AS Roma

Totti: "Dybala non ha il fisico per fare la punta. De Rossi? È teso!"

Le parole dell'eterno Capitano della Roma a Dazn: "Ancora non vedo la vera squadra di Gasperini, ma si può migliorare. Parlerò con Spalletti di ciò che è successo"

(Valerio Spano)

PUBBLICATO DA La Redazione
29 Novembre 2025 - 09:41

Francesco Totti ha preso parte al nuovo format "Legends Road" di Dazn. Ecco le parole dell'eterno Capitano giallorosso, intervistato da Pierluigi Pardo.

Ora che abiti in questa zona, vedi continuamente l'Olimpico.

"Sì, vengo anche a correre qui, ogni tanto".

Ma è possibile farlo in pace?

"No... Devo farlo la mattina presto o la sera, quando è più buio".

Quando sei andato l'ultima volta allo stadio?

"A vedere la Roma penso quasi tre anni fa. Un po' mi manca, ma ora ci ritorno. Per la gente. Io mi identifico in loro".

Ci andresti coi baffi finti in Curva Sud?

"No, se devo andare, vado così. Senza travestirmi. Sarebbe quasi impossibile... Ma se dovessi pensarci e convincermi, ci andrei".

Avreste potuto vincere lo Scudetto prima, vincendo col Napoli...

"Sì. Conoscendo Napoli e il modo in cui vive il calcio, non era semplice. Io la paragono a Roma. Era impensabile che potesse retrocedere, ma quell'anno ci furono tanti problemi. Avevamo però il match point all'Olimpico: era destino! Bisognava finire così".

Nel 2009 facesti anche una doppietta contro il Napoli.

"Lì sono come a Roma e hanno da sempre un debole per me. La Roma è avversaria, ma mi hanno acclamato sempre".

Hai conosciuto Maradona...

"L'ho conosciuto, ci ho cenato insieme. Una persona straordinaria, per me è il calcio. Ho un debole per lui. Mi diceva sempre che ero il calciatore italiano più forte di sempre: quella frase mi è rimasta dentro, perché detta da lui ha un altro valore".

Qualcosa in comune c'è. Lui anche non poteva circolare per Napoli.

"Non penso che sia simile, ma la vita privata, per entrambi, è stata pesante. Non si può neanche fare una passeggiata. Fa piacere, ma alcune volte piacerebbe stare per conto proprio. E non è fattibile".

Ai semafori c'è qualcuno che si ferma, ti nota e si commuove?

"Sì. Pensa, mi è capitato un aneddoto qualche mesetto fa. Mi fermo al rosso e un signore, dallo specchietto, guarda dietro e mi riconosce. Io abbasso la testa. Scatta il verde, lo supero e lui mi dice: 'Guarda che t'ho visto, Capita'!'. A un altro semaforo si accosta e vedo che piange a dirotto. 'Tu non sai che cosa mi hai dato in 25 anni', mi dice. E io: 'Ti ringrazio'. Lui risponde: 'Io faccio l'abbonamento ogni anno. Anche quando giocavi! Lo faccio dal 2017 in Tevere, da quando hai smesso. Perché spero che tu faccia le scalette e arrivi lì. Tutte le domeniche. Io vedo il calcio d'inizio e me ne vado. Lo faccio solo per te'". 

Sulla Roma di Gasperini?

"Bene, bene, ma anche se io ancora non vedo la Roma di Gasp, per quello che ho visto a Bergamo, diciamo. Si può migliorare ancora, per quello c'è Gasperini. Può migliorare, però se migliorando poi può peggiorare, è meglio non farlo. È meglio che continua così, perché alla fine poi tanto contano i risultati".

Senti, c'è tutto questo tema del centravanti. Non è che ti va di andare a fare il falso 9? Dybala, per esempio, è uno che può avere il tipo di svolta che hai fatto tu per una punta?

"No, perché non ha le caratteristiche per farlo, non c'è il fisico. Per me lui può giocare un po' esterno con le due mezze punte. Cioè, parere mio poi, ognuno... Diciamo che siamo due giocatori totalmente diversi, poi tecnicamente uno può piacere di più, uno di meno, però alla fine siamo totalmente diversi".

Sulla fascia da capitano. 

"Non ne ho più, le ho finite. Il capitano ha una responsabilità diversa sia in campo che fuori ma fortunatamente avevo la possibilità di conoscere Roma, Trigoria e dintorni. Ero diverso dagli altri anche in campo. Salire le scale dell'Olimpico non è facile. C'è chi le sale tranquillamente e chi meno".

Sei geloso del numero 10 della Roma?

"No, non sono geloso. È un numero diverso da tutti gli altri. Va portato con talento, forza, determinazione, la testa giusta. È difficile che a Roma qualcun altro possa rimettersi quel numero. È giusto che i bambini possano sognare di indossarlo. Quando sarà il momento, il prima possibile, spero ci sarà qualcuno che lo possa prendere ma è difficile".

Lo hai sentito De Rossi? Come sta?

"È teso, agitato. Ha questa voglia di esprimersi come allenatore. Gli è sempre piaciuto e lo ha fatto vedere. Credo che con il tempo riuscirà a far vedere le proprie qualità, i propri pensieri".

Su questo siete diversi. Tu non hai questo fuoco dentro che ti spinge a fare l'allenatore.

"Abbiamo caratteri diversi. Io sono abbastanza buono, timido, riservato mentre lui è più espansivo. È uno senza pensieri e se ti deve dire una cosa te la dice senza problemi. Io invece cerco di aspettare e di dirtela in un altro modo. Lui ha questo obiettivo io invece avrei difficoltà anche perché so che dall'altra parte ci sono 20 giocatori che quando ti si mettono contro è un problema".

Quante volte avete girato la pubblicità con Spalletti? "Quasi buona la prima". Com'è andata quella storia?

"Ci siamo riavvicinati tramite il Bambin Gesù quando siamo andati a trovare i bambini. Lì non ho potuto dire di no. Ho accantonato tutto quello che era successo tra di noi perché l'obiettivo di quella giornata era un altro. Non abbiamo mai parlato di quello che è successo ma sicuramente ci sarà occasione perché ci voglio tornare sopra. Voglio sapere come sono andate le cose".

C'è qualcosa che non ti quadra.

"Qualcosa è successo e a me è dispiaciuto anche per il rapporto che avevo con lui".

Come lo vedi alla Juventus?

"Non me lo aspettavo ma lo vedo bene. È un allenatore che può far bene".

Qual è la sua qualità più grande?

"Come mette in campo la squadra, come ti fa giocare in tranquillità e serenità. Sai trovare sempre la soluzione".

Chivu sta facendo molto bene all'Inter.

"È un ragazzo eccezionale. Quando è venuto a Roma ci frequentavamo spesso anche fuori dal campo. È umile, ha tanti valori. Trasmette serenità e tranquillità. Lui aveva già l'obiettivo di fare l'allenatore".

Fra un anno compirai 50 anni. Sei pronto?

"No, è pesante. Mi sembra quasi finito tutto, almeno mentalmente. Hai altre responsabilità, pensieri. Poi dopo i 50 anni sei in discesa. Il giro di boa lo hai fatto".

C'è un'altra città dove ti piacerebbe vivere?

"Madrid. Mi è sempre piaciuta".

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