Giorni di fuoco per il "Nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle". E non solo per le temperature sempre più roventi, ma anche e soprattutto perché, anche se lentamente, tutti i tasselli del puzzle che compongono questo lunghissimo e travagliatissimo iter sembra trovino finalmente il proprio posto. Intanto partiamo dal nome che abbiamo voluto virgolettare non per un caso. Quella che abbiamo utilizzato è la definizione esatta che compare sul testo della Convenzione Urbanistica relativa al Programma di interventi, lo stesso testo al vaglio della Giunta capitolina e su cui si è tanto discusso negli scorsi mesi. Un testo che finalmente, anche se non in via ufficiale, abbiamo potuto consultare e che riserva anche qualche sorpresa. 66 pagine in cui i tecnici del Comune hanno cercato di trovare la quadra tra le esigenze, spesso schizofreniche della pubblica amministrazione, quelle più che legittime dei cittadini, e quelle altrettanto legittime degli investitori. Un testo in cui da subito viene chiarito un aspetto che per molti restava oscuro: il proponente, formalmente e giuridicamente è la Eurnova Spa, punto. Non vi sono altri soggetti in qualità di proponente, solo la società della famiglia Parnasi, che diviene «Soggetto Attuatore Unico e soggetto responsabile in via esclusiva nei confronti della Pubblica Amministrazione in generale e di Roma Capitale in particolare».

Niente Pallotta e niente altre società. Non almeno nei rapporti con il Comune e con lo Stato. Poi è ovvio che invece esistano (ed in questo senso sono più che noti) accordi stipulati tra Eurnova ed altre società riconducibili alla AS Roma SPV LLC, fatto questo specificato anche nella stessa Convenzione in via preliminare. Ma i rapporti e soprattutto le responsabilità sono di Eurnova. Che però può essere sostituita nel suo ruolo di soggetto proponente, a seguito di una cessione o per mancanza di requisiti. Anche in questo caso viene chiarito un fatto noto, vale a dire che nel momento stesso in cui le quote (terreni, progetti, e altro) di Eurnova dovessero passare di mano, non ci sarebbero ostacoli ad un cambio del Soggetto Proponente. Il Comune si tiene però la possibilità di verificare i requisiti di un eventuale subentro, ed in caso di problemi di «procedere ad alienazione dei beni (comunque denominati) oggetto di convenzione». Altro aspetto che viene chiarito è quello della contestualità delle opere pubbliche con quelle private. Tanto per chiarire: il Comune ha sempre preteso (pubblicamente) che tutte le opere di trasporto e viabilità venissero completate prima dell'apertura del nuovo stadio. Così non sarà. Infatti per quel che riguarda l'unione di Via del Mare e Via Ostiense basterà che l'opera sia stata «avviata» e che venga «completata tempestivamente». Ed ancora «per ragioni di opportunità ed ottimizzazione tecnico-costruttiva sarà facoltà del Soggetto Attuatore differire» la realizzazione del parcheggio multipiano e del verde pubblico. Infine, e qui la novità più importante, un anno prima del presunto completamento dello stadio, «qualora emergessero disallineamenti non colmabili nel tempo residuo, l'Amministrazione potrà […] valutare e prescrivere soluzioni alternative al fine di garantire la fruibilità dell'impianto […] il cui onere economico graverà sul Soggetto attuatore». Anche questo per molti versi è un fatto noto, e che la Regione in primis aveva trovato come soluzione in sede di Conferenza dei Servizi, ma che il Comune aveva sempre contestato. Ora lo troviamo nero su bianco sulla Convenzione. Un ultimo aspetto riteniamo di dover sottolineare. La Convenzione, se approvata, verrà sottoscritta dal Comune di Roma, dagli altri Enti coinvolti, dal Rappresentante di Eurnova, e dalla Roma. Già, proprio la AS Roma, non altre società riferibili alla proprietà del club giallorosso. Del resto parliamo dello "Stadio della Roma", e non di altro.