Pagelle

Le pagelle di Roma-Cagliari 4-2: Lulli della ribalta

L’esterno capovolge la gara nel primo tempo: gol, assist, accelerazioni e salvataggi. Decisivi i cambi: Ghilardi, Mora e Malen la risolvono. Soulé si veste da Dybala. Gollini determinante

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
28 Ottobre 2026 - 06:30

Quattro palle così. Anche senza brillare, la Roma fa sua la vittoria dopo essere finita sotto e agguantata nel finale. Ma questa squadra non muore mai e tutti i suoi interpreti hanno voglia da vendere.

IL MIGLIORE - 8 LULLI. Torna titolare e ritrova il gol nel più gasperiniano dei temi: da quinto a quinto. L’asse di destra funziona e dà origine anche al 2-1. Non si accontenta di rete e assist e salva la propria porta dal 2-2. Poi straripa con accelerazioni continue e giocate di fino. Tutto a pochi giorni dal rinnovo. È il suo momento e il tributo dell’Olimpico lo certifica. Vola alto Lele.

IL TECNICO - 7 GASPERINI. La sua squadra non molla mai, in ogni situazione. E se i cambi sono sempre decisivi, non si tratta di indovinarli, ma di leggere quello che il resto del mondo non vede

7 GOLLINI. Colpito a freddo su rigore, diventa però provvidenziale nel tenere il vantaggio quando sbarra la porta sul tentativo di Adopo. Nel secondo tempo resta efficace anche quando stilisticamente non è perfetto. Salva ancora un attimo prima del 2-2 e nel recupero. Spazza via ogni scetticismo residuo.

5,5 MANCINI. Dopo 5’ si presenta in area avversaria, impegnando Caprile per primo. Chiama la carica a pareggio appena agguantato, riconquistando palla a più riprese. Se davanti è un valore aggiunto, dietro soffre più del dovuto le sgroppate di Fadera. E sul 2-2 non è esente da responsabilità.

6,5 NDICKA. Prende in consegna il quasi omonimo Nzola, con il quale condivide la stazza, ma un po’ meno la rapidità: accetta le sfide in campo aperto e non soccombe. Cambiano gli avversari, non la sostanza.

6,5 KOULIERAKIS. È il suo turno secondo le rotazioni del reparto. Approccia alla gara con un’ottima chiusura e tenta di farsi valere pure nella metà campo opposta. Puntuale in chiusura, prepotente in uscita.

6 DE ROON. Solita impeccabile lettura delle fasi di gioco, meno intensità del solito. Ci sta, dopo tutti questi impegni consecutivi. E per una volta gli viene risparmiata fatica suppletiva e gioca meno di un’ora.

6,5 PISILLI. Disfa e fa in un quarto d’ora: apre il braccio che causa il rigore cagliaritano, poi però firma il sorpasso con un inserimento dei suoi: tempismo e volée perfetti. Da rivedere la misura dei passaggi, ma nella ripresa è più costante.

6 MOLINA. Apre il compasso col cross che genera l’1-1. Ma lì a sinistra la spinta è meno continua rispetto al versante opposto e dopo l’intervallo non rientra in campo.

6,5 CRISTANTE. In teoria incursore con licenza da trequartista, in pratica instancabile equilibratore in ogni zona di campo. 

7 SOULÉ. Da quando non c’è Dybala il reparto creatività è affidato a lui e Mati risponde sempre presente. È in palla, guida la rimonta e sfiora il colpaccio da fermo, da posizione impossibile. E svaria da una parte all’altra senza risentirne. Creativo.

6 CASTRO. Subito dopo il pari sfiora il colpo del bis di petto. È l’occasione migliore che gli capita: si muove tanto, conclude poco. Capita.

6,5 WESLEY. Comincia fuori dopo la prestazione così così di Napoli, ma a inizio ripresa Gasp lo spedisce a cambiare passo. E sia pure con qualche imprecisione, riequilibra la propulsione fra le due corsie.

7,5 MORA. Entra a destra e fatica un po’, ma quando si sposta è come una fiammata. Si accende e cambia tutto: strepitoso lo stacco aereo (a dispetto dell’altezza), ancora più prelibato l’assist. In quei minuti sembra possa mangiarsi il campo. E lo fa: gioco, partita, incontro.

7 MALEN. Il gol gli manca da un po’ in campionato. Per uno normale sarebbe normale, per Dony no. Divora un’occasionissima in modo non consueto per lui, ma poi la cattiveria con cui punta lo porta è preludio all’ennesima rete: non bella, ma da punta purosangue.

6 RENSCH. Entra nel finale e palesa qualche incertezza lì dietro.

6,5 GHILARDI. Pochi minuti, ma al galoppo. E uno dei suoi strappi porta al 3-2 che risolve il match.

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