Durante la conferenza stampa di presentazione di Villar, Perez e Ibanez, il direttore sportivo della Roma Gianluca Petrachi ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento di forma della squadra. Questo il video integrale della conferenza.

"Buongiorno, siamo qui per presentare questi tre ragazzi. Prima però ci tengo a puntualizzare alcuni aspetti e a fare un po' di chiarezza: a volte sono state scritte delle cazzate, che poi rischiano di passare per vere. Quest'anno per la Roma era un anno zero. Ho cercato di risolvere dei problemi in essere in questa società. Mi sono calato nella parte con entusiasmo, tanta umiltà e tanta voglia. In questi mesi. Detto ciò la Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione: vorrei ricordare a tutti che la Roma ha fatto uscire venti giocatori e ne ha presi quattordici. La Roma non compra un giocatore da settanta milioni. In un progetto del genere servono pazienza e comprensione da parte di tutti. Quando ci sono le rivoluzioni qualcosa può venire bene, qualcosa meno. Non amo le calunnie e le falsità uscite dai media, da vigliacchi, magari sarà una persona scomoda perché non rispondo a nessuno e la mia schiena è sempre dritta. Non faccio comunelle, non prendo caffè con nessuno, non rispondo ai vostri messaggi. Io vado avanti per la mia strada per fare il bene della Roma e fino all'ultimo giorno che sarò qui cercherò di portare avanti la mia idea di calcio, ce la sto mettendo tutta. Se qui c'è intelligenza e buona fede da parte di tutti, fino a poche settimane fa si parlava di una Roma importante, che giocava il miglior calcio in Italia, ora siamo in difficoltà. Ero pronto a questo tipo di difficoltà, non alle calunnie. Petrachi bacchettato da Dzeko perché serve qualità? Nulla di più falso. Edin è un ragazzo intelligente, è il capitano e non fa questo genere di cose. E questa è la prima cazzata. Passiamo alla seconda cazzata. Mi hanno censurato, ad un certo punto sembravo un killer e non il direttore sportivo. Sembrava che potessi essere squalificato, avete parlato di tempi e ci avere marciato. Ma mi hanno assolto. Ho parlato con i nuovi acquirenti dei nuovi probabili investimenti, motivandoli. Sono consapevole che questo sia un momento difficile, e che forse abbiamo smarrito un po' di umiltà, la grande prestazione nel derby ci ha fatto volare troppo alti. La Roma può mettere in difficoltà chiunque, ma per la filosofia di Fonseca servono aggressività e intensità e se per esempio non fai un pressing asfissiante come abbiamo fatto contro la Lazio, che ha fatto la partita più brutta dell'anno per meriti nostri, le cose poi non vanno bene. Abbiamo sbagliato le partite con la Sampdoria, con il Torino, con il Sassuolo e con il Bologna. Dobbiamo fare di più, credere in quello che facciamo, con cattiveria e umiltà. La semina di questi giovani non avviene il giorno successivo della semina. Questa squadra gioca con 6/11 di nuovi acquisti, nessuna squadra in Serie A lo fa, ci vuole tempo. Mi auguravo che queste difficoltà non arrivassero mai, ora sono arrivate e dobbiamo affrontarle. Ricordo che ci siamo rialzati ed esaltati nelle difficoltà. Sono convinto che questo gruppo, nel quale mi identifico prima di Natale, perché c'è il mio stesso spirito e il mio stesso carattere. In questi aspetti è venuta meno, credo che servano passione e sana cattiveria. Ho chiamato Perez il giorno del suo arrivo e gli ho detto che Roma è una piazza passionale dove i giocatori se ci mettono l'anima possono diventare dei beniamini, il tuo ingresso non mi è piaciuto, ci devi mettere l'anima. Oggi la Roma la sento mia, credo fortemente in questa squadra, che ha dei contenuti e dei valori. La Rosa è composta da giocatori giovani, molti sono '98 e '99. Io non ho preso un giocatore da settanta milioni, ho avviato una strategia che ci consenta di arrivare a dei risultati in due-tre anni. Sulle cazzate e sulle calunnie: qualcuno ha detto cose inesatte. Io sono qui per parlare e confrontarmi con voi. Ci tenevo a fare chiarezza con voi, a spiegarvi tutto. Non c'è mai stato qualcosa tra me e Fonseca, io intervengo solo se non vedo senso di appartenenza. Devo essere la tutela dei tifosi che pagano il biglietto, fanno dei sacrifici e devono essere rappresentati".

Su Ibanez

"Walter Sabatini ha detto inesattezze. Non è venuto a Roma perché gli abbiamo dato più soldi. Il ragazzo prende gli stessi soldi che prendeva a Bologna, non è una questione economica. Il ragazzo è venuto qui per scelta tecnica e tattica, per il suo futuro, per il calcio di Fonseca e per motivazione. Lo dico per correttezza per l'aspetto umano del ragazzo."

Sull'episodio di Reggio Emilia

"Dopo un primo tempo vergognoso andava fatto capire ai ragazzi che stavamo facendo una prestazione penosa, dopo che una settimana prima avevo. Poi è entrato il mister per fare un discorso tecnico e tattico. Io, dopo aver detto quello che pensavo. Io gravito sempre negli spogliatoi, sono sempre a contatto con la squadra, non entro solo in questo tipo di occasioni. In quel momento c'era da vergognarsi e volevo intervenire. Queste cose dovrebbero restare nello spogliatoio, questo è gossip e non è sano giornalismo. Tutto qui, non c'è discrepanza, l'allenatore parla perché gestisce questo gruppo. Se qualcosa va storto, io ho diritto di dire quello che penso. Questo è Petrachi, e in questo modo io ho intenzione di lavorare".

Come si coniuga la strategia verde con la necessità di raggiungere gli obiettivi stagionali?

"Io credo che i giovani siano linfa, per l'immediato e per il futuro. Le difficoltà a lavorare nel mercato di gennaio sono state importanti. Le difficoltà nell'eventuale cambio di proprietà creano degli scompensi. Non è facile sostituire giocatori come Zaniolo o Diawara, due pilastri che abbiamo perso nel loro miglior momento della stagione. VIllar e Perez possono dare grandi soddisfazioni. Se potessi prendere tizio o caio a cento milioni a gennaio lo farei, ma a gennaio ci sono state criticità per un eventuale passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. L'ho spiegato ai ragazzi a Natale, voi dovete solo pensare a pedalare. Se ci saranno delle correttive da fare le faremo ma sempre nella direzione intrapresa ad inizio stagione. Certamente il mercato di Gennaio non è stato il mercato di giugno, abbiamo dovuto affrontare diverse criticità. Non siamo lontani anni luce dall'obiettivo Champions. Sabato giochiamo una "finale", e sono convinto che da questo periodo ne usciremo più forti".

Non sarebbe più opportuno proporre una sua comunicazione con noi più chiara?

"Io non mi sento nella comunicazione. Se devo ricevere tante telefonate, non posso fare figli e figliastri, dovrei rispondere a tutti ma questo non è semplice. Più un direttore sportivo fa bene il suo lavoro in silenzio meglio fa il suo lavoro. Io sono pronto a spiegarvi apertamente delle dinamiche, sono sempre stato onesto e leale con voi, ma il mio modo di essere lavorativo è questo. Non mi tiro indietro a conferenze stampa per parlare del circuito Roma. Ma se qualcuno mi chiede un caffè per ottenere una notizia prima, io non lo faccio. Io non do da mangiare ai pesci, questo è Petrachi, stop."