C'è un dato che spiega meglio di ogni valutazione (neutra o tifosa che sia) gli stenti della Roma nel girone d'andata appena trascorso. I giocatori che hanno riportato una valutazione media sufficiente, in riferimento alle pagelle degli inviati del Romanista nelle 19 partite disputate, sono stati appena nove su ventitrè, e il numero scende addirittura a cinque se consideriamo in classifica solo quelli che hanno preso il voto (giocando quindi almeno uno spezzone significativo) in almeno 10 gare. Tanto per fare un raffronto, lo scorso anno i giocatori mediamente sopra la sufficienza al giro di boa furono 18 su 21.

I top, si fa per dire, della squadra giallorossa di questa stagione sono stati Zaniolo (in assoluto, ma con sole 8 presenze) e Florenzi, al secondo posto generale, il primo tra i più presenti. L'esordiente trequartista ha avuto una valutazione media del 6,5, con una sola insufficienza (a Cagliari), il terzino (impiegato due volte esterno alto, con Lazio e Inter, e due volte "quinto" a tutta fascia, con Genoa e Juventus) è arrivato invece a 6,31, con quattro insufficienze. Dietro di loro Olsen (due bocciature, a Bologna e col Genoa) e De Rossi (fermo a nove presenze, di cui due insufficienti), entrambi con 6,27. Chiudono la (breve) graduatoria dei promossi Lorenzo Pellegrini (6,22, con tre insufficienze alle prime tre uscite e poi solo ottime prestazioni, dopo il cambio ruolo e la svolta del gol di tacco al derby), poi Manolas (6,12) e El Shaarawy (6,09) e due poco impiegati, con una media del 6 esatto: Santon e Perotti. Lo scorso anno nove sono stati addirittura quelli che non sono scesi con le medie voto sotto il 6,5 (Kolarov, con 6,84, e poi Dzeko, Lorenzo Pellegrini, Fazio, Gerson, Nainggolan, Florenzi, Karsdorp e Gonalons) e gli altri sufficienti furono El Shaarawy, Manolas, Alisson (fermo a un mesto 6,38...), Perotti, Peres, De Rossi, Strootman, Juan Jesus e persino Moreno. Tre furono i bocciati dopo l'andata: Under, Defrel e Schick. Quest'anno a non arrivare alla sufficienza sono stati la maggior parte dei calciatori giallorossi: si va dal 5,94 di Kluivert al pessimo 5 di Mirante (una sola gara, coinvolto nel naufragio di Udine), passando da tre nuovi innesti (Kluivert, Nzonzi e Cristante) e tre "vecchi" quest'anno mai brillanti con continuità (Juan Jesus, Ünder e Dzeko) e poi ancora Karsdorp, Pastore, Fazio (con 5,56 il peggiore tra i più utilizzati), Schick, Luca Pellegrini e Marcano.

Assai pochi gli elementi per consolarsi. Si potrebbe dire che la vera crisi l'anno scorso sarebbe arrivata tra gennaio e febbraio e quest'anno invece l'onda anomala ha fatto già i suoi danni, oppure consolarsi pensando a quel povero 6,38 di Alisson (che poi diventerà un gigante del rendimento), così vicino al 6,27 di Olsen, o magari riflettere sull'insufficienza di inizio stagione di Cengiz che poi un anno fa col passare del tempo è diventato un protagonista assoluto. O, infine, pensare che le ultime gare giocate nell'anno solare (a differenza di quello che avvenne a fine 2017) autorizzano un certo ottimismo per i meccanismi tattici finalmente acquisiti e per il progressivo svuotamento dell'infermeria. Ma resterebbero magre consolazioni. L'unica certezza al momento è che le prime diciannove partite della Roma 2018/19 (otto vittorie, sei pareggi e ben cinque sconfitte) non sono state all'altezza delle aspettative.

Facendo infine riferimento ai dati del minutaggio, emerge la formazione titolare fin qui più utilizzata da Di Francesco. Con ovviamente Olsen in porta, la linea a quattro composta da Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov, a centrocampo Cristante e Nzonzi, a trequarti Ünder, Lorenzo Pellegrini e El Shaarawy, davanti Dzeko. L'assenza più grave resta quella di De Rossi: appena 670 minuti per lui, lo scorso anno furono 1137. Manca.