Ancora una giornata di attesa (e di lavoro) quella che si è consumata ieri sul fronte stadio per la Roma. Attesa per il documento con cui il Politecnico di Torino dovrebbe dare semaforo verde alla procedura amministrativa con cui si è portato avanti il progetto, con particolare riferimento ai flussi di traffico da e per lo stadio. Una relazione che - occorre ricordare - non verte su nuovi studi o su pareri sulla viabilità romana, ma semplicemente sulla valutazione di un lavoro fatto da altri. E più precisamente dalla Systematica srl, primaria società di consulenza nel settore del Town & Transport Planning. Tanto per chiarire, stiamo parlando di una società fondata nel 1989 e che vanta tra i propri clienti l'Unione Europea, il Politecnico di Milano, la London School of Economics e l'Università Bocconi. Insomma non proprio l'ultima società che si possa trovare sul mercato. Parere poi su cui ormai da settimane lavorano di concerto i tecnici del Politecnico insieme a quelli capitolini dell'Assessore Luca Montuori. Proprio per evitare spiacevoli incomprensioni e fastidi, come avvenuto per la relazione preliminare. In questo senso ieri ha parlato il responsabile del gruppo di lavoro del Politecnico che sta lavorando alla verifica, il professor Bruno Dalla Chiara. Lo ha fatto dai microfoni di Centro Suono Sport, mostrando a dire il vero più fastidio che altro.

Fastidio per la fuoriuscita di notizia circa il lavoro fatto, che invece, a norma di contratto, sarebbe dovuto restare riservato. «Noi abbiamo una riservatezza su tutto quello che riguarda la relazione dello stadio – ha spiegato il professore - la relazione preliminare è stata sottratta al Comune di Roma, è stata anche contraffatta perché c'era una scritta trasversale in filigrana con scritto ‘bozza interna riservata'. Il contenuto non era reale? Qua mi fermo. Ripeto: la prima pagina per come l'ho vista io è stata modificata, sui contenuti non entro nel merito». Accuse gravi che hanno spinto il capogruppo del PD romano Giulio Pelonzi a preannunciare un'interrogazione alla sindaca. «Le dichiarazioni del professor Dalla Chiara sono gravissime - ha dichiarato Pelonzi - e gettano un'ombra pesante sull'operato del Campidoglio. Una brutta vicenda che segue di pochi mesi quella che interessa l'avvocato Lanzalone e i pasticci sul taglio delle opere pubbliche. Ho predisposto in merito una interrogazione urgente per chiarire se rispondono al vero le accuse di manipolazioni del documento».

Sarebbe il caso di dire molto rumore per nulla, onestamente. Ma certo dal punto di vista istituzionale il Comune non fa una gran bella figura. Quel che conta però sul fronte stadio è solo il contenuto della relazione che verrà, e più su un lato formale che sostanziale. Infatti il parere del Politecnico (che costerà al Comune 30.000 euro più Iva) non sarà in alcun modo vincolante per la ripresa della procedura amministrativa. Che invece risulta ben definita dal Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi. Verbale che ormai ha compiuto abbondantemente l'anno di vita. Tra l'altro, anche volendo analizzare le accuse del professor Dalla Chiara, viene messa in discussione la prima pagina della relazione preliminare, ma il contenuto più significativo è a pagina 4, esattamente dove si dice che «le analisi effettuate sono state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate e in modo sempre professionale sono state effettuate le verifiche».

Tradotto: Systematica ha svolto il proprio lavoro correttamente, ed altrettanto correttamente si sono comportati i tecnici del Comune di Roma. Partendo da queste certezze a Miami si è continuato a lavorare, definendo gli ultimi dettagli per l'acquisizione di Eurnova (si continua a parlare di una cifra di poco inferiore ai 100 milioni di euro) e dei terreni di Tor di Valle da parte di James Pallotta. Il Direttore Generale Mauro Baldissoni (vero uomo cardine di tutto il progetto stadio) sta definendo con il presidente americano anche l'agenda delle prossime settimane, che dovrebbero essere determinanti per le sorti dell'impianto giallorosso. La presenza poi del Chief Operating Officer Guido Fienga, e del Chief Revenue Officer Francesco Calvo, lascia immaginare che in questa occasione si stia lavorando anche su dettagli "commerciali" (come per esempio la definizione dei naming rights) che fanno trasparire solo grande ottimismo. Finalmente.