato il maggior numero di gare fra quelle di Serie A - sette - e fino al 3 ottobre la attendono altri quattro impegni ravvicinati: il derby, appena tre giorni dopo aver affrontato i friulani, poi lo Zorya e l'Empoli, prima della prossima sosta per le nazionali. Può tornare Smalling al centro della difesa, così come può essere il momento giusto per far rifiatare Karsdorp a destra, apparso un po' in debito d'ossigeno. Su Viña prevale invece la cautela: l'esterno ha avvertito un fastidio al ginocchio mercoledì scorso e non è entrato nella lista dei convocati per i due impegni suggestivi. Se ne saprà di più oggi, quando la squadra si ritroverà a Trigoria alle 10.30.