«Tutti possono avere un periodo difficile». Lo sta avendo di certo la Roma Femminile che, tra occasioni sprecate e vittorie mancate, chiuderà il 2020 in settima posizione in Serie A, con quattordici punti di distanza dalla zona Champions. Come è in difficoltà la squadra, così anche Lindsey Thomas: l'attaccante francese è ferma ancora a zero reti (dopo dieci presenze). La venticinquenne nata in Guadalupa non sta riuscendo a rendere come fatto nella passata stagione, la sua prima in giallorosso.

Momento di crisi per la Roma, il primo da quando sei arrivata. Come lo vivi da dentro?
«Penso che ogni squadra e ogni atleta possa passare dei momenti di difficoltà. In quei casi però la chiave secondo me è quella di continuare a lavorare senza perdere la fiducia nei propri mezzi ed è quello che stiamo facendo anche noi, per poter tornare al nostro livello. Solo così si arriva alla luce alla fine del tunnel».

Che impatto ha avuto il Covid-19 sul vostro lavoro?
«La situazione che stiamo vivendo causa delle difficoltà che poi si rispecchiano pure in campo. Credo che ognuna di noi stia accusando l'essere lontana dalle proprie famiglie, soprattutto momenti di difficoltà. Questo si fa sentire».

Il problema principale è stato quello dei gol mancati. Fate un lavoro specifico in allenamento per migliorare questo aspetto?
«Il lavoro che facciamo in allenamento è lo stesso che facevamo lo scorso anno solo che ora non stiamo ottenendo i frutti che vogliamo. Forse la passata stagione avevamo un po' più di cattiveria e di fame davanti alla porta. Poi quando non vinci magari perdi un po' di fiducia e anche questo può giocare a nostro sfavore».

La Roma crossa tanto, ma con scarsi risultati. Avete studiato delle soluzioni tattiche alternative?
«Il nostro modo di giocare penso che sia abbastanza chiaro, è evidente che passiamo tanto per le fasce. In allenamento però lavoriamo su tutto. Poi durante le partite è parte della responsabilità di noi che scendiamo in campo trovare altre soluzioni, non è solo una questione degli allenamenti».

Thomas in campo contro il Milan @LaPresse

Ora la Champions è quasi impossibile da raggiungere. Come si va avanti sapendo che l'obiettivo iniziale è praticamente sfumato?
«Intanto c'è da giocare tutto il girone di ritorno. Vogliamo ritrovare il nostro posto nelle prime quattro, il 2021 sarà come un nuovo inizio. Poi la Coppa Italia è un obiettivo e vogliamo arrivare in fondo. C'è anche la Supercoppa come opportunità di vincere un trofeo. In semifinale affronteremo la Juventus, con la consapevolezza che non abbiamo niente da perdere».

Lo scorso anno 9 gol in 15 partite. Oggi nessuno dopo 10. Perché?
«La lontananza da casa per me è una cosa che pesa tanto. Poi come ho detto chiunque può avere un momento di difficoltà. Io so di cosa dono capace, continuando a lavorare tornerò più forte di prima e senza paura».

A giugno scade il tuo contratto. Cosa c'è nel tuo futuro?
«Adesso non ci penso perché ho giocato di molto sotto alle mie potenzialità e non sono soddisfatta. Non mi sento in diritto di chiedere qualcosa, ora mi concentro sul campo per tornare a dare tanto alla squadra e poi si vedrà. Però so che la città mi piace tanto e rimanere altri quattro o cinque anni mi farebbe piacere».

Avete avuto modo di conoscere i Friedkin?
«Noi giocatrici pensiamo al campo, quando abbiamo necessità di dire qualcosa alla società abbiamo due dirigenti come riferimento e loro fanno da tramite. So che i Friendkin stanno studiando benissimo le cose all'interno della Roma. Non so se e quando passeranno, ma noi siamo aggiornate tramite i dirigenti».

Tu hai giocato da professionista in Francia. Quanto aiuterebbe il professionismo nel calcio italiano?
«Qui il livello è cresciuto molto. Il professionismo sarebbe sicuramente un altro passo avanti che potrebbe portare le squadre a essere più competitive anche nelle competizioni europee».

Fuori dal campo, la vita a Roma come va? Passerai il Natale lontana dai tuoi?
«Va benissimo, mi piace la città e le persone. Ho anche ricominciato a studiare scienze motorie con un corso a distanza in francese. Purtroppo non vedrò la mia famiglia ed è difficile, poi più passa il tempo più sembra difficile tornare a casa, ormai è più di un anno che non lo faccio. Qui però non sono sola, ho trovato degli amici e per Natale mi sono organizzata con Osi (Ohale ndr.), così ci facciamo compagnia, stiamo insieme e ci scambiamo qualche regalo».