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Le pagelle di Napoli-Roma 3-3: ci pensa Leonardo

Balerdi entra alla Batistuta: trascina il gruppo e ribalta la sfida con due gol da bomber. Soulé è ispiratissimo fin dall’inizio e trova una perla per riaprire per il match. Molina con lo spirito giusto

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
25 Ottobre 2026 - 06:30

Forza e coraggio. Al Maradona la Roma mette in campo le sue qualità migliori e recupera una partita che sembrava persa due volte. A fare la differenza i gol degli argentini, ma la garra è di tutto il gruppo. Così si può arrivare lontano.

IL MIGLIORE - 8 BALERDI. Argentino lo è, l’iniziale del cognome combacia, i gol formato Bati pure. Di piede e di testa. Di mestiere fa il difensore, da bomber però è esplosivo. Ha personalità da vendere, classe e se inizia a pungere anche davanti, le cose si fanno interessanti. La firma sulla sfida è d’autore. Santo subito.

IL TECNICO - 7 GASPERINI. Carattere, voglia di imporsi e in ogni caso di non mollare mai. La squadra che sta forgiando non ha paura di nessuno ed è sempre viva. Guida galattica per romanisti

5,5 GOLLINI. Singolare serata la sua, sospesa fra errori marchiani (fra origine e conclusione del primo gol), veri e propri miracoli (due, prima dell’intervallo) e reattività a singhiozzo (sulla terza rete). Il bene e il male si compensano. Quasi.

6 MANCINI. Controlla Lang senza grandi apprensioni per buona parte del match, poi però poco prima di lasciare il campo è tardivo nell’uscita su McTominay.

6 NDICKA. Ingaggia con Hojlund un duello tutto fisico che fin dalle prime battute scatena scintille. Ai punti sarebbe un po’ per uno, ma per chi è abituato a dominare  senza soffrire è una novità. 

6,5 HERMOSO. Dalle sue parti si aggira un peperino come Politano, che ha un passo diverso. Mario però se la cava di mestiere e diventa l’uomo in più davanti quando c’è da premere dopo il primo svantaggio.

6 RENSCH. Comincia sovrapponendosi senza soste sulla corsia di destra, poi salva la porta di Gollini sulla linea. Ma forse per le energie spese in avvio finisce per tribolare più del dovuto, fino alla sostituzione.

7 DE ROON. Signori, giù il cappello. Altro che stanchezza, troppe gare consecutive, età avanzata. Marten più gioca più cresce: legge linee di passaggio come pochi altri, infonde personalità, sbaglia zero. E inveisce contro l’arbitro che gli sventola un giallo insensato. Gigante.

6 PISILLI. Non si risparmia, come da abitudine. Ma la lucidità lo assiste soltanto a sprazzi. Gasp ne scambia la posizione con Cristante per dare fastidio a de Bruyne, ma anche qualche metro più avanti è lontano dalla sua versione migliore.

5,5 WESLEY. Confusionario anche più che volenteroso, dimentica un po’ troppo spesso la precisione. E in occasione del raddoppio azzurro lascia incomprensibile spazio per il cross decisivo. Si rifarà presto.

6,5 CRISTANTE. Rientra dopo quattro gare d’assenza, benedetto dal suo mentore (e forse anche da chi lo ha sempre sottovalutato), con la fascia al braccio e il corpo sulla trequarti. Ed è proprio lui il più pericoloso nella prima parte, prima sfiorando  e poi colpendo il palo. Quando torna nei ranghi della mediana mostra la solita diligenza e utilità.

7,5 SOULÉ. Sarà che di fronte ha il tecnico che lo ha lanciato, sarà che si gioca nello stadio intitolato a chi ispira generazioni di argentini. Fatto sta che Mati è ispiratissimo: ribalta il campo con qualità, salta l’uomo, crea. Nel primo tempo gli manca solo il guizzo finale, che trova con un piccolo capolavoro riaprendo il match. Folgorante.

6,5 MALEN. Non la sua prestazione più brillante: divora un’occasione che in altri momenti avrebbe sfruttato a occhi chiusi, eppure fin quando resta in campo crea ansie ai napoletani. E soprattutto ispira il triangolo con Soulé che rimette la sfida in discussione.

7 MOLINA. Si sistema subito sulla sinistra e buca costantemente il fianco azzurro opposto. Fra dinamismo, esperienza, giocate di livello e grinta risulta un fattore determinante per la rimonta.

6 CASTRO. Distante dall’ultima gara.

S.V. MORA. Scampoli, senza incidere.

S.V. GHILARDI. Non corre pericoli.

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