Si è rotto infine un tabù lungo dieci partite consecutive, con una bella e larga vittoria (1-3) all'Allianz stadium della Roma-2, più forte, convinta e determinata della Juventus-2, che invece chiude il campionato con due sconfitte e la sensazione che ci sia davvero molto ancora da registrare in vista del Lione. Se la ride invece la Roma, alla settima vittoria nelle ultime otto partite, conquistata con una bella prova corale e di tante performance specifiche di rilievo, da Zaniolo a Villar, da Zappacosta a Ibanez, da Kalinic a Perotti, fino al baby Calafiori. Si chiude quinti, ad appena otto punti dalla Lazio quarta, tanto per far capire con quanti rimpianti si sia concluso questo campionato. Com'era prevedibile, se la sono giocata con due formazioni sperimentali Sarri e Fonseca. Il primo, squalificato e beccato in tribuna a fumare (sostituito in panchina dal fido Martusciello), ha mandato in campo una catena di sinistra con due esordienti (Frabotta, classe '99, e Zanimacchia, '98) più Matuidi di raccordo, e a centrocampo ha confermato Muratore (all'esordio a Cagliari dal primo minuto) regista arretrato con Rabiot nel centrodestra. Dietro l'incerta coppia centrale Rugani-Bonucci, con Danilo a destra (suo il regalo del rigore del vantaggio romanista) e davanti Bernardeschi e Higuain a completare il tridente. Il portoghese ha scelto invece una formazione composta per almeno sette undicesimi da giocatori che non saranno presi in considerazione per l'attesissima sfida di giovedì a Duisburg contro il Siviglia: in porta all'esordio assoluto il brasiliano Fuzato, dietro due (dei tre) che Fonseca vorrebbe in campo in Germania (Smalling centrale e Ibanez a sinistra), ammesso che la Roma riesca nel miracolo di inserire l'inglese nella lista all'ultimo momento (terzo ieri è stato Fazio, giovedì toccherà a Mancini); a metà campo, la rinuncia forzata a Veretout (in Germania fuori per squalifica) ha lasciato campo a Cristante (giovedì è in ballottaggio con Pellegrini) al fianco di Villar, sulle fasce Zappacosta e Riccardo Calafiori all'esordio, bagnato da un gol strepitoso, ma annullato per una precedente infrazione, e da un rigore procurato, verso il finale di un tempo cominciato con tanta emozione e poi chiuso con disinvoltura. Davanti, Perotti e Zaniolo dietro Kalinic: bravo il croato a pareggiare su angolo, in ottimo avvitamento tenendo lontano Rugani, chirurgico l'argentino a segnare su rigore il gol del vantaggio a fine primo tempo (Diego è con Caputo del Sassuolo uno dei due soli giocatori di A ad aver segnato alla Juventus sia all'andata sia al ritorno) e il 3-1 nel secondo.

La partita, episodi a parte, è stata piuttosto equilibrata, con la Roma però decisamente in possesso del gioco e del centrocampo soprattutto nel primo tempo (come testimonia il dato del possesso palla, al 54% giallorosso). Ha faticato solo un po' all'inizio a ritrovarsi in campo nello sviluppo della manovra la squadra di Fonseca e in quell'approccio iniziale c'è stato subito il vantaggio bianconero, su calcio d'angolo al 5': nel cuore dell'area, la bella deviazione di prima di Rabiot all'altezza del primo palo (con Calafiori in ritardo nella chiusura) ha favorito la conclusione a due metri dalla porta di Higuain, sfuggito all'attenzione di tutti i giocatori della Roma, disposti al solito a zona e ancora colpiti su calcio piazzato, dopo le reti subite all'Olimpico da De Vrij e Milenkovic, segno che va innalzata l'attenzione nelle esercitazioni tattiche. Sempre su corner, è arrivato il pareggio di Kalinic, bravo a sfuggire alla marcatura di Rugani e ad avvitarsi dentro l'area piccola deviando il pallone all'incrocio. Il pareggio non ha fatto allentare la tensione ormai raggiunta dalla Roma che ha continuato ad attaccare, subendo solo un'iniziativa fino alla fine del tempo con un bel diagonale di Frabotta che si è spento a lato di poco. Ma per il resto si è vista solo la squadra giallorossa, intanto con un capolavoro di Calafiori, capace di segnare peraltro col destro, non il suo piede preferito, un gran gol di prima intenzione a mezza altezza su respinta di Szczesny su calcio d'angolo battuto da Perotti: peccato che l'assistente Paganessi abbia rilevato l'uscita della palla nella traiettoria dal corner, e il Var ha confermato. Non pago, Calafiori è andato a chiudere una grande iniziativa nata da un palleggio stretto tra Zaniolo e Villar con un ottimo cambio di gioco dello spagnolo (sempre più brillante): a contrasto con Danilo, il giovane esordiente della Roma non si è spaventato e dopo un gran controllo è rientrato sul destro, costringendo l'avversario al fallo da rigore. E Perotti ha trasformato.

Ad inizio ripresa un doppio strappo di Zaniolo ha definitivamente abbattuto le resistenze della Juventus: prima ha servito Kalinic che con un bel sinistro (con leggera deviazione di Rabiot) ha costretto Szczesny al tuffo e poi ha replicato l'incredibile azione di Ferrara, con partenza nella propria trequarti, resistenza a ogni attacco avversario, fino a servire Perotti nel taglio, per il facile gol del 3-1 (con lieve tocco dell'appena entrato Demiral, fuori proprio come Zaniolo dall'infortunio nella partita d'andata ). Sul velluto, sono entrati i reprobi Jesus, Ünder e Santon (per Ibanez, Zaniolo e Cristante), poi Peres (per Calafiori) e Kluivert (per Perotti), nella Juventus oltre a Demiral per Bonucci e Ramsey per Rabiot si sono visti pure il giovane Olivieri per Bernardeschi, Pinsoglio per Szczesny e Vrioni per Higuain. Nel clima assai più rilassato c'è stato spazio per un palo di Ramsey, un paio di volate di Zappacosta, un'occasione per Higuain (proprio prima di uscire), la più clamorosa per Kalinic (destro calciato malissimo davanti a Szczesny): tutto davanti agli occhi di Cristiano Ronaldo in tribuna con un look assai poco sobrio (maglietta larga rossa e catenone d'oro che qualcuno all'intervallo gli ha consigliato di sostituire con una più sobria maglia d'allenamento bianconera). Scene da fine stagione.