Inutile per la classifica: così era stata dipinta la gara. Eppure sarebbe stata utile - e tanto - per ritrovare autostima, atteggiamento giusto e vittoria, che ormai sta diventando frequente come la neve in estate. Senza nerbo, senza idee. Ma quello che più preoccupa: senz'anima.

IL MIGLIORE - CRISTANTE 6: Da quando ha trovato il ritmo giusto è sempre fra i migliori. O perlomeno fra i meno peggio, che con questi chiari di luna è già qualcosa. Dopo le difficoltà iniziali, comincia a essere padrone della zona a protezione della difesa: sacrificandosi tanto, correndo bene, coprendo di più. E aggiungendo anche qualche giocata, come un cambio di gioco di 50 metri che manda Kluivert verso la porta. Alla fine evoca un Alleluja: non per il cognome, ma per un tiro in porta. Almeno lui ci prova.

5,5 MIRANTE: Debutta in Champions a 35 anni suonati e lo fa nella sera peggiore, che certifica il mortificante stato attuale della Roma.

4 SANTON: Dov'è finito il terzino che a inizio stagione aveva zittito tutti coloro che lo avevano bocciato a priori? I due gol arrivano dal suo lato: sembra inghiottito anche lui dal momento deprimente.

5 MANOLAS: Svanito lo sguardo spiritato dei giorni migliori, la sua espressione è tutto un programma: quello di chi attende come inesorabili gli attacchi concentrici. Sapendo di andare incontro a figuracce.

4 MARCANO: Sarà quantomeno sfortunato se nelle rare occasioni in cui viene schierato dall'inizio i punti latitano. Poi se ci mette anche qualcosa di suo, il disastro è completo. Nei duelli "uno contro uno" sfiora l'imbarazzante.

5,5 KOLAROV: Uno dei pochi che appaiono ancora non evaporati. Inizia nel consueto ruolo di esterno, termina da mediano con l'uscita dal campo di Nzonzi. Sempre in partita (ammesso che quella vista a Plzen si possa definire tale), a differenza della maggior parte dei compagni.

5,5 NZONZI: Da una sua apertura nasce l'azione del pari momentaneo. I ritmi continuano a essere sincopati, ma almeno non si estranea dal gioco. In giornate così cupe diventa un lumicino a cui aggrapparsi.

6 ÜNDER: Un suo colpo di biliardo dal limite regala l'illusione della partita raddrizzata. Che però dura soltanto cinque minuti.

4,5 PASTORE: Non comincia una gara ufficiale da due mesi e mezzo. E si vede. Il fantasma del giocatore che ha incantato Palermo e Parigi, regalando all'inizio anche a Roma qualche lampo della sua classe. Ma in queste condizioni è francamente impresentabile.

5 KLUIVERT: Si muove tanto il trottolino olandese. Ma spesso va a vuoto, intestardendosi con la palla fra i piedi in inutili personalismi.

4 SCHICK: Sostituire Dzeko è un compito ingrato, ma lui pare mettersi d'impegno per accrescere i rimpianti. Ancora una volta impalpabile, perfino davanti la sua gente. E ormai le occasioni sprecate sono davvero troppe.

5 ZANIOLO: Entra con voglia di spaccare tutto, ma contribuisce alla confusione generale.

5 FLORENZI: Venti minuti di sofferenza.

3 LU. PELLEGRINI: In campo nel finale, riesce a confezionare l'ennesimo "capolavoro": due falli da giallo e sotto la doccia già nel recupero