Ci siamo. Non nel senso che finalmente riparte l'iter amministrativo di approvazione del progetto per il nuovo stadio della Roma. Ma ci siamo nel passaggio di consegne di Luca Parnasi all'immobiliarista ceco Radovan Vitek. L'uomo d'affari di Brno ha completato l'acquisizione del debito della famiglia Parnasi da Unicredit, divenendo di fatto l'unico interlocutore delle società della famiglia romana.

Capital Dev, Parsitalia e soprattutto Eurnova ora rispondono a un nuovo gruppo, con basi decisamente solide e corpose, fatto di un patrimonio societario di quasi otto miliardi di euro. Capace in sostanza di costruire da solo o quasi il nuovo impianto giallorosso. E proprio questo potrebbe essere il maggiore elemento di novità. Perché sembra che una volta terminata la trattativa con l'istituto bancario italiano, l'imprenditore ceco stia trattando direttamente con il management di Eurnova l'ingresso nel progetto Tor di Valle e l'acquisizione dei terreni dell'ex ippodromo. L'affare dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 milioni di euro, da aggiungere agli oltre 500 versati ad Unicredit.

Una mega ristrutturazione del debito per la banca, ma soprattutto una boccata d'ossigeno per la famiglia del costruttore romano, ormai travolta dagli scandali giudiziari che ne hanno compromesso del tutto ogni capacità operativa. Quest'ultima operazione potrebbe avvenire comunque solo con il benestare di James Pallotta, titolare di un preaccordo con Eurnova proprio per l'acquisto dei terreni di Tor di Valle. Un accordo non ancora perfezionato proprio per l'impasse amministrativa in cui il progetto è precipitato dopo l'arresto di Luca Parnasi lo scorso anno.

Da quanto filtra da Boston il magnate americano non si opporrebbe però a questa operazione. Non è un mistero infatti che in qualche modo il Presidente giallorosso sia stato costretto a proporsi con Eurnova, pur preferendo altre soluzioni. Un passaggio che sarebbe stato solo temporaneo proprio nell'attesa di un nuovo partner. L'ingresso di Vitek risolverebbe il problema a monte, risparmiando al tycoon di Boston un investimento in realtà mai preventivato.

L'impatto sulla politica

E anche dal Comune di Roma si tirerebbe un sospiro di sollievo. Dal Campidoglio da mesi si cerca una soluzione che permetta l'approvazione del progetto senza però fare alcuna concessione a Parnasi. Una questione soprattutto di immagine per la sindaca Virginia Raggi. E molto più sostanziale per i consiglieri pentastellati al Comune. Ormai a Palazzo Senatorio si ha quasi paura anche solo a nominare Luca Parnasi e le sue società. Una paura che ha consigliato la giunta capitolina a prendere tempo per l'approvazione dei due documenti ancora in sospeso.

Cosa manca ancora

La Convenzione Urbanistica, su cui si stanno limando gli ultimi dettagli. E soprattutto la Variante al Piano Regolatore Generale. Il documento più politico e quindi quello giuridicamente più rischioso. In Campidoglio si ha in sostanza il timore che un voto a favore dello stadio possa essere preso come un regalo all'imprenditore accusato dalla Procura di Roma di aver messo in piedi un sistema corruttivo degno della prima Repubblica.

L'ingresso di Vitek ora sgombrerebbe il campo da ogni possibile sospetto, eliminando ogni alibi alla maggioranza comunale targata 5 Stelle. A questo punto è anzi probabile che la sindaca e i suoi uomini vogliano rivendicare l'operazione, dando quell'attesa accelerata all'iter amministrativo. Nei prossimi giorni sono attese le comunicazioni di rito che ufficializzino quanto sta accadendo in queste ore. Restituendo alla città, alla squadra e ai suoi tifosi quel sogno che forse oggi può apparire un po' più vicino.