«Siamo molto lieti della decisione dell'Assemblea Capitolina che consentirà di aprire una pagina nuova per la nostra città, il Club e soprattutto per i tifosi della Roma che, dopo aver aspettato con pazienza, sono stati ascoltati». Con queste parole il Ceo della Roma Guido Fienga ha chiuso una giornata che il club aspettava da qualche mese. Da quando, per essere precisi, si è deciso di rinunciare all'idea di realizzare uno stadio a Tor di Valle e di percorrere altre vie.

Da più parti è stato chiarito come il ritiro del pubblico interesse sull'area dell'ex ippodromo fosse propedeutico e indispensabile all'avvio di una nuova procedura che permettesse al club di identificare una nuova area e far partire un nuovo progetto. Ci sono volute settimane, e c'è voluto soprattutto il soccorso del Partito Democratico per permettere a Virginia Raggi di ottenere questo pur minimo risultato. Perché ieri senza i voti dell'opposizione, e senza l'opera "amministrativa" del capogruppo dei democratici in Campidoglio, Giulio Pelonzi, non si sarebbe arrivati a nulla. La delibera presentata dalla Giunta e predisposta dall'assessore Montuori è infatti stata emendata proprio da Pelonzi, sottraendo l'elemento che più avrebbe esposto l'amministrazione a cause risarcitorie, quello dell'indisponibilità dei terreni da parte di Eurnova.

Un cavillo tecnico per molti versi, ma che nella sostanza ha permesso finalmente un voto, pur ridottissimo nei numeri. A sostenere la delibera infatti sono stati solo 17 consiglieri (due astenuti). Sufficienti all'approvazione, ma che certificano la debolezza della prima cittadina, che senza i voti del PD e di Sinistra per Roma non avrebbe raggiunto nemmeno il numero legale. E poco conta onestamente l'esultanza sui social della prima cittadina. La Raggi su Twitter ha subito commentato con un messaggio dal chiarissimo sapore elettorale: «Ora possibile nuovo progetto stadio della Roma. Si apre nuovo capitolo per rilancio città». Ed è quello che ovviamente si augura ogni tifoso della Roma ed ogni cittadino romano. Su chi poi materialmente si occuperà del nuovo stadio proprio il vincitore della giornata di ieri non ha dubbi. «Vogliamo che Roma e la Roma abbiano lo stadio - ha detto Giulio Pelonzi - e con la revoca approvata il prossimo sindaco potrà aprire una pagina nuova». Il prossimo sindaco. Su questo sembrano tutti concordare, da Michetti a Calenda, arrivando a Gualtieri, che proprio ieri, rivendicando il ruolo dei dem nella votazione in Assemblea, ha confermato come per il PD «lo stadio va fatto». Ad oggi purtroppo l'unica constatazione possibile è che dopo questo voto il progetto Tor di Valle è definitivamente tramontato. Un capitolo chiuso da cui tutti si augurano si possa ripartire presto e con slancio verso il futuro.