AS Roma

Roma stanca, ci salvano Mora e Malen

Andiamo sotto con Nzola su rigore, ma subito la ribaltiamo con Lulli e Pisilli. Maldini fa pari, poi due guizzi

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
28 Ottobre 2026 - 06:00

Si segna a secchiate nel campionato italiano, ne fa 6 la Lazio nel pomeriggio a Sassuolo e resta in vetta alla classifica, rispondono con 4 reti la Roma e 3 il Como in serata, entrambi in rimonta, entrambi a dimostrare che stanno lì, pronti a lasciare il segno in questa serie A, oggi vedremo le risposte di Inter (a Venezia), Milan (col Bologna), Napoli (a Monza) e Juventus (in serata a casa De Rossi). Una Roma un po’ stanca ha fatto spaventare i soliti 60000 dell’Olimpico andando sotto col Cagliari dopo dieci minuti per un rigore concesso per un’ingenuità di Pisilli e trasformato da Nzola, ribaltandola in sette minuti grazie alle reti di Lulli su assist di Molina al 15’ edi Pisilli su assist di Lulli al 22’, e poi abbassando abbastanza evidentemente le linee nel secondo tempo, nonostante i cambi riparatori di Gasperini, fino a prendere il gol del pareggio di Daniel Maldini a nove minuti dalla fine. E quando la frittata sembrava pronta per essere servita, sono arrivati due guizzi finali a rimettere le cose a posto e i tre punti in classifica: al 40’ Mora ha tirato una bella capocciata all’incrocio dei pali su assist di Ghilardi, al 42’ Malen ha chiuso i conti su assist proprio del portoghese. Alla fine è stato 4-2, sesta vittoria su nove partite, miglior attacco con 23 gol (come l’Inter, che però gioca oggi), seconda miglior difesa con 8 gol.

Un po’ di sorprese si sono svelate al momento dell’ufficializzazione delle formazioni. Da una parte Gasperini che ha deciso di promuovere un certo turn over, tenendosi in panchina Wesley, Mora e Malen più gli acciaccati Hermoso e Balerdi per presentare una difesa con Mancini, Ndicka e Koulierakis, proponendo Lulli a destra e Molina a sinistra, con de Roon e Cristante nel mezzo, Soulé e Pisilli aperti sui due braccetti del Cagliari e con Castro su Yerri Mina. Dall’altra Pisacane che ha scelto di difendersi con più densità nel mezzo, presentano un 3421 solo teorico che poi in realtà è diventato un 541 molto difensivo, ma elastico e pronto alla transizione. Con il portoghese Zé Pedro e l’uruguaiano Juan Rodriguez ai lati del colombiano Mina, con Sugawara e Obert sulle fasce, Romano e Deiola in mediana, Fadera e Adopo più larghi dietro a Nzola. A dispetto della formazione largamente “innovativa”, la Roma si è immediatamente gettata negli spazi offensivi, alzando moltissimo Mancini come se fosse un trequartista a destra, lasciando il solo Ndicka in copertura su Nzola. Così la prima occasione è capitata proprio a Mancini, mandato nel cuore dell’area da Soulé, con il difensore che stavolta ha tentato la strada della gloria personale con un bel destro respinto di piede da Caprile. Ma al 6’ il Cagliari ha messo piede nella metà campo avversaria e ha capito che poteva trovare spazi inattesi, soprattutto con Fadera nella zona di Mancini, assai meno pronto in fase di copertura di quanto non avesse dimostrato attaccando: sul cross è stato bravo Koulierakis a respingere il tentativo di deviazione sottoporta di Nzola.

Ma sul corner, sfiorato ancora da Nzola, Pisilli è intervenuto in maniera scomposta facendosi beccare con il braccio innaturalmente largo a toccare il pallone. Rigore da Var, trasformato da Nzola, al 10’. Ma la Roma di questi tempi non si fa impressionare da certi inconvenienti, ed è ripartita immediatamente attaccando ancora con tanti uomini e all’improvviso, su un cross apparentemente innocuo di Molina, Lulli ha preso il tempo  a Obert e di testa ha beffato Caprile, 1-1. Sulle ali dell’entusiasmo ancora Lulli ha trovato da destra Castro in area a un passo dalla porta, ma il pallone gli è arrivato sul petto e l’argentino ha potuto solo deviare sul fondo. Poco male. Un’altra manciata di minuti (al 22’) e un’altra azione sulla destra, con Soulé a trovare Mancini tra le linee e Gianluca a servire sulla fascia Lulli, è sfociata poi in un cross perfetto nel cuore dell’area su cui è piombato Pisilli per il destro al volo del 2-1. Non paga, la Roma ha cercato subito il terzo gol, in particolare con una punizione di Soulé su punizione molto laterale, tolta da Caprile praticamente dalla porta. Poi ci ha provato ancora Pisilli con un destro deviato da Zé Pedro in corner. Ma qui si è praticamente esaurita la spinta offensiva della Roma e il Cagliari ha trovato coraggio nelle continue sgroppate sulla sinistra in combinazione tra Nzola e Fadera, con l’appoggio di Obert esterno e di Deiola interno, con le lacune evidenziate da Mancini nella marcatura del velocissimo gambiano in prestito dal Como. Al 34’ doppia occasione per i rossoblù: su una dormita romanista su fallo laterale, Fadera si è trovato un’autostrada a sinistra, sul cross basso arretrato Adopo ha potuto calciare di piatto cercando di cogliere in controtempo Gollini che però è stato bravissimo a scendere a terra e a respingere col braccione, e sul tap-in Nzola ha trovato Lulli a deviargli in corner il tentativo.

