Ha giocato mediano Alessio Riccardi all'esordio in prima squadra, lunedì sera all'Olimpico contro l'Entella, ala sinistra ieri pomeriggio a Caserta, con la maglia dell'Italia Under 19, con licenza di rientrare al tiro sul piede preferito, il destro. Nessuno dei due è il suo ruolo abituale, visto che nella Primavera gioca da fantasista o da esterno destro, l'impressione è che tra i due esperimenti sia riuscito meglio quello di Di Francesco. Perché ieri - con tutte le attenuanti che può avere uno che ha appena realizzato il suo sogno da bambino, e che non ha avuto neppure il tempo di riposarsi nel suo letto, portato quella stessa sera al ritiro azzurro - il 17enne della Magliana ha fatto vedere poco del suo repertorio. Tanto che il tecnico azzurro - Federico Guidi, uno che prima di entrare nello staff federale aveva fatto tutta la trafila nella Fiorentina, vincendo uno scudetto sulla panchina dei Giovanissimi - dopo 8' di secondo tempo, sfruttando i cambi allargati delle amichevoli, e con l'esigenza di dare spazio a qualche ragazzo alle prime convocazioni, lo ha fatto uscire. Senza ovviamente che la cosa possa sembrare anche solo lontanamente una bocciatura: quando il risultato contava sul serio, ovvero alle qualificazioni per l'europeo, il romanista era titolare fisso.

«Riccardi è un giocatore dalle enormi potenzialità - ha ribadito a fine partita il tecnico - non è un caso che sia riuscito a esordire in una squadra di altissimo profilo come la Roma. In Italia vogliamo tutto e subito: può capitare di pagare lo scotto, passando dal settore giovanile al calcio adulto, ma è un passaggio che prima o poi va fatto. E i giovani bravi, quando gli dai fiducia, poi sanno ripagarti: basta guardare Tonali, che nel Brescia è diventato titolare inamovibile, o i 5-6 gol che ha già fatto in serie A uno come Kean. In Italia di talenti ce ne sono tanti: nel 2018 le nazionali italiane sono vice-campioni d'Europa, sia a livello di Under 19 che di Under 17. E noi oggi (ieri, ndr) abbiamo battuto la Spagna, forse la squadra più tencica d'Europa. Un'annata che a livello di Under 17 è stata campione d'Europa e vice-campione del Mondo». Però, tra i tanti talenti italiani, quando c'è stato da indicare un erede dei vari Rivera, Baggio, Totti e Del Piero, il ct della Nazionale Roberto Mancini ha fatto il nome proprio di Riccardi. Che un paragone così importante e impegnativo probabilmente neppure se lo aspettava. «Che ci vuoi fare - conclude Guidi, con un sorriso - a noi allenatori piace essere sognatori e ambiziosi».

La rivincita

Ieri Riccardi ritrovava Antonio Blanco Conde e Miguel Baeza Perez, capitano e numero 10 di quel Real Madrid che ha suonato la Roma in Youth League, sia all'andata che al ritorno, 3-1 e 1-6. Stavolta va male a loro: l'Italia si porta avanti con una curiosa punizione con doppia barriera messa all'incrocio dei pali da uno degli esordienti in U19, Salvatore Esposito. Da gennaio gioca al Ravenna, dopo un anno e mezzo con la Primavera della Spal, che lo aveva preso dall'Inter, che aveva fatto trasferire a Milano l'intera famiglia Esposito da Castellammare di Stabia, perché tutti i figli - classe 2000, 2002 e 2005 - sono bravi a giocare a pallone. Il secondo ha le stimmate del predestinato, ma anche l'U19 ci sa fare: ha il mito di Francesco Totti e tifa Roma, scelta inusuale per uno che non è mai passato troppo vicino alla Capitale. Oltre al gol, poco da segnalare: Riccardi si danna l'anima per andare in pressione anche sul portiere, ma dopo 53' esce. E al suo posto entra uno che a un certo punto veniva valutato 30 milioni, l'ex Genoa Salcedo, 4 presenze in serie A coi rossoblù, ora all'Inter. Ma il protagonista, nel finale, è lo juventino Petrelli: un assist (per Zennaro) e un gol. Contro la Roma, sabato, non era stato così decisivo, e i giallorossi avevano trionfato a Vinovo.