Dopo portieri, difensori e centrocampisti, concludiamo con gli attaccanti il nostro speciale sulla Roma Under 17, campione d'Italia. Il tecnico, Francesco Baldini, è andato via (quasi certamente alla Juve), loro passeranno in Primavera, agli ordini di Alberto De Rossi. E qualcuno di loro potrebbe subito trovare spazio, senza l'anticamera che tocca quasi sempre ai 17enni.

Bamba | 31 pres. | 14 gol

Il più giovane della rosa - primo giugno 2002, Calafiori è del 19 maggio - ma anche il capocannoniere. Ivoriano, arrivato nel gennaio del 2015 dai dilettanti della Vigor Perconti, piaceva a mezza Italia, la Roma non si è mai pentita di aver puntato su di lui. Mancino, velocissimo, buona tecnica e ottimo dribbling, è uno dei pezzi pregiati della squadra: rimarrà sotto età anche con la Primavera.

Barbarossa | 23 pres. | 10 gol

Doveva essere il centravanti titolare della squadra, nelle ultime settimane si sono perse le sue tracce, anche se poi, rimesso in campo in Supercoppa, ha subito lasciato il segno, segnando il gol del 3-1, in mischia, su azione d'angolo, neppure un quarto d'ora dopo il suo ingresso al posto dell'amico-rivale Bucri. Fino al suo arrivo, nel 2016, dall'Ostiamare, praticamente non aveva concorrenza, nel biennio insieme ha giocato più Barbarossa, che invece era arrivato nel 2011, da Genzano. Buona tecnica, senso del gol e tendenza a svariare lontano dal centro dell'area, si è presentato con una doppietta all'esordio stagionale, Roma-Napoli 5-1 alla seconda giornata, tutt'ora una delle prestazioni migliori della squadra, a dicembre ne aveva fatti 7, ad aprile ha perso il posto: Baldini ha varato l'attacco con il falso nueve, lui e Bucri si sono ritrovati di colpo in panchina, a vantaggio di Silipo. Con tutto che Barbarossa nel curriculum aveva messo anche due apparizioni in Primavera, subentrando peraltro con due avversarie ad altissimo coefficiente di difficoltà come Atalanta e Chelsea, a fine ottobre. Nelle finali dell'Under 17, quando Baldini, a gara in corso, ha avuto bisogno di centimetri in area, ha preferito Bucri (con cui Barbarossa, insieme ad altri sei compagni, è andato in vacanza a Corfù, la scorsa settimana) che gli ha dato ragione segnando due gol tra semifinale e finale.

Besuijen | 2 presenze

L'olandese arrivato la scorsa estate dal Volendam era in età per l'Under 17, ma è stato praticamente tutta la stagione in Primavera: la prima volta con i coetanei del 2001, l'8 ottobre contro la Salernitana, si è fatto male subito, lasciando il campo dopo 6'. Nel girone di ritorno, il 25 marzo contro il Perugia, un'altra gara, stavolta dall'inizio alla fine, sempre senza lasciare tracce particolari, prima di tornare definitivamente da De Rossi.

Bucri | 29 pres. | 7 gol

L'uomo dello scudetto: è l'unico della rosa che non era in organico (giocava ancora nei Giovanissimi Regionali dell'Ostiamare) nel 2016, quando i 2001 della Roma persero la prima delle tre finali scudetto di fila, proprio contro l'Atalanta, ritrovata quest'anno. L'ha punita lui, con un colpo di testa a fil di palo all'ultimo minuto, su cross dal fondo di Calafiori: 3-2, quando già si pensava ai supplementari. Era entrato in campo al 10' della ripresa, al posto di Cangiano: tre giorni prima, in semifinale con il Torino, era entrato nell'intervallo, con la Roma sotto di un gol, e aveva firmato il pareggio con un guizzo di destro, su cross basso di Silipo. E pensare che aveva iniziato l'anno da riserva di Barbarossa, il primo ad abbracciarlo, dopo il gol all'Atalanta: nelle finali sembrava che non ci fosse spazio per nessuno dei due, visto che Baldini aveva optato per un modulo senza centravanti d'area. Era anche entrato nel giro delle nazionali giovanili, ma a metà stagione - come ha raccontato a Il Romanista il padre Alessandro, centravanti anche lui, più volte capocannoniere in serie D con la maglia dell'Albalonga - aveva chiesto di lasciare la Roma per trovare più spazio: alla fine è rimasto, e se lo è conquistato.

Cancellieri | 3 pres. | 1 gol

Aggregato sotto età, tre spezzoni tra ottobre e dicembre, poi è tornato in Under 16, e ci è rimasto fino a fine stagione. Però, a differenza dei vari Bove, Milanese e Zalewski, pure loro transitati per il gruppo dei 2001, è riuscito ad andare a segno sotto età, nel 2-2 contro l'Ascoli, gara sospesa per nubifragio al Tre Fontane sullo 0-0, e completata un paio di settimane dopo a Trigoria. Esterno d'attacco, mancino, grandi progressi in questa stagione, sarà uno dei protagonisti della prossima, che giocherà con lo scudetto sulle maglie.

Cangiano | 20 pres. | 7 gol

Stagione ad handicap, ma è riuscito comunque a lasciare il segno: ala sinistra, pronto a rientrare per calciare con il destro, è giocatore da seguire con attenzione per dribbling, tocco di palla, fantasia e precisione di calcio. Con i 2002 Bamba e Calafiori, è il giocatore più interessante della rosa, il 2001 di maggior talento dopo Riccardi. Ha iniziato l'anno da infortunato: solo panchine tra settembre e ottobre, due spezzoni a novembre, solamente a dicembre è riuscito per la prima volta a partire titolare. Ma il 7 gennaio era a San Siro per la Supercoppa, convocato sotto età dalla Primavera: sei chiamate, non ha ancora debuttato, ma coi suoi mezzi non dovrà aspettare molto per mettersi in luce con De Rossi.

Marini | 23 pres. | 1 gol

Attaccante esterno, a destra col numero 7, anche se il fisico farebbe pensare a un centravanti: alto, slanciato, leve lunghe. Ma del bomber non ha la confidenza con il gol: vero che non ha giocato spesso da titolare (8 presenze quest'anno, su 23 complessive), ma ha chiuso il campionato senza andare a segno. Il campionato, non la stagione: nell'ultima partita, la Supercoppa col Pordenone, si è sbloccato, segnando il primo gol stagionale a fine primo tempo, un sinistro dal bordo dell'area piccola, prima di lasciare il posto a Molinari.