All-in Smalling. Tutte le sue fiches, la Roma ieri le ha messe sul tavolo del Manchester United per cercare di sbloccare definitivamente una trattativa che va avanti da mesi. L'offerta ultimativa del club giallorosso è stata recapitata alla dirigenza del club inglese direttamente da Jozo Palac, il mediatore croato al quale da tempo è stato dato il mandato per provare a chiudere. Un mandato che nelle settimane scorse era stato in qualche modo indebolito e messo in dubbio dall'inserimento di almeno un altro mediatore con l'obiettivo di soffiare l'affare a Palac. Tentativo che la Roma ben presto ha capito sarebbe stato propedeutico soltanto al fallimento della trattativa. E allora di nuovo carta bianca a Palac che sa come si naviga nei ricchi e tempestosi mari del calcio del terzo millennio e che solitamente è uno che non ritorna a mani vuote. 

Così ieri mattina, intorno alle dieci, Palac ha presentato allo United l'ultima proposta giallorossa per assicurarsi il cartellino di Smalling. L'offerta, per quello che ci risulta, è stata definita seria e «alta», probabilmente non troppo lontana dalla richiesta del Manchester che dai 20 iniziali pare essere sceso di un paio di milioni. Con una serie di riscontri incrociati, possiamo dire con ragionevole certezza che l'all-in giallorosso si può quantificare oltre i 15 milioni, comprendendo anche i bonus. Sembra anche che la Roma abbia presentato un'offerta con due opzioni.

Le opzioni

La prima per l'acquisto tutto e subito (intorno ai 16 milioni), la seconda che prevede un prestito con obbligo di riscatto dopo dodici mesi (vicina ai 18 milioni). Sia la prima che la seconda dovrebbe essere sufficienti per soddisfare le richieste dei non garbati dirigenti inglesi. Anche alla luce di ulteriori tre fattori: 1) Smalling attualmente di fatto è fuori rosa, non rientra più nel progetto Manchester e ha fatto capire in tutte le maniere che lui e la sua famiglia vogliono tornare a Roma; 2) la concorrenza sul giocatore è quasi svanita del tutto: ieri l'Inter, attraverso il suo ds Ausilio, ha fatto sapere che Skriniar rimarrà a Milano e che non sono previsti nuovi acquisti; 3) oltre al cash che lo United incasserebbe con la cessione, c'è da tenere conto che il difensore con il club inglese ha in corso un contratto con scadenza giugno 2022, cioè altri due anni a quattro milioni e mezzo netti ciascuno, al lordo sono quasi nove milioni: cederlo vorrebbe dire un risparmio secco intorno ai 16 milioni (c'è da tenere presente che le prime tre mensilità di questa stagione sono state a carico degli inglesi). In sostanza vorrebbe dire che ai 16-18 che incassi per il cartellino devi sommare i 16 risparmiati (e volendo pure i 3 pagati dalla Roma per il prestito del giocatore nella passata stagione). Quindi tutto ok? Lo sapremo oggi, perché la Roma al Manchester ha anche detto che aspetta una risposta immediata. E la risposta verosimilmente ci sarà in giornata, quando a Roma sbarcherà Palac per incontrarsi con la dirigenza giallorossa, spiegando magari che siamo vicini al sì e che forse sarebbe sufficiente fare un ulteriore, piccolo, sforzo per fare felici Fonseca, i tifosi giallorossi e Chris Smalling che in questa vicenda ha tenuto un comportamento esemplare, da calciatore d'altri tempi. Ma se oggi ci fosse la fumata nera? Alla Roma non resterebbe che riattivare le piste alternative che sono state percorse nelle scorse settimane, a partire da quella che porta al brasiliano Marcao del Galatasaray, anche se un ritorno a Istanbul potrebbe voler dire dover fare i conti con una richiesta superiore ai 10 milioni già offerti. C'è poi da registrare un'ulteriore notizia a proposito dei difensori della Roma. Ieri nella Capitale è sbarcato Fred, procuratore di Ibanez per il quale nei giorni scorsi è arrivata un'offerta dal Leicester da 25 milioni, offerta che è stata rispedita al mittente. Fred aveva intenzione di incontrare l'ad Guido Fienga che però, prima ancora di sapere della sospensione della sua inibizione per i fatti del San Paolo di Napoli, gli ha risposto che preferiva rinviare l'incontro.