Al 37’ un colpo di testa ancora di Adopo è uscito fuori di poco, al 43’ Fadera è andato via ancora una volta con astuzia a Mancini (facendo infuriare Gasperini) e poi dal fondo ha trovato ancora Nzola che però ha calciato fuori.
Logico che Gasperini all’intervallo abbia provato a mettere mano alla squadra: ma un po’ a sorpresa ha cambiato la fascia sinistra, dentro Wesley, fuori Molina. E dopo un’azione in verticale di Castro che avrebbe potuto servire Wesley e non l’ha fatto, andando pigramente al tiro di destro, sono cominciati a risuonare dei campanelli d’allarme. Al 5’ Fadera in sovrapposizione ha ricevuto da Nzola, ma si è allungato il pallone quando era ormai vicino alla porta di Gollini, al 9’ de Roon e Cristante si sono ostacolati sulla trequarti e hanno favorito una conclusione di Deiola su cui Gollini è dovuto volare. Così Gasp è corso ai ripari, come sempre fa all’inizio della ripresa: all’11’ sono entrati due che erano stati dati per titolari alla vigilia, Mora e Malen, a rilevare de Roon e Castro, con Pisilli abbassato in mediana con Cristante e Soulé spostato curiosamente a sinistra, con Mora a destra, ognuno sul suo piede forte. Ma l’inerzia della partita non è cambiata e si è presto diffusa la sensazione che se la Roma non avesse segnato il terzo gol avrebbe corso il rischio di pareggiare o addirittura perdere partita e treno per i primi posti Al 16’ Nzola ha tenuto un pallone vivo e l’ha servito a Fadera che di destro ha impegnato ancora Gollini. Al 18’ Pisacane ha fatto rifiatare il suo centravanti sostituendolo con un clone più giovane, Mendy.

Al 20’ Wesley ha ricevuto da Soulé e ha servito in verticale Malen, sbagliando però di poco la misura dell’assist. Al 29’ si sono visti ulteriori segni di stanchezza nella Roma e una verticalizzazione di Rodriguez ha spaccato in due il dispositivo difensivo romanista, un po’ come aveva fatto Spinazzola a Napoli tre giorni prima, e anche stavolta, come al Maradona, Gollini si era opposto. Pisacane ha avvertito l’odore dell’impresa e ha giocato la mossa decisiva: in campo anche Maldini e Liteta, fuori Fadera e Deiola. E Gasp ha risposto con Rensch al posto di Lulli. Al 32’ una prima sliding door della serata: Koulierakis in una transizione offensiva ha servito Mora nello spazio che a sua volta ha fornito un delizioso assist per Malen che stranamente ha tirato male, masticando un po’ il pallone. Al 36’ la difesa romanista ha scricchiolato ancora per un grave errore in rifinitura di Pisilli (che continua ad alternare belle cose a sciocchezze troppo banali per non essere emendabili) che ha portato Maldini a contrattaccare rapidamente e a servire in profondità Mendy su cui Gollini ha salvato ancora. Niente ha potuto però una manciata di secondi dopo quando Rensch ha perso un contrasto con Obert liberandolo sulla trequarti, bella la verticale stavolta per Maldini che ha preso il tempo a Mancini e ha battuto Gollini inutilmente proteso.

Finita? Macché. Ghilardi ha preso il posto di Mancini e ha rinnovato la proposta offensiva da quella parte. E dopo un bel triangolo Mora-Soulé con tiro finale dell’argentino bloccato da Caprile, proprio da destra è arrivato il cross di Ghilardi per la bella capocciata di Mora. E subito dopo Malen ha chiuso i giochi sfruttando un assist dello stesso Mora, più a suo agio nella posizione di centrosinistra in cui Gasperini lo aveva spostato per l’ultimo quarto d’ora. Finale dedicato a Trepy, l’attaccante del Cagliari che aveva rischiato di morire la scorsa estate in una piscina e che ieri è tornato in campo e a una nuova vita e per poco non riusciva a bagnare il (ri)esordio con un gol: bravo ancora Gollini a respingere l’insidia.

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