L'intenso 2019 calcistico di Alessio Riccardi è finito domenica, sul campo del Città di Anagni, bassifondi di Serie D, che quest'anno ha ingaggiato uno dei suoi migliori amici, Alessio Giuliani, che teneva spesso e volentieri in panchina Cardinali (nelle ultime 7 partite convocato in prima squadra come terzo portiere), e al momento del passaggio tra Roma Under 17 e Primavera è stato svincolato. Gli ha portato bene: l'Anagni, quartultimo, ha battuto 1-0 l'Ostiamare, alle spalle di Turris e Torres, piazze che hanno fatto a lungo la C.

Il giorno prima Riccardi era ad Assemini, provincia di Cagliari, e si è divertito ancora più che a vedere vincere l'amico: il club sardo – che nelle ultime settimane secondo alcuni rumors di mercato lo starebbe seguendo, forse già per gennaio – ha una Primavera che sogna le finali scudetto, si è portato in vantaggio dopo soli 4', ha subito l'1-1 con un gran destro da fuori del talento della Magliana, il 2-1 su rigore dello stesso numero 10 (che non sarebbe lo specialista, alla prima giornata aveva sbagliato, ma Darboe ne aveva mandato fuori uno, e Zalewski era in panchina), due reti di Darboe e Tall, fino al quinto sigillo, ancora di Riccardi, al termine di uno spettacolare spunto palla al piede. Ottavo centro in 12 partite di campionato, capocannoniere della squadra, pur giocando quasi sempre nei tre di centrocampo.

Le eccezioni sono recentissime: De Rossi a partita in corso spesso inserisce Darboe al posto di un'ala, e sposta Riccardi in avanti, ma solo a dicembre sta iniziando a mettercelo dall'inizio. Due volte, Juventus e Cagliari, e tre gol: può essere quello il vero ruolo del giocatore più famoso e atteso del settore giovanile? Di certo, al momento, Riccardi una sua collocazione ben definita non ce l'ha, anche se ha giocato praticamente sempre da mezzala in un 4-3-3. Di Francesco lo fece debuttare in prima squadra al posto di Lorenzo Pellegrini, in mediana, ma era in Coppa Italia, contro una squadra di serie C come l'Entella: l'esordio in serie A non gliel'hanno mai fatto fare, nonostante sia andato in panchina ben 11 volte, solamente nella scorsa stagione. Poteva regalarglielo Ranieri, all'ultimo cambio dell'ultima giornata, per regalare la standing ovation a De Rossi, ma quel giorno i convocati erano 25, Riccardi finì in tribuna, e al posto di Daniele entrò Ünder. Fonseca lo ha portato in panchina solamente due volte, 24 e 27 ottobre, dopo un'estate in cui la Roma sembrava disposta a rinunciare a lui, inserendolo nella trattativa (poi saltata) con la Juve per Rugani.

Riccardi è il capitano dell'Italia Under 19, che al girone di qualificazione all'Europeo, il mese scorso, ha segnato 7 gol: un'autorete, 2 centri di Sebastiano Esposito, 4 del romanista. L'Interista però ha già giocato 4 partite in A, una da titolare, e gli hanno anche fatto calciare un rigore a San Siro, il romanista (più vecchio di un anno) è a zero, con tutto che l'emergenza del centrocampo giallorosso un paio di mesi fa era anche peggiore di quella dei nerazzurri (che sabato avevano Politano in panchina). Il problema di Riccardi, secondo molti osservatori, è che non ha ancora fatto il salto di qualità, da diamante da sgrezzare a 18enne pronto per il professionismo: tiro in porta e abilità nel saltare l'uomo sono da alta serie A, e in Primavera gli consentono di fare la differenza senza curare troppo la fase difensiva. E un centrocampista che non difende non è un centrocampista completo. E se il suo futuro fosse da attaccante?