Pagelle

Le pagelle di Roma-Torino: è una Joya infinita

Dybala sparge il campo di preziosismi tecnici, regalando gemme che indirizzano la sfida. Lukaku si mette al suo servizio e gli serve l’assist del tris. Smalling, il ritorno da titolare incoraggia

L'esultanza di Dybala contro il Torino

L'esultanza di Dybala contro il Torino (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
27 Febbraio 2024 - 07:00

Uno e trino. Nel giorno in cui la Roma stenta a brillare - anche fisiologicamente dopo la coppa - ci pensa il suo fuoriclasse a risolvere una gara più che complessa. La tripletta di Dybala regala un’altra vittoria e mantiene viva la corsa Champions. Adesso l’imperativo è non fermarsi.

IL MIGLIORE 9 DYBALA. Signori, tutti in piedi per Sua Maestà. Ricci e Masina provano a tirarlo giù per manifesta inferiorità, ma resiste e offre prove dell’esistenza divina sciorinando tutto lo scibile calcistico. Rigore, diamante da 30 metri e delizia da angolo impossibile. Per tutti ma non per lui. Non pago, dopo la tripletta per poco non serve a Bove un assist fantasmagorico in spaccata. Gemme di Joya. Trilogy.

IL TECNICO 6,5 DE ROSSI. Il 352 iniziale stupisce, ma il risultato gli dà ragione. Certo, grazie al più puro dei campioni, che però non tutti avrebbero schierato dal 1’ dopo le fatiche di coppa. Onore al merito.

6,5 SVILAR. Smaltiti i furori europei, si presenta in campo con quel pizzico di sicurezza in più del dovuto e per poco non la combina grossa coi piedi. Può poco sul primo gol e subito deve distendersi su Vlasic: non bella ma efficace la respinta. E a inizio ripresa copre il suo palo sul diagonale di Lazaro, poi però lo beffa il fuoco amico.

6 MANCINI. Fa da scudiero al redivivo Chris, coprendogli il fianco sinistro dalle incursioni avversarie. Zapata  lo sovrasta in elevazione e quella anche se dolorosa resta la più evidente sbavatura del suo match.

6,5 SMALLING. Il suo impiego in parte annunciato rende meno sorprendente il ritorno alla linea a tre. L’inizio è incoraggiante con un’uscita dal basso in cui sembra tornare a dettare legge lì dietro. Poi si limita all’ordinaria amministrazione, ma a sei mesi dall’ultima da titolare è già tanto.

6,5 NDICKA. Il buon finale nella sfida di coppa lo proietta in campo dal 1’: gioca d’anticipo riuscendo a essere sempre pulito, eppure poco prima dell’intervallo rimedia il giallo. Ma regge e prosegue sicuro. Brividi finali quando si tocca il flessore, ma sono soltanto crampi.

5,5 KRISTENSEN. Parte altissimo, proprio come Karsdorp contro il Feyenoord. Come il collega di fascia rivela presto di non avere grande confidenza con le scelte più sagge nella metà campo  avversaria e ancora meno con la porta, che riesce a mancare anche se spalancata: sceglie il mancino e spedisce sul palo. Dietro tiene, senza toccare picchi né fondi.

6 CRISTANTE. Correo di Mancio sul gol del pari momentaneo, si rimbocca però le maniche e tampona con vigore. Nel finale si veste anche da regista. Ordinato, senza eccessi.

6 PAREDES. Ha speso molto in coppa e si vede: mantiene la lucidità, senza però strafare. Fino al cambio.

6 PELLEGRINI. La brillantezza è rimasta al giovedì europeo, ma ha l’umiltà per capirlo e dedicarsi al lavoro oscuro. Ripiega fino alla propria area e in più di un’occasione si rivela provvidenziale.

5,5 ANGELIÑO. Si propone davanti e quando crossa si vede che sa cosa fa e come farlo, ma prima tiene in gioco e poi viene aggirato con troppa facilità da Bellanova sul cross che origina il pari granata.

6,5 AZMOUN. Di nuovo titolare ma nel ruolo più congeniale, si spende fin dall’inizio offrendo a Kristensen un cioccolatino che però il compagno non scarta. Va a prendersi il rigore e continua a lottare. Magnanimo.

6 SPINAZZOLA. Quando si aprono gli spazi, fa intravedere una turbina ancora attiva a dispetto delle più recenti apparenze. In fiducia.

6 BOVE. Entra a spaccare legna.

6,5 LUKAKU. Gioca di sponda con Paulo e propizia il tris del compagno grazie a un assist col contagiri. Poi va anche in soccorso della difesa. Al servizio degli altri.

6 HUIJSEN. Entra e devia alle spalle di Svilar. Sfortunato più che reo.

S.V. SANCHES. Ultimi minuti, incoraggianti più che altro per la ricomparsa dopo tanto, troppo.

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