«Vai Chris». «Sì Chris». «Forza Chris». L'incitamento costante nei confronti di Smalling si distingue perfettamente nelle mini-clip di compendio dei primi giorni di allenamento diffuse dalla Roma. È la voce di José Mourinho a chiamare il difensore centrale. I due si conoscono bene per i comuni trascorsi fra il 2016 e il 2018 a Manchester, sponda United, dove hanno sollevato al cielo insieme il Community Shield, la Coppa di Lega e l'Europa League. Con loro c'era anche Henrikh Mkhitaryan, autore del 2-0 decisivo per la conquista del trofeo continentale (proprio su assist di Smalling), catturato dall'occhio indiscreto delle telecamere all'interno del centro sportivo "Fulvio Bernardini" a parlottare in disparte con il tecnico portoghese in più occasioni. Dialoghi fitti, fra sorrisi e cenni d'intesa.

Eppure non sempre i rapporti dello Special One con il difensore e il trequartista sono stati idilliaci: il biennio nei Red Devils è stato costellato anche da qualche incomprensione. Tanto da mettere in forse la presenza di entrambi i giocatori nella Roma della prossima stagione, al momento dell'ingaggio di Mourinho come nuovo allenatore romanista. Più la loro di quella di Pedro, richiesto e ottenuto nella sua seconda esperienza sulla panchina del Chelsea. Invece come spesso accade i fatti hanno smentito le illazioni. Lo spagnolo è finito nella lista dei cosiddetti esuberi, quei giocatori considerati cedibili da società e allenatore per snellire la rosa (e il monte ingaggi), che non fanno parte del gruppo attualmente in ritiro. Mentre Smalling e Mkhitaryan non soltanto sono dentro, ma appaiono al momento come due degli elementi cardine della squadra. Per esperienza internazionale e carisma, oltre che per le rispettive qualità tecniche. Le lunghe trafile in Premier fanno il paio con quella del tecnico, che sa bene quanto l'abitudine all'intensità del calcio inglese possa essere un valore aggiunto anche nel campionato italiano, al di là dei risultati delle due nazionali all'Europeo.

Le incertezze sulla permanenza dell'armeno sono state fugate al momento del rinnovo di contratto per un'altra stagione, segnale inconfutabile dell'assenso di Mou. Quelle sul numero 6 continuano ad aleggiare a fasi alterne, ma con sempre minore insistenza: la difesa giallorossa è ricca di elementi promettenti, ma forse non ancora del tutto pronti a muovere senza la "chioccia". Ruolo che spetterebbe proprio a quel Chris ritrovato e già tanto sollecitato durante le prime sedute da Mourinho.