Nell'anno in cui, dopo 5 partecipazioni di fila, la Roma Primavera è rimasta esclusa dalla Youth League (a cui si accede con la qualificazione della prima squadra alla fase a gironi, oppure vincendo il campionato di categoria), a Trigoria hanno deciso di tornare al Torneo di Viareggio. Che i giallorossi avevano abbandonato proprio per la Champions dei giovani: solo una volta, nella stagione 2014-15, la Roma giocò sia la ex Coppa Carnevale (che ha mantenuto il nome, anche se si gioca a marzo) che la Youth League.

Fu una stagione straordinaria, almeno per chi sa valutare i traguardi del settore giovanile: impegnata per la prima e unica volta su quattro fronti, la squadra di Alberto De Rossi, arrivò a un passo dal vincere tutto, e non vinse nulla. Perse la doppia finale di Coppa Italia all'Olimpico, uscì in semifinale al Viareggio, in Youth League (ma resta il miglior piazzamento di sempre di un'italiana) e in campionato (ai supplementari). Risultati eccezionali, che portarono quei ragazzi a giocare la bella cifra di 49 gare ufficiali (più un torneo precampionato a Durban, in Sudafrica, e il "Wojtyla" a ottobre).

Deve avergli fatto bene scendere in campo così tanto: all'elevatissimo numero di partite giocate corrisponde quello, altrettanto importante, dei giocatori che hanno raccolto almeno una presenze in serie A, ben dieci, a partire da Lorenzo Pellegrini, fino a Tumminello, Sanabria, Calabresi, Capradossi, Verde, Machin (che quest'anno, tornato in B a Pescara dopo l'esordio col Parma è a 5 gol in 10 partite, giocando mezzala), Marchegiani, Di Livio e Ndoj, appena lanciato dal Brescia, che se lo era fatto dare nell'affare (!) H'Maidat. Un risultato eccezionale (che potrebbe ancora migliorare, se salissero di categoria Di Mariano e Marchizza, che stanno facendo bene in B a Venezia e La Spezia), ma sul momento prevalse il fastidio per le sconfitte: due furono pesanti, 4-0, con l'Inter a Viareggio e col Chelsea in Youth League, e le altre due contro la Lazio, Coppa Italia e campionato. E si decise che quattro competizioni in un anno erano troppe.

Tre vittorie

Così la Roma ha saltato le ultime quattro edizioni del Viareggio, manifestazione che aveva vinto tre volte (1981, 1983 e 1991), perdendo ben 8 finali, l'ultima nel 2012 contro la Juventus di Leonardo Spinazzola. È l'unica competizione (Youth League a parte, ma per le italiane è e resterà un tabù) che Alberto De Rossi non ha vinto, e non lo farà neanche quest'anno. Perché il Centro Giovani Calciatori di Viareggio (che ancora non sa se avrà lo stadio della città, rimasto chiuso dopo il fallimento del club locale: è pronto quello di La Spezia, già utilizzato negli anni scorsi) da quest'anno ha abbassato il limite d'età, al primo gennaio 2002, con tre fuoriquota del 2001.

Di conseguenza in Versilia andranno i ragazzi allenati da Fattori, che stanno prendendo parte alla prima edizione del campionato Under 18. Che sembra che dall'anno prossimo possa diventare obbligatorio (cambiando il limite d'età della Primavera, per renderla più simile a una seconda squadra), ma per quest'anno è un campionato sperimentale, facoltativo, a cui hanno aderito solamente 8 squadre, oltre ai giallorossi. Il calendario ne ha ovviamente risentito, tanto che fino a questo momento i 2002 hanno giocato solamente 4 partite, l'ultima il 6 ottobre, un mese fa: è una categoria in cui i ragazzi hanno bisogno di giocare, il Viareggio - che ha perso di importanza, da quando l'Uefa ha iniziato a organizzare la Youth League - ha risposto a questa esigenza.

Tanto che alla 72esima edizione (dal 16 al 30 marzo 2020) hanno già aderito Inter, Fiorentina, Atalanta, Torino, Milan, Genoa, Sampdoria e Sassuolo, ovvero tutte le squadre che hanno allestito la formazione Under 18 (oltre al Bruges, il Rayo Vallecano, una squadra greca e due statunitensi). Si valuterà in un secondo momento chi aggregare come fuoriquota, tra i 2001 allenati da Alberto De Rossi: c'è un talento come il fantasista Silipo che non ha ancora giocato un minuto in campionato, il difensore centrale Coccia è fermo a uno spezzone di gara, Santese e Semeraro a due.

Il Viareggio può essere una bella vetrina per loro, sempre che non lascino la Roma nel mercato di gennaio. Altrimenti potrebbero dare una mano ai vari Milanese, Cancellieri e Agostinelli, per riportare a Trigoria un torneo che manca dai tempi di Scarchilli, Muzzi e Berretta: se De Rossi - sfruttando la lunga sosta del campionato - dovesse lasciare a Fattori anche i vari Bove, Zalewski e Tripi, la Roma partirebbe tra le favorite.