Ieri si è tenuta la prima udienza davanti al Gup Costantino De Robbio, nell'ambito del procedimento portato avanti dalla Procura di Roma contro Luca Parnasi ed il sistema messo in piedi dall'imprenditore per favorire il proprio accreditamento nelle istituzioni. La novità più importante della giornata è stata la decisione del Comune di Roma e della Regione Lazio di chiedere la costituzione come parti civili in questo processo. Una richiesta che ora il Gup dovrà valutare insieme a quelle dei tanti soggetti che si ritengono a vario titolo danneggiati dall'operato di Parnasi, come Codacons, Cittadinanza Attiva o Asia USB. Su tutte il Giudice De Robbio si esprimerà il prossimo 8 aprile.

La decisione dell'avvocatura capitolina e di quella della Pisana deve essere letta positivamente in ottica stadio (anche se è sempre utile ribadire come il processo in corso non riguardi minimamente il futuro impianto giallorosso). Perché si tratta di un atto di autotutela delle due amministrazioni, una sorta di dichiarazione di innocenza, che conferma ancora una volta, se mai ve ne fosse ancora bisogno, come ogni atto sia stato pulito e legale. Sarà utile capire anche cosa il tribunale di Roma deciderà circa le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura. Perché di tutta evidenza le posizioni dei 15 imputati sono profondamente diverse tra di loro. Da una parte troviamo Luca Parnasi ed i suoi più stretti collaboratori (Luca Caporilli, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone e Simone Contasta), da un'altra parte gli esponenti politici (l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi, l'ex assessore regionale e attuale consigliere Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Bordoni), ed ancora da un'altra i tecnici (il soprintendente ai beni culturali, Francesco Prosperetti, il funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune, Daniele Leoni, l'ex assessore allo sport del X Municipio Giampaolo Gola, l'architetto Paolo Desideri, e l'ex capo di Gabinetto al Mibact Claudio Santini). Per alcuni di questi è possibile anche che si decida di non procedere in giudizio. Su tutti l'ex assessore Civita sembra quello con la posizione meno complicata (proprio la scorsa settimana gli è stato revocato anche l'obbligo di firma).

Sempre meno nubi quindi sul cielo di Tor di Valle. Un cielo che però ieri è stato macchiato da una spessa nube nera. Quella nata da un incendio divampato poco dopo le 16:30 nell'area dell'ex ippodromo. A prendere fuoco sarebbero stati dei rifiuti accatastati nell'area, frutto del degrado in cui versa la zona ormai da anni. I vigili del fuoco al momento escludono cause dolose ed attribuiscono l'episodio proprio all'incuria cui è sottoposta l'area. Un degrado che resterebbe tale senza il contributo di riqualificazione che porterà lo stadio della Roma. Speriamo davvero presto.