Non c'è veramente mai pace per Tor di Valle e per il futuro stadio della Roma. In un momento di, almeno apparente, immobilismo, in cui sembra che non si riesca a trovare una sintesi tra le diverse posizioni in campo, a fare rumore continua a pensarci la politica. E lo fa con decisioni che appaiono quantomeno curiose. Come quella rivelata dal dirigente e delegato all'ambiente di Fratelli d'Italia (partito contrario da sempre al progetto giallorosso), Marco Visconti. 

Il Comune di Roma avrebbe, stando alle affermazioni di Visconti, deciso di risolvere l'emergenza rifiuti in cui versa la Capitale, identificando 10 aree di trasbordo, zone in cui depositare, presumibilmente in via provvisoria, la spazzatura della città. La curiosità è contenuta nel documento di sintesi pervenuto in Campidoglio e al vaglio ora dell'Assemblea, in cui emerge chiaramente come tra le 10 aree vi sia anche, appunto, quella dell'ex ippodromo dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto giallorosso. Un'area privata, di proprietà di Eurnova al momento, e su cui quindi è lecito anche domandarsi quanto realmente utilizzabile dal Comune a suo piacere.

«È vergognoso – ha dichiarato Visconti – tentare di fare uscire dalla finestra progetti che, come quello dello Stadio, hanno compiuto un iter interminabile per entrare dalla porta principale. Fratelli d'Italia ha già presentato un accesso agli atti per andare in fondo a questa vicenda». In attesa di questo accesso agli atti dal Comune le bocche restano cucite. Ormai tentare di ottenere risposte dai dirigenti capitolini è esercizio di pura fantasia, o di incomprensibile ottimismo. La maggioranza continua a tentare di uscire da un tunnel che sembra senza fine. E questo nonostante sia stata almeno eletta la nuova vice presidente dell'Assemblea.

A sostituire il dimissionario Enrico Stefàno, ed a fare le veci di Marcello De Vito, indagato ma non dimesso, sarà, con il voto pressoché unanime del gruppo dei 5 Stelle (mentre tutte le opposizioni decidevano di non partecipare alla seduta) Sara Seccia. Dopo due settimane viene quindi riempita quella casella ritenuta fondamentale per poter consentire all'Assemblea di lavorare. Almeno finché De Vito resterà ai domiciliari. Se infatti la sua posizione dovesse alleggerirsi potrebbe anche riprendere il suo posto. Il Movimento infatti non ha trovato al proprio interno la forza necessaria per rimuovere De Vito dalla sua carica (cosa richiesta a gran voce dal capo politico Luigi Di Maio), preferendo prendere tempo.

Tattica questa che comincia ad essere una costante del Movimento romano. Che vive al proprio interne continue lotte. Ultima in ordine di tempo quella che vede protagonisti Francesco Sanvitto da una parte ed il gruppo consigliare regionale dall'altro. Incredibilmente i due in questa fase portano avanti tesi sostanzialmente simili, entrambe avverse al progetto di Tor di Valle, ma questo non basta a calmare gli animi di Sanvitto e del suo Tavolo dell'Urbanistica, che minacciano un autunno caldo sul fronte giudiziario. «Ne vedremo delle belle», il commento a margine della notizia della presentazione del ricorso contro la decisione del Tribunale di Roma di archiviare la posizione della sindaca Virginia Raggi per abuso d'ufficio nella gestione dell'iter per la Variante al Piano Regolatore Generale.

Va anche detto che finora ogni denuncia presentata dal Tavolo è sostanzialmente caduta nel vuoto. Forse per questo, o anche per questo, da Trigoria tra i proponenti continua a filtrare non proprio ottimismo, ma sicuramente una ferma determinazione a vedersi riconosciuto il diritto ad edificare la propria casa così come progettata. Progetto su cui si lavora incessantemente da oltre sette anni. E che riqualificherebbe un'area intera della città. Le carte le ha in mano la pubblica amministrazione, e sta alla sindaca fare la sua mossa, magari identificando soluzioni alternative per affrontare l'emergenza rifiuti. Lo stadio o la discarica. Le due possibilità per Tor di Valle.