Il Pro Calcio Tor Sapienza, fresco di promozione in Serie D, è il primo avversario della Roma nella stagione 2019/20. La squadra gialloverde, allenata da Fabrizio Anselmi, si è resa protagonista di un'ottima stagione nel Girone B di Eccellenza, dove è riuscita a mantenere la testa della classifica per quasi tutto il campionato. Gli uomini di Fonseca avranno l'occasione di testare gli insegnamenti del portoghese e di prendere confidenza con gli schemi prima dell'inizio del campionato.

La storia

Il Tor Sapienza nasce nel 1970 da un gruppo di soci che decide di dar vita a una squadra in cui gli abitanti dell'omonimo quartiere possano riconoscersi e in cui i bambini di zona possano giocare. Nel 1973 i gialloverdi conquistarono il primo titolo, ovvero il campionato di Terza categoria. Da quel momento, la squadra ottiene solo promozioni fino al 1977, quando approda in Serie D, dopo una grande prestazione in Promozione. Il momento di massimo successo segna l'inizio del declino del Tor Sapienza che culmina nel 1988 con la mancata iscrizione ai campionati. Nel 1996, il gruppo Cisco acquista la squadra e, grazie a investimenti importanti, porta nuova linfa all'ambiente. Ribattezzata "Cisco Tor Sapienza", torna a vincere il campionato di Promozione nella stagione 1999-2000 dopo quasi vent'anni. Nei primi anni del nuovo millennio, i gialloverdi cambiano società e galleggiano fra Promozione ed Eccellenza. A seguito di una scissione nel 2006, la squadra rimane inattiva fino al 2015, quando la famiglia Armeni rileva la società. Dopo aver mantenuto il campionato di Eccellenza per tre anni, nella scorsa stagione, sotto la guida di Fabrizio Anselmi, arriva la storica promozione del Pro Calcio Tor Sapienza in Serie D, che mancava dal 1982.

Curiosità

Il Pro Calcio Tor Sapienza è impegnato dal 2006 in una campagna di sensibilizzazione sui disturbi cardio-circolatori e alla presenza del defibrillatore in ogni centro sportivo, a seguito del decesso di Giorgio Castelli, calciatore classe '89 che, durante un allenamento, si accasciò al suolo privo di sensi, morendo poco dopo per arresto cardiaco. Dal febbraio di quell'anno il campo dei gialloverdi ha cambiato il nome in ricordo del ragazzo.