Non si è fatta attendere la risposta di Eurnova alla delibera di Giunta con cui si è avviato il procedimento di revoca del pubblico interesse per il progetto di Tor di Valle. È stata una risposta in linea con quanto preannunciato dai legali della società della famiglia Parnasi alcune settimane fa: la minaccia di un'azione risarcitoria in caso si intenda procedere con la revoca.

Ed è così che Eurnova ha fatto recapitare alla sindaca e alla sua Giunta una lettera in cui si sottolinea come la scelta «di aderire acriticamente alle richieste della Roma» sarebbe frettolosa e contro le normative vigenti. Nello specifico Eurnova sostiene che «l'impianto normativo vigente non prevede affatto che l'intesa con una società sportiva che assuma il ruolo di utilizzatore dell'impianto costituisca un elemento necessario per il prosieguo e la conclusione del procedimento avviato per la realizzazione di un impianto sportivo già dichiarato di interesse pubblico». E quindi che il progetto prescinda dalla presenza della Roma. Al punto da ritenere che «la delibera che si intende revocare ha avuto ad oggetto la dichiarazione del pubblico interesse alla realizzazione di un nuovo stadio; ma l'interesse considerato era quello della città di Roma e non della AS Roma».

La lettera, che Eurnova ha inviato a Virginia Raggi, agli assessori, alle commissioni del Campidoglio e alla procura della Corte dei Conti, si conclude con la velata allusione alle future cause cui il Comune andrà incontro: «Nell'assumere l'incomprensibile iniziativa si espone Roma Capitale all'obbligo di risarcire gli enormi danni che si causerebbero ove detta Proposta venisse accolta dall'Assemblea, solo perché nella fretta nemmeno ci si è premurati di verificare la perdurante vigenza delle norme sulle quali detta iniziativa è stata fondata».