Obiettivo centrato a metà per la Roma, che non sfrutta il risultato a sorpresa maturato in Germania e si fa a sua volta sorprendere in casa dal modesto Wolfsberger. Primo posto del girone sfumato fra i rimpianti. Da lupi resta solo il freddo.

6,5 DZEKO (IL MIGLIORE) Sostiene Fonseca che la squadra non dipende da lui. E sarà anche vero, ma quando Edin è in campo dalle parti dell'area avversaria si ascolta un'altra musica. Quantomeno più decisa. Pronti via, conquista il rigore del vantaggio, poi Perotti gli rende il favore e lui non si fa pregare per il 2-1. Nono centro stagionale, numero 26 in Europa con la Roma, a meno quattro dalla cifra tonda, che potrebbe essere anche più vicina se il portiere non gli negasse la doppietta in pieno recupero con un prodigio di puro istinto. 

6,5 MIRANTE Subito dopo il vantaggio si oppone a Liendl. Dopo un'ora si immola volando sotto l'incrocio a salvare il secondo vantaggio ed è costretto a chiedere il cambio.

5,5 FLORENZI L'ultima presenza da titolare col Brescia, sempre in casa. Questa inizia che più sfortunata non potrebbe: deviazione decisiva sul pari austriaco. Sulle prime sembra non risentirne, ma nella ripresa va in bambola più di una volta. Nel recupero prova l'assist volante: la fortuna si volta ancora.

6 MANCINI Niangbo viaggia con un'altra marcia e lo brucia sul primo gol austriaco. Ma da quel momento in poi è il solo a reggere di una difesa fin troppo ballerina.

5 FAZIO Torna titolare dopo un mese e si perde Weissman sul secondo gol. Prova a rimettere le cose a posto nel finale, ma riesce solo a scaldare i guanti di Kofler.

5,5 SPINAZZOLA Concede il meritato riposo a Kolarov: parte anche bene, poi si perde e mai trova lo spunto vincente quando si propone.

6 DIAWARA Il corridoio in cui imbuca la palla per l'azione del raddoppio è solo l'ennesima conferma della sua grande visione di gioco. Cala alla distanza, come i compagni.

6 VERETOUT Prima o poi tutti si fermano o rifiatano, lui mai. O quasi. Il quasi arriva nella serata europea, per lui insolitamente sotto tono.

5,5 ÜNDER Qualche accelerazione delle sue manda nel panico gli austriaci: potrebbe abusarne, invece usa con fin troppa parsimonia la velocità da fuoriserie

6 MKHITARYAN Prende il posto che di solito è di Pellegrini e ne ricalca le orme di assist-man con lo splendido filtrante che manda Dzeko a prendersi il rigore. Ogni volta che il pallone passa da lui sono ghirigori mai fini a se stessi e falli conquistati. Entra il 7, si defila a sinistra e il

suo rendimento (già in ribasso) ne risente.

6 PEROTTI Dal dischetto è sempre lui: freddo, preciso, impeccabile. Anche meglio sull'assist versione cioccolatino al numero 9. Poi va a sprazzi e incide meno di quanto le premesse facevano sperare.

S.V. LOPEZ È costretto a entrare a freddo e alla prima occasione austriaca a raccogliere il pallone nel sacco, pure esente da responsabilità.

6 PELLEGRINI C'è da raddrizzare tutto quello che si è messo storto e Fonseca punta su di lui. Ma stavolta la stella di Lorenzo non basta.

6 ZANIOLO Entra nell'ultima mezzora come carta della disperazione. Lotta, si sbatte, costringe gli austriaci al fallo. Eppure si resta sul pari.