L'ex tecnico di Romano: "Può diventare grande da mediano. Lo vedo al posto di Xhaka"
Parla Vittorio Caruso a Il Romanista: "Ho lavorato con lui al Winterthur, si adatta subito al suo allenatore". Intanto il centrocampista svizzero si avvicina allo Spezia
(GETTY IMAGES)
A due anni e poco più di distanza dall'ultima volta, un ragazzo del settore giovanile torna a gioire per il debutto con la Roma. 14 dicembre 2023, Mattia Mannini; 6 gennaio 2026, Alessandro Romano: è un altro classe 2006 il prescelto di Gasperini, inserito all'86' della gara in casa del Lecce per sostituire l'infortunato Dovbyk. Pochi tempo, inversamente proporzionale alla gioia. E mentre il centrocampista si avvicina al prestito allo Spezia, dove potrà accumulare minuti ed esperienza, il suo ex tecnico al Winterthur, Vittorio Caruso, si è espresso a Il Romanista riguardo le potenzialità del ragazzo.
Per quanto tempo ha lavorato con Romano? In quale ruolo lo ha impiegato durante il suo percorso e che cosa ha visto in lui?
"Ho lavorato con lui per due anni nella squadra Under 18 dell'FC Winterthur. L'ho schierato principalmente come 10, ma anche come mezzala e talvolta mediano. Già allora aveva un piede sinistro incredibilmente forte. Era evidente che sapesse leggere molto bene il gioco e quindi conquistava molti palloni. Grazie a queste capacità, era in grado di aprire per i compagni con i suoi ottimi passaggi diagonali e di avviare rapidi contropiedi. Già da giovanissimo, si distingueva nei calci piazzati, che eseguiva sempre molto bene. Direi che il 90-95% dei suoi calci piazzati erano eccellenti, che si trattasse di calci d'angolo, calci di punizione o rigori".
Che rapporto avete? Ricorda qualche aneddoto di campo particolare legato a lui?
"Ho un ottimo rapporto con lui. Ci sentiamo spesso, anche se principalmente tramite WhatsApp. Ma tengo sempre d'occhio Alessandro, sia quando gioca con la Roma, sia quando lo fa con le giovanili della Svizzera. E gli scrivo spesso dopo le partite. Ricordo che una volta doveva calciare un calcio d'angolo. Ha approfittato della bassa statura del portiere e ha tirato la palla direttamente sopra di lui, mandandola in rete. Fantastico!".
Quanto sposta in termini di carattere e leadership all’interno dello spogliatoio un ragazzo come lui?
"All'inizio, essendo il più giovane, ha avuto qualche difficoltà a mettersi in luce, dato che nell'Under 18 del Winterthur avevamo già un livello piuttosto alto. I giocatori più grandi spesso non volevano o non potevano sostenerlo, ma lui aveva già allora la classe per superare i suoi compagni di squadra e aiutarli a migliorare. Più il campionato andava avanti, più riusciva a lasciare il segno e a portare punti alla squadra. Poi i suoi compagni di squadra hanno iniziato a sostenerlo sempre di più. Ovviamente, ha sempre avuto bisogno del mio sostegno e della mia fiducia in lui per poter mostrare appieno la sua classe calcistica. In quel momento è stato positivo anche il fatto che suo fratello maggiore, Luca, giocasse nella stessa squadra. In questo modo ha avuto un importante sostegno anche in campo. Alessandro ha reso la squadra più versatile e i compagni hanno capito quanto fosse prezioso per loro".
Quale pensa che sia il ruolo adatto a lui nel calcio dei grandi?
"Penso che farà una grande carriera come centrocampista difensivo, come mediano, non appena avrà preso il ritmo. Ed è molto bravo nell'impostazione del gioco. Per questo credo che in futuro sarà un giocatore molto prezioso per la Roma, qualora dovesse restare o, comunque, la Roma volesse valorizzarlo".
Vede nell’imminente trasferimento allo Spezia un’opportunità per crescere? O pensa che restare con Gasperini alla Roma possa essere la scelta giusta?
"Credo che al momento stia meglio con Gasperini. Se potrà allenarsi ogni giorno con professionisti di alto livello e giocare più minuti, presto avrà un ruolo più importante. Per come conosco Alessandro, si adatta molto rapidamente ed è in grado di mettere in pratica subito le idee dell'allenatore che ha di fronte".
Può diventare un punto fermo della Svizzera?
"Lo è già, in U20. Se la Roma ripone fiducia in lui e crede nelle sue capacità, tra qualche anno potrà addirittura sostituire Granit Xhaka. Ma se l'Italia non trovasse giocatori ancora migliori, dovrebbe inserirlo nella sua nazionale".
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