La Roma dei giovani rientra in corsa per la qualificazione alla fase successiva della Youth League cogliendo un fondamentale successo in Russia nella sfida pomeridiana dell'Oktyabr Stadium contro i pari età del Cska, mentre il Real si imponeva a fatica a Plzen: ora siamo secondi. Ma a chi pensava a una passerella senza tremori, già prima della partita o magari dopo l'autorevolissimo primo tempo dei ragazzi di De Rossi (all'intervallo in doppio vantaggio con le reti di Riccardi al 17' e Bouah al 45'), si è dovuto ricredere sin dalle prime battute del secondo, cominciato con la rete di Eleev (al 2') e continuato in piena sofferenza per una buona mezz'ora, con la Roma incapace di ripartire sulle arrembanti iniziative avversarie, almeno fino al cambio di un paio di giocatori (entrambi gli esterni offensivi), preludio ad un finale comunque vibrante ma in maggior controllo giallorosso, con la rete del 3-1 sfiorata in due occasioni. Alla fine è festa grande, con l'esultanza dei ragazzi di De Rossi davanti a un manipolo di fedelissimi soprattutto dei Roma Club Mosca e San Pietroburgo, capaci di intonare per tutta la partita i cori tipici della Sud con quel vago accento russo che rendeva tutto più suggestivo.

Nel primo tempo la partita è stata controllata dalla Roma sin dal primo minuto con l'autorevolezza mostrata dalla squadra anche nelle ultime sfide di campionato. Privo di Celar, fuori dalla lista Uefa, De Rossi si è affidato alla sua alternativa meno potente, Bucri, confermando ai fianchi D'Orazio a destra e Cangiano a sinistra. La prima impostazione era lasciata a Pezzella, col palleggio di Marcucci, mentre la rifinitura toccava invece a Riccardi, mezzala destra in realtà libero di svariare più alto praticamente ad ogni sviluppo profondo di azione. Dietro, con Cargnelutti in versione Piqué, è tornato su buoni standard di rendimento anche Bianda, mentre Bouah e Semeraro sugli esterni erano liberi di attaccare senza mai tralasciare l'attenzione necessaria alla fase di non possesso. In porta il sorprendente Zamarion, che si è fatto notare più per il timbro di voce ad accompagnare ogni fase della partita che per effettive necessità difensive. Il Cska è sembrato in forte difficoltà sin dall'inizio della gara, anche perché dopo poche battute ha dovuto rinunciare a un terzino (Konyukhov) e questo ha indotto il tecnico Aksenov a cambiare anche l'assetto tattico, da 4231 a 3421, con quella disinvoltura che utilizza anche Goncharenko in prima squadra. Non che sia cambiato qualcosa per la Roma che ha trovato il vantaggio dopo una breve fase di studio, grazie a un bel controllo di Pezzella fuori area con scarico su Riccardi che ha colto di sinistro l'angolo più lontano in diagonale, per l'esultanza del drappello di dirigenti (Conti, Balzaretti, Tarantino, Massara) sempre presenti alle partite dei giovani giallorossi (ieri in grigio). Poi, dopo diverse occasioni per Cangiano e Bucri, sembrava aver chiuso i conti Bouah con una bella deviazione di destro su corner di Riccardi.

Nella ripresa un errore, l'unico, di Zamarion in uscita in tuffo su cross laterale ha consentito a Eleev di battere praticamente a porta vuota, e nella concitazione successiva lo stesso esterno ha cercato il pareggio con un destro al volo finito fuori di poco. Per venti minuti la Roma è rimasta in balia degli avversari come se fosse tutta un'altra partita rispetto al primo tempo, con quei black out già visti in stagione per gli uomini di De Rossi. Anche Cargnelutti e Bianda hanno perso sicurezze, sbagliando uno un appoggio e l'altro un rinvio che hanno regalato altre due occasioni ai russi. Con i cambi però De Rossi ha riequilibrato la partita: fuori Cangiano e D'Orazio, dentro Buso e Chierico, col figlio di Odoacre interno con Riccardi spostato all'ala. Così la Roma ha ripreso coraggio e sfiorato due volte proprio con Buso il gol del 3-1, fino al triplice fischio che ha liberato la gioia sul campo e sugli spalti.