Pagelle

Le pagelle di Milan-Roma: il dogma del Faraone

Elsha è la mossa vincente per arginare la fascia sinistra rossonera: sacrificio e qualità. Celik cancella Leao, Smalling guida la contraerea. Dybala esalta di nuovo le doti divine di Mancini

El Shaarawy in azione

El Shaarawy in azione (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
12 Aprile 2024 - 07:00

Immensa. La Roma sconfigge avversari, pronostici e tabù replicando il risultato del derby con uguale attenzione, tensione agonistica e interpreti. Contro una squadra però di ben altro livello, che la costringe a tenere ancora aperto il discorso qualificazione. Eppure il passo compiuto a San Siro resta importante.

IL MIGLIORE 8 EL SHAARAWY. La soluzione inattesa per disinnescare la corsia sinistra di spauracchi rossoneri arriva dal suo spostamento sul versante meno battuto. Lì si rivela generoso, impetuoso, aggressivo. Eppure l’intensità degna di un marcatore di professione non gli impedisce di rendersi pungente quando cerca Lukaku da ala pura o va direttamente a concludere. Più dogma che enigma quello del Faraone nostro: prima il collettivo.

IL TECNICO 8 DE ROSSI. Alla Scala del calcio dirige l’orchestra e impartisce lezioni per almeno un’ora: preparato e umile nell’adattarsi, geniale nell’intuizione di Elsha a destra. DDR comanda, Milano in panne.

7 SVILAR. Fino al finale la sua gara sembra una questione personale con Reijnders, che lo sollecita nel primo tempo, ripetendosi anche a inizio e metà ripresa: tutti tentativi neutralizzati. Reattivo sul tiro-cross di Adli con l’aiuto della traversa, che è benedetta agli sgoccioli su Giroud. Ma la fortuna aiuta i capaci, oltre che gli audaci.

7,5 CELIK. Esorcizza l’incubo Leao con sicurezza quasi sorprendente.  Concentrato e vigoroso, non lascia nemmeno le briciole al portoghese, facendolo uscire fra i fischi. Il Faraone gli dà una gran bella mano, ma Zeki è irreprensibile. Granturco.

7,5 SMALLING. Incarna la contraerea scelta da DDR per contrastare Giroud in quota. Il francese punge poco anche perché la Royal Air Force è tornata in grande spolvero.

8 MANCINI. L’onda lunga del derby non ha ancora esaurito la sua scia e lui la cavalca, vantando sicurezza da leader navigato. In più concede il bis, sempre di testa, sempre su corner della Joya. E la devozione cresce ancora: in Mancio we trust.

7,5 SPINAZZOLA. Annulla Pulisic tenendo bene la posizione. In più quando sale nella metà campo milanista dà sfoggio di qualche accelerazione degna dei bei tempi. Il malcapitato Calabria a stento riesce a prendergli la targa.

7 CRISTANTE. Altra gara di grande sostanza e abnegazione. Riceve a metà match un giallo che potrebbe condizionarne i contrasti, ma dosa bene gli interventi e puntella a dovere il centro-destra.

7,5 PAREDES. Agisce da volano davanti alla difesa, gestendo il primo possesso in uscita, quasi sempre con grande lucidità e col coraggio necessario ad aggirare il pressing milanista senza buttarla via. E quel 16 riprende linfa...

7 PELLEGRINI. Parte largo a sinistra nell’inedito 4-4-2. Aiuta moltissimo in fase difensiva, ma quando si affaccia nella zona più congeniale rischia di lasciare il segno. 

7,5 DYBALA. Nodale col suo palleggio di qualità nell’avvio di grande personalità della Roma. Va dove lo porta l’istinto, svariando da un lato all’altro del campo: punta, rifinitore, perfino regista basso,  alla ricerca degli spazi fra le linee. I tocchi sono sempre squisiti, ma il cioccolatino vero è il replay della combinazione vincente del derby con Mancio. Angolo e palla in buca 

7 LUKAKU. Ottimo nel gioco di sponde e nella difesa del pallone, anche lontano dalla porta. Vicino alla linea di quella di Svilar invece ribatte due tentativi di Giroud. Giganteggiando da un’area all’altra.

S.V. ABRAHAM. Altri minuti nelle gambe, fra impegno encomiabile, inconfondibile mimica e un mezzo rischio in area propria.

S.V. AOUAR. Concede la passerella d’onore a Pellegrini a un attimo dal 90’, toccando pochi palloni.

S.V. BOVE. Si sbatte per tamponare ovunque si affaccino milanisti.

S.V. LLORENTE. Dentro nel sofferto recupero, conquista la punizione che mette fine ai giochi.

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