Dalla festa dei morti a quella dei lavoratori, sei mesi esatti: fu l'ultima partita prima della sospensione del campionato causa Covid-19 Roma-Juventus Primavera, un posticipo domenicale giocato di primo novembre, i giallorossi vinsero 4-2, e fino a metà gennaio si allenarono con il morale a mille (prestando anche giocatori a Fonseca, che nel girone di Europa League ha fatto esordire Milanese, Tripi, Bamba e Boer) sapendo di essere l'unica squadra in Italia ad aver vinto tutte le partite. Dal primo novembre al primo maggio, giorno in cui a Vinovo si giocherà la gara di ritorno, sono cambiate molte cose, in particolare il numero di vittorie della squadra di Alberto De Rossi: 6 su 6 nella prima parte del girone, appena 4 nelle 14 partite seguenti (a fronte di 3 sconfitte, Spal, Inter e Genoa, e ben 7 pareggi, tra cui le ultime tre, finite tutte 1-1). Un evidente calo che ha fatto perdere ai giallorossi la prima posizione in classifica, a vantaggio della rivelazione Sampdoria di Felice Tufano, che non cambia praticamente mai la formazione iniziale, e mette in lista 23 giocatori senza neppure un nuovo acquisto, rispetto alla scorsa stagione. Ieri però la Samp ha perso in casa il posticipo della ventesima giornata, 2-1 proprio con la Juventus, a segno con il centravanti siciliano Da Graca e con il fantasista argentino Soule. Con questo risultato la Roma resta a un solo punto dalla vetta della classifica. Che, secondo Alberto De Rossi, la squadra avrebbe meritato di occupare.

Parla il mister

«Siamo rimasti a lungo nello spogliatoio a parlare con i ragazzi - ha dichiarato il tecnico a Roma Tv, dopo l'1-1 di sabato con la Lazio, che è andata sotto e poi ha rimontato - purtroppo ogni squadra ha i propri difetti e noi li evidenziamo tutti. Abbiamo giocato un primo tempo ottimo, nella ripresa anche ho visto un buon approccio. Poi basta che ci buttano dentro due palloni e andiamo in difficoltà. Prima siamo partiti con la difesa a uomo, poi a zona, è un fondamentale che ci vede in inferiorità rispetto agli avversari. Il gol preso con la Lazio l'ho visto altre tre volte, ci lavoreremo ma c'è grande rammarico. Peccato perché la squadra aveva giocato benissimo, i ragazzi stanno bene e ora si sono ritrovati dopo un momento di appannamento. La classifica dice che siamo secondi ma meritavamo di stare ampiamente davanti». Anche se è un secondo posto (che da sabato è condiviso con l'Inter) tutto da verificare, quello dei giallorossi: quando De Rossi aveva parlato la Juventus era a -5, da ieri è a -2, ma con una gara da recuperare. Non complicatissima, peraltro, in casa con l'Empoli: era la seconda di ritorno, si giocherà il 5 maggio. Ma De Rossi, oltre al possibile sorpasso dei bianconeri (e se avvenisse vincendo lo scontro diretto di sabato, con una gara in meno, sarebbe un bel problema) deve preoccuparsi di una squadra che non segna più con la facilità che aveva a inizio stagione. «Sicuramente manca cattiveria sotto porta - ammette il tecnico - l'ho richiesta durante la gara. Elogiavo i ragazzi, ma durante la partita ho detto loro che dovevamo fare qualcosa di più per andare in gol. Tutto da stropicciarsi gli occhi, poi la classifica ci dice che abbiamo perso altri due punti». Il discorso si sposta sugli attaccanti. «Gli esterni hanno sempre fatto pochi gol, soprattutto le mezzali e gli interni andavano poco al tiro, ma ci stiamo impegnando tantissimo in allenamento: produciamo tanto e lo vedono anche i ragazzi. Ci riesce poco, nel primo tempo dovevamo fare almeno 3-4 gol, poi si crea anche una pressione psicologica: i ragazzi la prestazione la fanno e creano. Ora stiamo cambiando alcune cose ma i frutti ancora non ci sono».