Interviste

AUDIO - Cosmi: "Malen mi ricorda il mio Miccoli. Il lavoro di Gasperini è straordinario"

Il tecnico a Radio Romanista: "Coppa Italia a parte, il cammino è più che positivo. Var? Si faccia un passo indietro. Gli allenatori possono fare la differenza"

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PUBBLICATO DA La Redazione
12 Febbraio 2026 - 18:15

Allenatore con tanta esperienza e noto tifoso della Roma, Serse Cosmi è intervenuto a Radio Romanista. Queste le sue dichiarazioni:

Prima di coinvolgerla sulla Roma, volevamo sapere la sua su un tema caldo come il rapporto complicato con il Var. De Rossi, Gasp e non solo si sono esposti su un calcio che non piace più, verso il quale per la prima volta i diretti interessanti mostrano quasi un disamore. Secondo lei c'è modo di tornare indietro?

"Questo è un tema che sinceramente non mi appassiona molto, ma siamo costretti a parlarne perché alla fine vuoi o non vuoi le partite si commentano, e nel dibattito rientra anche quello che ti viene dato o ti viene tolto. Il calcio poi dai tempi dei tempi ha sempre dato la possibilità di commentare episodi per quello che era il proprio tornaconto o la propria fede. Non è che io mi appassioni moto quando parlo di Var, ma per esempio l'ho fatto domenica in merito alle dichiarazioni di De Rossi, perché l'ho visto dispiaciuto. Lui ha una qualità che penso gli siano riconosciuta da tutti: quando parla esprime concetti che prescindono dall'essere allenatore della Roma o del Genoa. L'ho corretto solo in due occasioni: quando ha detto una parolaccia, ma solo perché io son d'accordo con lui e quindi non serva che la usi, e poi l'ho corretto perché il calcio di oggi non è quello in cui non si riconosce lui: non è il calcio di nessuno questo, quindi ora è un problema. Tornare indietro nella vita è sempre complicato, a volte siamo talmente miseri che riconoscere di aver sbagliato è troppo complicato, nel calcio come nella vita. Certo, il calcio è una cosa giocosa, si potrebbero rivedere alcune cose e credo che accadrà perché ci sono troppe situazioni che neanche il Var riesce a chiarire. Io nel calcio non ho mai voluto la sicurezza, il bello del calcio è anche questo, e vi assicuro che se Daniele ha parlato di rapine subite, io ne ho subite a mano armata. Secondo me è arrivato il momento di rivedere, con calma e senza isterismi per colpevolizzare Rocchi: gli allenatori in questo momento sono determinanti per riunirsi e rivedere il calcio, ci diamo affidati a un mezzo tecnologico e nel momento in cui non ti assiste sei disorientato. Credo che il cortocircuito nasca da lì, poi le proposte sono svariate ma secondo me c'è la maniera di tornare indietro e far in modo che ci sia più chiarezza. Anche perché se io devo fare l'arbitro per dare i falli laterali o riprendere i giocatori, viene meno la figura dell'arbitro. L'arbitro è decisionale, la sua decisione viene sempre ribaltata dal Var e diventa dura fare anche l'arbitro".

Venendo alla Roma, dopo metà stagione con Gasperini, si aspettava un impatto così positivo?

"Credo che mettere in discussione il lavoro positivo di Gasperini sia da folli, perché poi ogni stagione ha infinite variabili. Se si guarda il Napoli tra gli infortuni si può discute sulla stagione. Ma io credo che non ci sia giustificazione più grande per un allenatore di aver giocato una metà stagione senza reparto. Io ho allenato anche squadre senza grandi giocatori, però ce li avevo. La Roma ha avuto attaccanti al di sotto, e di tanto, rispetto alle aspettative tra infortuni e ambientamento; Gasperini ha fatto i punti, e ne ha fatti tanti, giocando senza attaccanti. E aggiungo una cosa: non solo gli attaccanti, anche chi doveva attaccare non ha reso. Poi è bastato un giocatore, un attaccante vero, e con Malen Dybala ha fatto una partita a Torino come non la faceva da mesi. Aggiungo Soulé, che forse però è stato quello più decisivo in termini di gol. Ma un giocatore può essere decisivo, e questo fa capire che il lavoro di Gasperini è enorme. Poi se mi avessero detto: "Guarda che a febbraio la Roma ha vinto 15 partite" avrei pensato saremmo stati secondi, questo perché ci sono state sconfitte evitabili".

Verso Napoli-Roma, cosa si aspetta da Gasperini e Conte?

"Mi aspetto tanto dalle squadre, non da Gasperini e Conte. Sapete quante strategie avevo in testa prima di una partita? E magari pensavo fosse perfetta, ma poi dopo un rigore o un'espulsione cambiava il mondo. Difficilmente gli allenatori preparano male le partite, poi ci sono quelli bravi a correggerle in base a ciò che succede altri fanno più fatica. Ma da un lato c'è il momento della Roma che per certi punti di vista è stra-positivo, l'unica cosa che mi fa rabbia è l'eliminazione dalla Coppa Italia, un tasto dolente perché non si può pretendere tutto ma si poteva e si doveva fare meglio. In Europa tanto di capello, siamo l'unica squadra italiana agli ottavi senza dover fare i playoff;il campionato è meraviglioso ma purtroppo il problema è l'Inter che ha preso il largo e fa sembrare che le altre abbiano fatto bene a non benissimo. La vedo una partita dura per entrambe: il Napoli ha dimosrato che non muore mai, la Roma sta bene ma adesso non ha Koné, l'unico giocatore che a mio giudizio non vorrei mai che non giocasse. Ma parlare di assenze per la Roma è un insulto per il Napoli che da mesi gioca senza molti. Sarà una partita tosta, dura, come sempre lo sono stati i Napoli-Roma".

Malen chi le ricorda come giocatore?

"A Torino sembrava Ronaldo il Fenomeno, poi si è ridimensionato col Milan ed è andato in vacanza a Udine: lì temevo ci fossimo sbagliati, e invece col Cagliari ha fatto bene. Ero all'Olimpico, se lo vedi dal vivo hai una percezione diversa. A mio figlio ho detto di guardare come non si muove quando la Roma ha la palla e ho rivisto Miccoli, che ho allenato. Miccoli sembrava in certi momenti disinteressato, ma è un finto disinteresse: Malen fa movimenti interessati, fa lo scatto per ricevere palla e al 99% riceve. Questo quando non c'è Dybala, altrimenti partecipa diversamente. Miccoli era come lui, e infatti mi avvelenavo. Ovviamente parliamo di giocatori diversi, ma come mentalità siamo lì. E io ho allenato Miccoli quando correva. E se parlo di lui parlo di un fenomeno: io ho allenato Di Natale, Muriel , Milito, ma come Miccoli tecnicamente non c'era nessuno".

 

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