Più forti della sfortuna e più forte della Fiorentina. Che non è poco. La Roma vince a Firenze 2-1 e ottiene il terzo successo consecutivo in campionato rimontando una gara mai realmente fuori dal suo controllo. Con il 4-2-3-1 classico ma senza Andressa e Ciccotti, le giallorosse attaccano dall'inizio e Bonfantini colpisce una traversa dalla distanza calciando con il sinistro. È il primo di una lunga serie di legni. Due minuti dopo anche Soffia (prova più che convincente per lei, in crescita costante) scheggia il legno più alto della porta avversaria. La squadra di Cincotta è arrivata alla gara in un buon momento di forma e lo dimostra cercando di mettere pressione alla costruzione giallorossa: per circa 20' lo fa con successo. Da un errore in impostazione di Serturini la palla schizza sul piede dell'ottima Baldi che dal limite non sbaglia e fa 1-0 (22'). Alla mezz'ora poi Sabatino spreca l'unica altra chiara occasione da gol prodotta dalla squadra calciando addosso a Ceasar. Subito dopo Bonfantini colpisce il palo con un destro potente dal limite (e sono tre legni).

Dall'inizio della ripresa in poi c'è praticamente solo la Roma che al 58' colpisce un altro palo col tocco sotto di Serturini, ma 7' più tardi trova il meritato pareggio. Bonfantini va giù dopo un dribbling in area: rigore, Giugliano, 1-1. Passano tre minuti ed è ancora la numero 22, migliore in campo e finalmente arma sicura di questa Roma dopo una stagione difficile, a trovare il cross giusto da destra. Schroffenegger buca l'uscita e sul secondo palo arriva Serturini col piattone per siglare il gol che vale tre punti. I tentativi di reazione proposti dalla Fiorentina impattano sempre sul muro giallorosso. Arriva una vittoria da big contro una big, tre punti in più sulla diretta contendente per il quarto posto e un'iniezione di fiducia per la sfida di domenica alla Juventus.

Testa alla Juve

Tra una settimana le giallorosse si giocano la semifinale di Coppa Italia di ritorno contro le bianconere. Al Tre Fontane è finita 2-1 per Bartoli e compagne, ma serve comunque la miglior prestazione possibile per evitare di veder sfumare il sogno finale. «Eliminate la Juve dalla coppa, grazie», hanno scritto i tifosi della Viola alle tante ex calciatrici ora in giallorosso. Non sarà facile ma la Roma ci proverà perché ora è grande abbastanza.

Post-partita

«Ci stiamo abituando a diventare una squadra che può giocarsela con chiunque». La Roma Femminile si sta abituando a vincere le partite difficili, a superare le difficoltà come le assenze e la sfortuna. Questo l'allenatrice Betty Bavagnoli lo sa e lo ha ribadito a Roma Tv dopo il successo in rimonta sulla Fiorentina: «Siamo andati in svantaggio, ma ci abbiamo sempre creduto. Faccio i complimenti alle ragazze, sono state veramente brave a non perdere mai l'attenzione sui momenti della gara». Le giallorosse e la squadra di Cincotta garantiscono sempre spettacolo quando si affrontano: «Abbiamo incontrato una grande squadra, ci ha messo in difficoltà. Si è visto che entrambe le squadre avevano preparato l'incontro, conoscendosi a vicenda. In questo ultimo periodo, ho continuato a chiedere alle ragazze di essere brave in questo percorso di crescita, che non riguarda solo la parte tecnico-tattica, ma anche l'aspetto mentale che è stato fondamentale». E ora testa alla Juventus in Coppa Italia: «Questa prestazione dà tanta autostima. Domenica prossima ce la dobbiamo andare a giocare, non dobbiamo avere timore. Ci aspetterà una grande sfida, contro una squadra che sta dimostrando di essere la più forte del campionato».

Uno degli elementi più in crescita tra le giallorosse è Angelica Soffia, ancora autrice di una buona prova solida: «I momenti d'oro arrivano grazie alle compagne e alla squadra. Sono cresciuta grazie a loro. È un buon momento, lo è per tutte noi». Lei come le altre, non ha mai mollato nel corso della gara: «Sapevamo che stavamo gestendo bene la partita. Sapevamo cosa c'era da fare, dovevamo solo crederci di più e nel secondo tempo si è visto. Ora c'è la Juve e daremo il massimo per raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissate»