Nessuna stecca, l'orchestra romanista si adegua alle serate canterine del paese e intona una marcia che solo il nome dell'avversario impedisce di definire trionfale. Ma è una buona (ri)partenza.

IL MIGLIORE: 7,5 DZEKO - Sente l'odore del gol quando, al 18', arpiona quel pallone dentro l'area molto defilato sulla destra, se l'aggiusta e fa secco Sorrentino di sinistro. Sono i suoi gol, quelli più complicati. Poi per tutto il primo tempo si mette a fare il regista, dettando i tempi di ogni transizione. È il suo scarico immediato sulla corsa di Kolarov in apertura di ripresa che rende letale la ripartenza romanista e chiude la serata. Poi è accademia, come quel terrificante sinistro che quasi spezza la traversa di Sorrentino, o l'assist per il palo del Faraone.

7 MIRANTE - Nulla toglie il fatto che l'eventuale gol dell'1-2 sarebbe passato al vaglio del Var (e magari annullato) al miracolo che ha compiuto al 33' su Djordjevic, volando a chiudere le intenzioni prima della traiettoria dell'ex laziale. Poi tutta una serie di interventi precisi che hanno dato sicurezza anche nei venti minuti lasciati al Chievo.

6,5 KARSDORP - Svolge il compito con l'ormai consueta sicurezza e si mette in luce per velocissimi recuperi di posizione. Deve migliorare sulle palle alte.

6,5 FAZIO - Non va in difficoltà nel modesto forcing veronese e non retrocede di un centimetro nel secondo tempo quando c'è da mettere in fuorigioco gli avversari. Lo fa solo nella più grossa occasione lasciata a Djordjevic nel primo, ma è un atto di gentilezza per Mirante, che altrimenti non si prenderebbe la vetrina.

6,5 MARCANO - Lascia spazio in un'occasione a Stepinski, ma è l'unica incertezza della partita. Provvidenziali i recuperi su Barba e ancora sul polacco quando la pressione veronese è salita.

7 KOLAROV - Inizia lento, come se accusasse fatica e polemiche dell'ultimo periodo, poi carbura e finisce in crescendo, con un gol d'autore che merita un inchino. Il nostro.

6,5 CRISTANTE - Si becca un'ammozione per una sbracciata involontaria e un po' ne finisce condizionato.

6,5 NZONZI - In cabina di regia al posto di De Rossi non lo fa rimpiangere. Gioca pulito e non sbaglia quasi niente.

6 ZANIOLO - Un po' meno incisivo del solito, forse per il giallo repentino con la velenosa minaccia dell'arbitro Abisso: «E calma, perché ti mando fuori». Così piano piano si spegne e a mandarlo fuori è Di Francesco.

6,5 SCHICK -Nel primo tempo si fa apprezzare per un raffinato colpo di tacco e per la dedizione da operaio con cui collabora con Karsdorp alla tenuta della fascia destra. Poi gestisce il fiato.

7 EL SHAARAWY - Il migliore nel primo tempo, intanto per il gol che spacca la partita (un deja-vu, al Bentegodi), e poi per l'applicazione quasi studentesca al ruolo che lo porta pure a colpire un palo. Poi lascia la palma a Dzeko.

6,5 FLORENZI - Entra a cose fatte, ma non abbassa il ritmo, tutt'altro.

s.v. DE ROSSI - Un quarto d'ora in campo, giusto per tenersi acceso.

s.v. KLUIVERT - 5 minuti, buoni per sprecare una ripartenza.