Due partite a scacchi su altrettanti tavoli. In Cina El Shaarawy, in Inghilterra Bernard. Entrambe in stallo. Entrambe in attesa di essere sbloccate da presenza dei rispettivi agenti e relative pressioni sui club di attuale appartenenza. Tanto per sgombrare il campo da equivoci, la condizione di stasi riguarda Pinto, ma più in generale tutti gli uomini mercato di ogni club. Soprattutto in tempi di pandemia, quando la liquidità scarseggia per chiunque. Logico che la carenza di fondi induca il neo dirigente giallorosso a trattative per l'attacco vicine al costo zero (quantomeno per i cartellini). I nomi sono quelli, a meno di sorprese al momento non alle liste: El Shaarawy e Bernard. Il primo con un passato importante a Trigoria, il secondo con trascorsi alle dipendenze di Fonseca, quando entrambi vestivano i colori dello Shakthar.

Entrambi ventottenni, con buona esperienza internazionale alle spalle e ingaggi cospicui. Monstre quello del Faraone da quando è cominciata la sua esperienza cinese, cui però fosse dipeso soltanto da lui avrebbe messo un punto già a ottobre scorso, come testimoniato dalle faccine tristi postate sui social quando il ritorno alla Roma non si è concretizzato. Ma a quanto pare i soldi non sono tutto e Elsha è da tempo disposto a riassestarsi sui più miti livelli della Serie A, pur di fare rientro a casa. Il problema è tutto nelle resistenze dello Shanghai Shenhua, restio a farlo partire in prestito come a concedergli la lista gratuita, soli requisiti per rivederlo in giallorosso. E qui entra in scena il fratello-agente del'attaccante, Manuel, in Cina per indurre il club alla rescissione. Una mossa che presuppone la rinuncia a qualsiasi genere di buonuscita. Ovvero ad altri soldi, oltre quelli di un ingaggio sensibilmente ridotto.

Differente la situazione di Bernard, per il quale la Roma ha proposto all'Everton uno scambio con Olsen, già ai Toffees in prestito e gradito ad Ancelotti. Anche in questo caso il giocatore è disposto a limare il proprio stipendio dagli attuali 4,5 milioni annui. Ma il club di Liverpool pretende un conguaglio a proprio favore. E da quelle parti è volato Spadotto, procuratore del brasiliano, per cercare una soluzione che accontenti tutti. Non facile. Motivo per il quale all'orizzonte si staglia anche il nome di Otavio, trequartista del Porto in scadenza a giugno prossimo, su cui è forte la concorrenza del Milan, con Napoli e Atalanta alla finestra. È vero che sul mercato portoghese Pinto potrebbe vantare canali preferenziali, ma il vincolo contrattuale induce a pensare che l'eventuale trattativa possa essere sviluppata più per la prossima stagione che per la stretta attualità. La corsa per gennaio è ancora fra Elsha e Bernard. A patto di evitare spese per i cartellini.