Inizia oggi una settimana che potrebbe portare un primo e significativo voto per lo Stadio della Roma. Dopo infatti la fumata grigia della scorsa settimana, con il vertice dei 5 Stelle conclusosi come non avrebbe voluto la sindaca e che non ha prodotto l'annuncio sperato, i prossimi giorni dovrebbero portare qualche novità sostanziale.

Gli uffici tecnici del Campidoglio guidati da Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune, che ha redatto la relazione finale, e che nei vertici di maggioranza si è preso l'onere di "spiegare" ai consiglieri 5 Stelle le ragioni di un voto favorevole sullo stadio, hanno completato il lavoro sulla Convenzione (la Variante è pronta da mesi e contenuta nel Verbale della Conferenza dei Servizi).

Un fatto scontato, si è trattato infatti di ultimare alcune verifiche ed alcuni conteggi di poco conto, lasciati in sospeso più che altro per poter attendere le decisioni "politiche" della prima cittadina. Va infatti ricordato che la riforma della Pubblica Amministrazione messa in atto dal Governo Gentiloni ormai qualche anno fa, con la annessa riforma delle Conferenze dei Servizi, impone alla Raggi di portare al voto la Convenzione (e la Variante, è sempre bene ricordarlo) alla prima occasione utile. E quindi se si vuole prendere tempo, come fatto finora, occorre trovare la scappatoia. In questo modo semplici conti che si possono fare con una normalissima calcolatrice spesso richiedono settimane di lavoro…

Ma tornando allo stadio, e all'oggi, come scritto in precedenza, tutto lascia pensare che già questa settimana la Giunta Capitolina possa finalmente prendere in mano il dossier Tor di Valle. I documenti che la squadra di Virginia Raggi dovrà valutare (e approvare) sono sostanzialmente 3, e sono i testi che comporranno la versione finale della Convenzione Urbanistica.

Come infatti già scritto in passato, i documenti in oggetto non riguardano solo il rapporto tra Comune e proponenti, ma anche quello con la Regione Lazio e con la Città Metropolitana. I primi due ad essere vagliati saranno proprio quelli tra Enti pubblici.

Con la Regione c'è in ballo l'ammodernamento ed il potenziamento della Ferrovia Roma-Lido. L'Ente guidato da Nicola Zingaretti ha stanziato già oltre 200 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i circa 40 messi a disposizione dai privati, per tentare di migliorare quella che è universalmente riconosciuta come una delle peggiori linee ferroviarie d'Italia, e che però serve decina di migliaia di romani ogni giorno.

Con la Città Metropolitana invece ci sono da definire i lavori sulla Via del Mare e sulla Via Ostiense. Queste due opere sono molto delicate per la Raggi e per la sua amministrazione. Dopo il parere del Politecnico di Torino non si parla (per fortuna) più di rischio idrogeologico, che pure era un cavallo di battaglia dei 5 Stelle, ma quasi esclusivamente di traffico.

Fatto che impone all'amministrazione capitolina un'attenzione particolare al trasporto pubblico e alla viabilità. Che poi sono le vere criticità dell'area, e che sono state sacrificate proprio da questa amministrazione, quando si decise di tagliare le tre torri di Libeskind. Ancora non è dato sapere quando la Giunta si riunirà, ma è scontato che avvenga entro pochi giorni, se davvero la Raggi vuole portare lo stadio in Aula Giulio Cesare entro settembre.

La questione terreni

Tra l'altro l'accelerata in Comune sembra che stia producendo un effetto domino. Fonti vicine a Unicredit raccontano come i prossimi possano essere giorni decisivi anche per l'acquisto da parte dell'imprenditore ceco Radovan Vitek degli asset della famiglia Parnasi. Un'operazione da oltre 500 milioni di euro per il passaggio nelle mani del gruppo straniero di Parsitalia, Capital Dev e Eurnova, con implicazioni che vanno, è utile ricordarlo, ben oltre lo stadio della Roma, che ormai viaggia su un binario sicuro.