Fuori uno. Dalla lista dell'attaccante che arriverà. Bisogna infatti cancellare dall'agenda di Tiago Pinto, il nome dello zambiano Patson Daka, ventitrè anni, ancora tre anni di contratto con il Salisburgo con cui nell'ultima stagione ha messo insieme numeri da Pallone d'oro, trentaquattro reti in quarantadue presenze. Il ragazzo africano, infatti, è a un passo dal trasferimento in Premier, al Leicester (dove ieri ha salutato il capo scouting Josè Fontes che sembra destinato alla Roma), per la modica cifra di trenta milioni di sterline che, al cambio, sono quasi trentacinque milioni di euro. Altro che i venti che si erano ipotizzati. Del resto se si mettono gli occhi su un giocatore che interessa anche a un club della Premier, uno si può pure mettere il cuore in pace perché quel giocatore andrà a giocare nella perfida Albione. Sarà così anche per Daka che andrà al fianco di Vardy con l'obiettivo di raccogliere, in tempi brevi, l'eredità del centravanti inglese tanto caro a Claudio Ranieri.

Il risultato, ovviamente, è che il nome di Daka deve essere cancellato dall'agenda di Tiago Pinto. In cui, peraltro, non mancano le alternative. Anche se alcune a costi ancora più esagerati. Come per esempio lo svedese Isak della Real Sociedad per il quale il club spagnolo parte da una valutazione non inferiore ai quaranta milioni. O come, anche, Dusan Vlahovic (il preferito dal dirigente portoghese) che mister Commisso ha fatto sapere che non solo non prende in considerazione l'ipotesi di cederlo, ma soprattutto che per fargli cambiare idea sul tavolo della trattativa bisogna presentarsi almeno con un assegno da sessanta milioni. Sono numeri impraticabili per la Roma attuale (in questo senso, come potete leggere nella pagina a fianco, ieri Mourinho è stato molto chiaro) e che, quindi, in qualche misura rilanciano l'opzione Andrea Belotti. Soprattutto se Edin Dzeko, da qui a qualche settimana, manifestasse la possibilità di aver trovato una squadra con cui andare a chiudere la sua grande carriera (ma la Roma non è intenzionata a regalargli il cartellino). In ogni caso il centravanti del Torino che ha un contratto in scadenza il trenta giugno del prossimo anno, rimane un'opzione assolutamente valida. Anche di fronte alla rigidità sul costo del cartellino fin qui dimostrata dal presidente Urbano Cairo che vuole non meno di trenta milioni per salutarlo. Cifra che la Roma, giustamente ci sentiamo di dire vista la scadenza del contratto del giocatore, non ha neppure avvicinato, visto che da Trigoria, per quello che risulta, è partita un'offerta da quindici milioni più bonus. Ora entrambe le parti si sono accomodate sulla sponda del fiume in attesa che passi la sagoma dell'altro. Cairo sperando che l'Europeo gli restituisca un Belotti con tanti corteggiatori, Pinto augurandosi che la concorrenza non si manifesti e che, quindi, prima o dopo Cairo sia costretto a presentarsi a Canossa.

Peraltro il general manager giallorosso in questi giorni è alle prese con un mercato delle cessioni che, fin qui, gli ha garantito soltanto delusioni. Di ieri, infatti, è la notizia che il Polpo tornerà a Trigoria. Cioè che Steven Nzonzi, il Rennes, club in cui ha giocato in prestito nell'ultima stagione, ha deciso di non riscattarlo come invece sembrava possibile dopo le dichiarazioni del presidente del club francese. Evidentemente non si è trovato l'accordo economico per il cartellino del centrocampista che pesa, per la sua ultima stagione di contratto, sul bilancio romanista ancora per sette milioni. Cifra che il Rennes non è stato disposto a garantire per evitare che la Roma materializzasse una minusvalenza. Magari i due club torneranno a parlarne tra qualche giorno, ma per ora pure Nzonzi ha una busta paga colorata di giallorosso. Così come Florenzi, un altro che si è visto abbandonato da quel Psg che avrebbe potuto riscattarlo per nove milioni. Il suo procuratore, Alessandro Lucci, sta lavorando per trovargli comunque una nuova squadra. In pole position ci dovrebbe essere l'Inter nell'ambito di uno scambio che a Trigoria potrebbe portare D'Ambrosio.