«Le vacanze sono finite». Parola di José Mourinho, che a fine partita dopo l'esordio in Europa si era "scusato" con le moglie e fidanzate dei calciatori, ma prima di tutto viene la professionalità. La squadra ha dormito a Trigoria all'indomani della vittoria sul campo del Trabzonspor nel preliminare di Conference League ed è tornata subito in campo. Non c'è tempo: è subito Fiorentina. È subito esordio in Serie A, anche se per Mou sarà un ritorno dopo i fasti nerazzurri di dieci anni fa. Scarico in palestra per i giocatori impegnati in terra turca, lavoro normale per tutti gli altri. La notizia positive è che si è rivisto con il gruppo Gonzalo Villar: lo spagnolo era reduce dall'infortunio rimediato durante la tournée in Portogallo. Lavoro intensificato anche per Tammy Abraham, che sta trascorrendo lavorando la quarantena light dopo il suo arrivo del 18 sera a Ciampino e dovrebbe essere tra i convocati per la gara contro gli uomini di Italiano. E mentre Roma è in attesa di vedere all'opera l'ex Chelsea, intanto scopre l'uzbeko Shomurodov: nelle prime tre partite giocate con la maglia della Roma è andato a segno tre volte. Eldor ha conquistato Mourinho in passato, ma adesso si sta svelando (col Genoa aveva già messo in mostra le sue qualità) ai sostenitori romanisti. Il numero 14 ha dichiarato di poter e voler giocare con il numero 9 inglese. Mou non ha escluso la possibilità di impiegare due attaccanti contemporaneamente perché dei tre a disposizione ognuno ha caratteristiche diverse dall'altro.
Dopo la gara in Turchia e in vista del match di ritorno non sono da escludere cambi nella formazione anti-Fiorentina. Mourinho parlerà questa mattina nella prima conferenza pre-partita a Trigoria della stagione. Difficile ipotizzare i possibili cambi, per quella che per ora, al netto del precampionato, è sembrata essere la squadra titolare. Mancini guiderà ancora la difesa, salvo gradite sorprese ancora orfana di Chris Smalling. Da verificare Cristante e Veretout, elogiati da Mourinho a Trebisonda ma privi del lavoro di preparazione rispetto ai compagni. Infine, da uno spagnolo all'altro, la maglia numero 11 lasciata libera da Pedro è passata sulle spalle di Carles Perez, che ha così lasciato il 31.