Come abbiamo scritto ieri finalmente il Politecnico di Torino ha presentato la relazione finale "sull'analisi e la valutazione degli aspetti di trasporto del progetto del nuovo Stadio di Roma". Una relazione depositata lo scorso 31 gennaio e che da martedì scorso pesa come un macigno (positivamente) sulla maggioranza pentastellata in Campidoglio che dovrà approvare la Variante al Piano Regolatore Generale, il Verbale della Conferenza dei Servizi e la Convenzione tra Comune e proponenti. Il parere del Politecnico non è e non sarà in alcun modo vincolante, ma ha permesso a Virginia Raggi di superare un'impasse dalla quale sembrava non poter uscire fuori. Il primo passaggio fondamentale lo troviamo a pagina 11 del documento redatto dal Professor Bruno Dalla Chiara e dal suo team, quando viene ribadito quanto (di buono) emerso già nella bozza lo scorso novembre, vale a dire come «le analisi effettuate siano state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate e in modo sempre professionale sono state effettuate le verifiche da RSM (Roma Servizi per la Mobilità, ndr)».

Tutto legale e professionale quindi. Non sono mancate però critiche alla viabilità dell'area circostante a dove sorgerà il nuovo stadio. Una viabilità «già in forte stato di congestione delle primarie arterie di adduzione e dei nodi di raccordo tra queste ultime e la viabilità finale di servizio al lotto oggetto di intervento, forte stato di congestione ampliamente confermato da un'analisi visiva ed analitica delle simulazioni condotte a carico dello stato attuale. E ci si spinge poi anche oltre, mettendo nero su bianco come avallare un'opera, avendo riscontrato fin da subito - tramite la simulazione - una tale ipotesi di funzionamento, o meglio, di non funzionamento della rete viaria, non è sicuramente un punto di partenza ottimale».

Preparatevi perché a queste parole nei prossimi giorni faranno appello tutti i contrari al progetto Tor di Valle. Questi però dimenticheranno di riportarvi quanto scritto ampiamente nelle conclusioni del documento del Politecnico di Torino. Intanto viene scritto come «se, da un lato, le criticità esistenti suindicate e rimarcate sono rilevanti e non si possono certo celare, tantomeno temperare, com'era già ben chiaro ad esperti della materia coinvolti direttamente o indirettamente presso Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità, dall'altro gli obiettivi che il documento riporta richiamando anche il redigendo PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) sono congruenti ed adatti a perseguire un alleviamento delle criticità in capo al traffico veicolare privato».

Ecco quindi un altro passaggio fondamentale: il Politecnico non nasconde le criticità della zona (e noi ci permettiamo di dire della città), ma considera le soluzioni fornite dai proponenti (i privati) e dal pubblico sufficienti, anzi congrue (che è qualcosa di più) al superamento di ogni problema. Nello specifico poi «si evidenzia la necessità di perseguire una sequenza temporale, vale a dire che devono preesistere, auspicabilmente anche con una fidelizzazione dell'utenza del trasporto pubblico che ne deriva: a) un servizio ferroviario efficace su FL1 con relative connessioni anche pedonali all'area dello stadio, e competitivo sulla linea Roma-Lido; b) l'approvazione del PUMS inclusivo di tale area destinata allo stadio con servizi commerciali e direzionali previsti; c) un'analisi dell'impatto sul traffico dei cantieri, con relativo cronoprogramma». E poi ancora a pagina 52 del documento viene scritto che «esistono obiettivi chiari e non remissivi, […] che sussistono buone potenzialità di servizio sulla linea ferroviaria FL1 (Roma-Fiumicino), […] che anche la linea ferroviaria Roma-Lido, considerata la vicinanza della stazione di Tor di Valle con l'area interessata dall'intervento, potrebbe giocare una carta importante […] fornendo un servizio efficace ed affidabile. D'altra parte - viene specificato più avanti - un servizio di tale livello sarebbe in grado, per la sola propria qualità intrinseca, di attirare una frazione rilevante delle quote modali previste nel progetto, che in questa sede sono state stimate prossime al 60%». Ben oltre quindi il 50% indicato nella delibera di pubblico interesse, e ben oltre quanto prescritto dalla Conferenza dei Servizi. Vengono suggerite a tal proposito «adeguate strategie di gestione della domanda, volte ad orientare la stessa verso il trasporto pubblico, opportunamente potenziato in termini di offerta, in termini di capacità, qualità ed affidabilità». Ma se proprio si volesse avere ancora qualche dubbio basta andare a leggere l'ultima pagina del documento, che riportiamo integralmente: «Pertanto, il parere di questo gruppo di lavoro è che – dal punto di vista dei trasporti - lo stadio possa essere realizzato nell'area in analisi».

Per comprendere il senso di queste parole crediamo non serva una laurea in ingegneria o architettura, ma del semplice buon senso. Lo stadio si fa.