ESCLUSIVA - Diawara: "Con Gasperini una difesa al top. E Cristante può esprimersi al meglio"
Il doppio ex del big match a Il Romanista: "La mentalità di Mourinho resta dentro. Koné mi somiglia per caratteristiche tecniche, Bryan sempre uno dei primi a Trigoria"
(GETTY IMAGES)
San Marino, Bologna, poi Napoli e, nel 2019, Roma. Quindi, 66 presenze e 2 gol. Più una Conference League. Oggi, a tre anni di distanza dall'addio, Amadou Diawara gioca al Leganes e si gode la sua avventura in Segunda Division. Ventotto primavere e ancora tanto da dimostrare, con ricordi indelebili nel cuore e nella testa: quelli giallorossi. È lui uno dei tanti doppi ex di Roma-Napoli. E a Il Romanista si è raccontato, dando spazio alle sue emozioni.
Come sta, innanzitutto?
"Sto bene, grazie. Quest’anno sono al Leganes e mi sto trovando molto bene dopo un paio di anni un po’ particolari".
Lei è uno dei doppi ex di Roma-Napoli. Sta seguendo la Serie A? Che cosa pensa delle due squadre?
"Seguo sempre con molto interesse il campionato italiano, Roma e Napoli sono due grandi squadre che stanno facendo bene. La Roma attualmente è prima in classifica ed è in un ottimo momento, ma la stagione è ancora lunga".
C'è un giocatore della Roma che la sta colpendo?
"In realtà mi sta colpendo tutta la squadra, in particolare la difesa: sta facendo un ottimo lavoro".
Un infortunio complicò il suo percorso in giallorosso. Pensa che la sua avventura nella Capitale avrebbe potuto essere diversa senza i problemi fisici?
"Mi sarebbe piaciuto avere una storia diversa con la Roma, ma il calcio è questo. Da professionista occorre fare delle scelte e accettare anche il cambiamento. Non è stato semplice lasciare una città come Roma, i tifosi, l’ambiente e gli amici che avevo lì".
A un certo punto, nel 2020, si parlò anche del 'Caso Diawara'.
"Quello è stato un episodio spiacevole, ma sicuramente non avevo nessuna colpa. Io sono un calciatore, non spettava a me occuparmi di questi aspetti (l'inserimento nelle liste della Serie A, ndr), avrebbero dovuto provvedere gli addetti ai lavori. Io non avrei potuto saperlo".
Tre anni e un trofeo. Che stagione fu quella della Conference?
"Quando si vince è sempre una bella emozione, soprattutto in una città come Roma dove si vive il calcio in modo così passionale. È stato un momento molto emozionante per me, soprattutto perché l'ho vissuto in una piazza come Roma, che merita gioie di questo tipo".
C'era Mourinho in panchina. Che rapporto aveva con lui?
"Io con Mourinho avevo un ottimo rapporto, anche se le mie poche presenze potevano dare adito ad altri pensieri. Penso che sia stato e che sia un grande allenatore; io da professionista ho sempre accettato le scelte dei miei tecnici. Sicuramente la sua mentalità vincente e la sua attenzione per l’uomo prima che per il calciatore sono cose che restano dentro…".
Di quella Roma, oggi sono rimasti Mancini, Cristante, Pellegrini ed El Shaarawy.
"Ho tanti ricordi con i miei ex compagni, sono tutti professionisti seri, che danno in ogni partita e in ogni allenamento il massimo senza risparmiarsi mai".
Ha spesso condiviso il campo con Bryan. Come giudica la sua evoluzione?
"Cristante ha avuto una crescita costante negli anni e sicuramente Gasperini è l’allenatore con cui può esprimersi ancora meglio. Ricordo che Bryan era sempre uno dei primi ad arrivare al centro sportivo: è sempre stato un professionista esemplare".
C'è un centrocampista, tra quelli della Roma, in cui si rivede?
"Oggi a centrocampo la Roma ha tutti bravi giocatori. Non so chi potrebbe somigliarmi per caratteristiche tecniche, forse Koné: è forte nei contrasti, recupera palloni, ha qualità tecniche e forza fisica".
Un pronostico per Roma-Napoli?
"Secondo me sarà una partita molto equilibrata, dove il piccolo dettaglio potrebbe fare la differenza".
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