«Adrenalina che mancava da troppo». Ha scelto queste parole Andrea Palermo, presidente del Roma Club Bergamo, per descrivere la trasferta fatta da lui e una piccola delegazione del suo gruppo al Mapei Stadium il 30 maggio scorso per la finale di Coppa Italia Femminile tra Milan e Roma. C'erano anche loro tra i circa 1.400 presenti che hanno assistito alla conquista del primo titolo nella storia delle giallorosse. C'erano anche loro tra i pochi fortunati romanisti che hanno potuto di nuovo sostenere i colori giallorossi da vicino, dopo la lunga (e sentitissima) assenza dovuta alle conseguenze della pandemia da coronavirus. Da quando Il Romanista ha anticipato che la Figc avrebbe aperto al pubblico, si sono attivati sin da subito per prendere un biglietto.

Qual è stata la vostra reazione quando la gara è stata aperta al pubblico?
«Onestamente appena l'ho letto sono saltato sulla sedia, proprio non me l'aspettavo. Poi è iniziato subito un frenetico "tam tam" di messaggi per vedere chi fosse disponibile. Abbiamo risposto a una mail dell'Associazione Italiana Roma Club per dire che riuscivamo a essere in quattro e non appena è stato possibile prendere i biglietti sul sito della Roma lo abbiamo fatto».

Ed è subito routine da trasferta.
«Un'emozione unica. È una cosa che siamo sempre stati abituati a fare, poi improvvisamente non è stata possibile per un lungo periodo. Questa traferta è stata come una boccata d'aria con cui abbiamo potuto ricominciare a fare quello che facevamo normalmente un anno e mezzo prima. Come ogni volta, ci siamo incontrati prima in sede, abbiamo preparato il necessario e dopo le foto e aver bevuto la classica birra tutti insieme siamo partiti per Reggio Emilia».

L'avvicinamento alla partita?
«Eravamo su di giri e siamo stati fortunati anche perché c'era il sole. Il viaggio e le procedure di sicurezza anti-Covid sono anche durate meno del previsto e devo dire che è stata una trasferta un po' diversa dal solito».

Perché?
«Abbiamo vissuto lo stadio in una forma completamente diversa rispetto a quando andiamo in trasferta per la squadra maschile. Di solito si arriva al parcheggio, si entra nel settore ospiti e finita la partita si fa il percorso inverso e si torna a casa. Lì invece abbiamo avuto più libertà di movimento e abbiamo potuto ingannare l'attesa nei pressi dello stadio prima di entrare incontrando anche alcuni membri degli altri Roma Club presenti. Tutto molto bello, anche se una nota negativa, se così possiamo chiamarla, purtroppo c'è stata».

Quale?
«Non ci è stato permesso di portare dentro il nostro classico striscione con scritto "Roma Club Bergamo" e le due aste per tenerlo. Non ce lo hanno fatto aprire per vedere la scritta, cosa che normalmente fanno. Erano vietate anche le bandiere, anche se poi in realtà dentro qualcuno con lo striscione c'era lo stesso. È un peccato perché era l'opportunità giusta per "colorare il settore", come si dice. Però credo sia stata veramente l'unica ombra di una serata spettacolare. Con il vice-presidente del club teniamo una classifica delle migliori trasferte e questa va diretta tra le prime tre».

Come avete vissuto la partita? L'atmosfera com'era?
«L'abbiamo vissuta con lo stesso pathos di qualsiasi altra trasferta. Anche se femminile, in campo c'era sempre la Roma. Non eravamo tantissimi ma l'atmosfera era molto calorosa, anche perché dietro di noi c'era un nutrito gruppo di sostenitori e sostenitrici di Manuela Giugliano che facevamo un bel po' di rumore. Poi l'emozione di tornare a fare il tifo intonando i cori e gli inni è stata qualcosa di pazzesco».

L'esultanza delle giallorosse sotto ai tifosi romanisti al Mapei @LaPresse

E quando Bartoli è corsa sotto il settore con la coppa?
«Veramente da brividi. La partita è stata di livello e poi è durata fino ai rigori, cosa che fatico personalmente a ricordare di aver visto se non tornando indietro nel tempo con la memoria a tanti anni fa. Vederle alzare il trofeo è stato straordinario. Poi quando il capitano è corsa sotto di noi è stato il massimo. Con lei, così romana e romanista, è sempre amore a prima vista (ride ndr.). Abbiamo esultato con loro a piena voce per questa squadra che veramente ha fatto quasi un miracolo, perché nel giro di tre anni prendersi la Coppa Italia non è da tutti».

Vi era già capitato di seguire le giallorosse?
«Sì, quando giocavano a Bergamo contro l'Orobica siamo andati a vederle ed è sempre divertente perché c'è anche più libertà per fare foto e incontrarle. Oltre al capitano un'altra che mi piace molto è Greggi e poi Andressa, molto tecnica. Non seguo molto le altre squadre del campionato ma penso che la Roma abbia davvero una bella squadra».

Avete vissuto la trasferta come un segnale di speranza?
«Sì, tanto. Andare in trasferta è una cosa che ci manca tantissimo e speriamo che il prima possibile si possa tornare a vedere le partite allo stadio come si faceva prima. Questa trasferta comunque resta speciale, ci ha dato adrenalina pura e la gioia di tifare la Roma».