La questione Tor Di Valle non è del tutto risolta per la Roma. Dopo la decisione del club di rinunciare al progetto infatti è partita la controffensiva dell'ormai ex socio Eurnova. E questo in qualche modo ha suggerito al Comune di muoversi con una certa cautela prima di ritirare la delibera di pubblico interesse. Su questo fronte l'ultima novità potrebbe arrivare dall'opposizione, ed in particolare dal PD, che starebbe preparando una richiesta di revoca che prenderebbe in contropiede la maggioranza e verrebbe incontro agli interessi del club giallorosso. Come pure sembra che sulla vicenda stia per piombare la Sais di Gaetano Papalia che intenderebbe impedire alla società di Parnasi di uscire indenne dalla cessione dell'area senza il ristoro dei danni da questa provocati alla storica società proprietaria dell'ippodromo. Come anticipato proprio da questo giornale alcuni mesi fa in una intervista con Papalia, oltre al credito di 24 milioni di euro a saldo del prezzo di cessione dell'area di Tor di Valle (mai pagato da Eurnova e ceduto poche settimane fa dalla Procedura Fallimentare della Sais per soli 5 milioni di euro al magnate ceco Radovan Vitek), gli azionisti Sais vantano ulteriori crediti nei confronti di Eurnova, ai quali non intendono ovviamente rinunciare. E proprio questi ulteriori debiti da parte di Eurnova, legittimano la piena efficacia del pignoramento del 50% delle azioni della società di Parnasi a favore della Sais.

E qui la grossa novità. I rappresentanti degli azionisti Sais si sarebbero messi in contatto con i legali del club giallorosso, proponendo la cessione di questi crediti, e quindi la possibilità di divenire azionista di maggioranza di Eurnova, alla Roma per una cifra simbolica di un solo euro. I legali della Roma avrebbero registrato la proposta e l'avrebbero riferita alla proprietà che ora starebbe riflettendo su questa opportunità. Sembrerebbe poi che sarebbe in preparazione un esposto penale su un'ipotesi di truffa e di insolvenza fraudolenta ad opera della società di Parnasi ai danni della Sais con l'ulteriore conseguenza del procurato fallimento della Sais stessa. A questo va infine aggiunta l'azione giudiziaria in corso, promossa sempre dagli azionisti della Sais per la risoluzione del contratto di compravendita di Tor di Valle, altro macigno per Eurnova e per chiunque volesse poter contare sulla piena disponibilità di quell'area per svariati anni, tanti quanti quelli necessari allo svolgimento dei tre gradi di giudizio. Tutto nella direzione di quanto contestato dalla Roma ad Eurnova per risolvere il rapporto e ritirarsi dal progetto per Tor Di Valle. Elementi che con tutta evidenza confermerebbero l'impossibilità di Eurnova di disporre dell'area e quindi procedere con l'iter.