Non si è fatta attendere la risposta di Virginia alle accuse, anzi alle minacce lanciate poche ore prima dall'ex assessore all'urbanistica Paolo Berdini. L'uomo che da sempre e con maggior forza, anche e soprattutto (per sua stessa ammissione) per ragioni ideologiche, si è opposto al progetto stadio, aveva infatti paventato il ricorso alla magistratura in caso di approvazione finale da parte del Consiglio Comunale. Nulla di nuovo forse, ma una dichiarazione che è arrivata a corollario di una giornata (quella di martedì) in cui un po' tutto il fronte del no sembrava aver trovato un'unità finora ancora non vista. Un fronte che oltre a Berdini ha visto schierati in prima fila la consigliera ex 5 Stelle Cristina Grancio e il consigliere e deputato di LeU Stefano Fassina. Le accuse sono le solite (dal rischio idrogeologico, che non c'è, alla legge sugli stadi), alle quali però si è aggiunta un'interpretazione del parere del Politecnico di Torino. Parere non vincolante, lo ricordiamo, e che quindi difficilmente può essere preso a pretesto di alcunché. Comunque, come detto, a Berdini ha risposto direttamente la sindaca. «Berdini in Procura per lo stadio? È bizzarro, perché è stato proprio lui ad aprire questa procedura chiedendo la convocazione della Conferenza dei Servizi».

Le parole secche e lapidarie della prima cittadina, che evidentemente ricorda ancora bene le polemiche che portarono alle dimissioni di Berdini nel gennaio del 2017. Dimissioni che arrivarono, anche qui è probabilmente utile fare uno sforzo di memoria, non per la vicenda stadio, ma per le considerazioni assolutamente poco lusinghiere che l'ex assessore fece della sindaca parlando con uno sconosciuto (che poi si rivelò un collega de La Stampa). Occasione quella in cui il professore di architettura si lasciò andare a giudizi più sulla persona di Virginia Raggi che sul piano politico.

Dal Campidoglio e dai proponenti comunque continua a filtrare assoluta fiducia che si possano rispettare i tempi previsti, con la posa della prima pietra entro quest'anno. Prova ne sono anche le parole dell'attuale assessore all'urbanistica, Luca Montuori, che ha confermato l'intenzione dell'amministrazione capitolina di portare il progetto stadio, con la Variante al Piano Regolatore Generale e la Convenzione Urbanistica, in aula entro l'estate. Una previsione estremamente cauta, si spera infatti di arrivare al voto in Consiglio Comunale entro la fine del mese di aprile, ma visti i tempi si continua a preferire un basso profilo. Intanto proprio oggi in aula Giulio Cesare si terrà il Consiglio Straordinario chiesto dalla Raggi al Presidente dell'Assemblea Marcello De Vito. Un Consiglio in cui verrà presentato ed illustrato il parere del Politecnico di Torino sulla viabilità dell'area intorno allo stadio e le proposte dell'istituto piemontese per superare ogni possibile ostacolo, in particolare verso una mobilità su ferro e pubblica. Dopo l'illustrazione del parere (non è ancora chiaro a chi verrà affidata, se alla sindaca o a un altro membro della Giunta) ci sarà una fase di dibattito cui seguirà la votazione sulle mozioni che verranno presentate. Per la maggioranza sarà un primo banco di prova importante per dimostrare all'opposizione di essere ancora compatta ed unita sul progetto che cambierà un quadrante della città e darà una casa alla nostra Roma.