Mentre a Roma stiamo aspettando il parere definitivo del Politecnico di Torino sui flussi di traffico nell'area di Tor di Valle, previsti entro il prossimo 9 gennaio, altrove i movimenti per un nuovo impianto sono piuttosto intensi. E così a Cagliari l'amministrazione Comunale ha dato un'importante accelerata al progetto per il nuovo "Casteddu". Il Consiglio Comunale ha infatti stanziato 5 milioni di euro (che si aggiungono ad altri 5 già stanziati negli scorsi mesi) per finanziare parte della realizzazione della nuova struttura che ospiterà il Cagliari Calcio presumibilmente dalla stagione 2022-23. Non si tratta di un vero e proprio finanziamento pubblico di un'opera che è e resta privata, ma semplicemente dell'acquisto di un'area (ancora non meglio definita) all'interno del futuro impianto, che quindi resterà nella disponibilità dell'amministrazione comunale. Un'opera su cui Massimo Zedda, attuale sindaco di Cagliari e sindaco metropolitano di Cagliari, punta molto, e che avrà sede in un'area di grande pregio, la zona di Su Siccu a Marina Piccola, legata a un'imponente riqualificazione di carattere ambientale, naturalistico e abitativo. Chiare le parole del primo cittadino in molte occasioni in cui ha definito il progetto per il nuovo stadio "serio" e "ambizioso". «Siamo i primi in Italia a curare la nuova legge di stabilità degli stadi, 147/13, entrata in vigore nel 2014, che sancisce il diritto all'impianto sportivo - ha spiegato Zedda - La legge prevede una tempistica certa ed un procedimento trasparente, oltre ad una consistente implementazione del fondo di garanzia gestito dall'Istituto per il Credito Sportivo anche per le società private. In questo contesto si inserisce la proposta attraverso l'affidamento in concessione dell'area ove attualmente sorge il Sant'Elia. Finalmente una società privata ha deciso di investire nell'interesse di tutti, presentando un progetto serio e con tutte le condizioni indicate dalla legge. Si tratta di un impianto nuovo, moderno, con spazi per eventi anche non sportivi, servizi, un museo, ristorante ed altri spazi commerciali».

Quello che Zedda non ha detto è che l'opera costerà circa 60 milioni (quanto la sola progettazione dell'impianto di Tor di Valle per la Roma) di euro, 10 finanziati dal Comune. Siamo ancora nella fase della Conferenza preliminare (un passaggio affrontato dalla Roma nel 2014 per intenderci) e ancora restano da risolvere alcuni nodi. Infatti la società proponente vorrebbe aumentare la capienza dai 21.000 posti inizialmente previsti, a 25.000 espandibili a 30.000. Una proposta che per ora la Conferenza ha respinto, chiedendo un'importante integrazione documentale in proposito. Mancano quindi i progetti. Questo stop non desterebbe preoccupazioni particolari, ma certo comporta qualche ritardo. I 5 milioni stanziati dal Comune torneranno utili proprio per completare la fase di progettazione. La capienza per 30.000 spettatori è stata chiesta per permettere di ospitare i match di Champions e Europa League. Senza scordare che se l'Italia dovesse avere gli Europei 2028, Cagliari sarebbe una delle sedi dell'evento. Il Consiglio comunale, appena la Conferenza dei servizi esaminerà e darà l'ok alle precisazioni progettuali fornite dal Cagliari, che si avvale del consorzio Sportium, sarà chiamato a confermare l'interesse pubblico già dichiarato nel 2016. A quel punto si dovranno produrre i progetti definitivi e quindi convocare la Conferenza dei Servizi Decisoria che, come noto da queste parti, avrà 180 giorni di tempo per deliberare sulla fattibilità dell'opera. Il sindaco avrebbe voluto inaugurare lo stadio nel 2020, in occasione del centenario del club sardo, ma i proponenti hanno un obiettivo molto più concreto, vale a dire iniziare i lavori per il centenario. Un obiettivo realizzabile, a patto però che non si perda troppo tempo nella fase di progettazione. Ricordiamo come per esempio la Roma abbia impiegato quasi due anni a completare il progetto da presentare in Regione. Tempo questo che a Cagliari non servirà ovviamente, vista anche la grande differenza di investimento.