Nonostante le buone intenzioni, anche ieri non si è riusciti ad arrivare alla revoca del pubblico interesse su Tor di Valle, che tanto interessa alla Roma. Eppure la giornata era iniziata nel migliore dei modi, con le nostre anticipazioni circa la strategia del PD e con le parole della sindaca Virginia Raggi, intervenuta sulle frequenze di Radio Roma Capitale. «Dovrebbe essere approvata la revoca dell'interesse pubblico oggi (ieri, ndr) dall'Aula Giulio Cesare - ha detto la prima cittadina - Finora i consiglieri sono stati poco convinti, ma oggi la delibera dovrebbe arrivare in Aula ed essere approvata». E poi ancora: «Come già noto, ho denunciato Eurnova. Ringrazio tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione: revocare questa delibera significa aprire una nuova strada, portare nuovi progetti e investimenti a Roma, incrociamo le dita». Gli auspici della sindaca però sono serviti a poco, anche se vanno comunque registrati importanti passi avanti. Infatti finalmente, dopo innumerevoli tentativi, andati però tutti a vuoto, l'Assemblea è riuscita a iniziare la discussione della delibera di Giunta. Una discussione anticipata dalla proposta del Partito Democratico di modificare il testo ed arrivare ad un voto condiviso. «Abbiamo depositato sei emendamenti - ha detto Giulio Pelonzi, capogruppo del PD in Campidoglio, che in prima persona ha lavorato sulla soluzione che potrebbe permettere finalmente il voto in aula - utili a correggere la delibera di revoca. Proponiamo di eliminare la questione della disponibilità dei terreni e auspichiamo che tutte le forze politiche condividano questa iniziativa».

E in effetti pare proprio che eliminando quei passaggi dalla delibera della Giunta, verrebbero meno tutti i rischi di dover risarcire chi quei terreni ha comprato, vale a dire Eurnova prima e la CPI di Radovan Vitek poi. Al punto che gli emendamenti di Pelonzi sono statti sottoscritti poi da Stefano Fassina di LEU e soprattutto dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Giuliano Pacetti. Vitek (con i suoi uomini) da par suo in queste ore osserva con un certo stupore quanto accade in Campidoglio, e con Eurnova resta convinto delle ragioni su cui si fonda la strategia legale della società. Tutto lasciava presagire che si sarebbe arrivati al voto. A frenare però ci ha pensato, non più la "minaccia" della causa risarcitoria, ma Cristina Grancio, promotrice di un'altra delibera, che ha invitato a sospendere il voto sulla revoca «almeno fino alla pronuncia della Procura, che ha degli iscritti al registro degli indagati proprio per la tematica dell'illegittimità della delibera e per la procedura amministrativa». Invito che i consiglieri di maggioranza hanno momentaneamente colto, facendo cadere il numero legale e costringendo la presidenza d'aula a rinviare la discussione a oggi pomeriggio alle 14. In questa seconda convocazione saranno sufficienti 16 consiglieri per garantire il numero legale, ed è quindi più che probabile che si arrivi a dama. Anche perché, da quel che filtra, proprio la sindaca avrebbe condotto un'azione di persuasione nei confronti dei consiglieri a lei ancora fedeli affinché oggi non ci siano sorprese. Staremo a vedere.