«Andiamo avanti, siamo in attesa di notizie sulla due diligence anche sul tema viabilità. Le nostre attività interne non si sono mai fermate». Parole dell'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori, intervenuto a margine del convegno "Problematiche in tema di edilizia residenziale pubblica" promosso dall'Ordine degli Avvocati di Roma e organizzato al Palazzo di Giustizia. Parole significative e che danno ancora una volta il senso delle intenzioni dell'amministrazione capitolina sullo stadio. Montuori non ha svelato nulla di nuovo, ma ha ribadito un orientamento ormai consolidato. Che il lavoro prosegua è noto, così come è noto il clima collaborativo creatosi tra i tecnici capitolini e quelli messi all'opera dalla nuova dirigenza di Eurnova, guidata da Giovanni Naccarato. U

n lavoro oggi concentrato soprattutto sulla stesura della Convenzione Urbanistica, il contratto che legherà pubblico e privato, stabilendo onori e oneri di entrambe le parti, e chiarendo le tempistiche reali della realizzazione di ogni opera. In questo senso ci sarebbe stato l'ennesimo incontro nei giorni scorsi e un altro sarebbe previsto la prossima settimana. «I tempi della posa della prima pietra? Questo non saprei dirlo neanche se oggi fosse passata la variante», ancora parole di Montuori. E anche in questo caso viene rafforzato un concetto già noto: dal Comune nessuna fretta. Vi è una ragionevole e comprensibile urgenza, ma nessuna fretta. Si è già corso troppo finora. O almeno così la pensano in Campidoglio. Parere non condiviso ovviamente da molti altri, in primis i proponenti, e quindi la Roma. 2495 giorni di lavoro della Roma e della proprietà americana sul progetto Tor di Valle, suggerirebbero, secondo noi, quale delle due visioni sia più ragionevole.