Domani, al Maurizio Melli, l'impianto sportivo preso in gestione dalla Lazio a Via Cina, c'è un derby che vale la semifinale scudetto. Lo scorso anno, al Tardini di Parma, capitò alla Primavera, e finì 5-0 per i giallorossi, quest'anno toccherà ai ragazzi del 2002, impegnati nel campionato Under 16. Per la Roma, che con questo gruppo un anno fa arrivò in semifinale, perdendola poi contro la Juventus, sarà una gara importante, per la Lazio fondamentale: la società giallorossa ha portato tutte e quattro le squadre professionistiche del vivaio alle finali scudetto, e vinto il campionato Regionale con la più importante delle squadre più giovani, i biancocelesti hanno mancato tutte le qualificazioni, tranne questa.

Niente ex

Al momento dell'abbinamento delle squadre, al termine della regular season - Roma e Lazio, come accade da quando Lotito è entrato nel pacchetto di maggioranza della Salernitana, sono in gironi diversi - tutti pensavano che sarebbe stata la grande sfida di Nicolò Cesaroni, il talento del 2002 che due anni fa lasciò il settore giovanile della Roma. Che - anche se lo ha fatto l'anno scorso pure il 2004 Cherubini - resta pur sempre l'equivalente calcistico dell'uomo che morde il cane. O dello svizzero che viene ad aprire un conto bancario in Italia. Ma il fantasista - che prima di prendere la strada di Trigoria aveva tirato i primi calci nella Petriana, a due passi dal Cupolone - non ci sarà: ha giocato tutto l'anno sotto età con l'Under 17, e la società ha deciso di far giocare la post-season ai ragazzi che l'hanno conquistata. E così l'attesissimo Cesaroni, che non ha mai fatto mistero della sua fede laziale, mentre i suoi coetanei sfideranno la Roma, dopo essersi allenato per tutta la settimana con la Primavera, oggi giocherà con i 2001, che avendo terminato gli impegni ufficiali vanno in giro per tornei: stamattina arriveranno a Città di Castello, per giocare il quadrangolare "Un calcio al diabete...insieme è possibile", con Triestina, Spal e Gubbio. Non ci sarà neanche Jacopo Kammou, attaccante esterno, pure lui con i 2001, né Furlanetto, il portiere veneto arrivato due anni fa dalla Liventina, utilizzato come dodicesimo dalla Primavera nelle ultime settimane. Senza di loro, il pericolo numero uno sarà il difensore Franco, alto e robusto, nazionale Under 16, abituato ad andare a cercar gloria in area avversaria. Poi Broso, al centro dell'attacco, e Marras sulla fascia. Ma la squadra di Fabrizio Fratini punta molto sul collettivo, e sulla rabbia angonistica.

I piedi buoni

Più tecnica la Roma, in particolare a centrocampo, ruolo in cui Falsini ha parecchie carte da giocare, a partire dall'ex attaccante Zalewski, fino a Bove, mezz'ala destra che segna come e più delle punte, per arrivare ai vari Astrologo, Carlucci e Tripi, utilizzato a volte in difesa. Il più tecnico, Tommaso Milanese, è stato provato con successo come falso nueve, ai lati Cancellieri e Travaglini, Ciervo pronto a subentrare. È bastato per chiudere al secondo posto il girone, dovrebbe bastare anche per arrivare in semifinale.